Il presidente Bisi approfitta della cerimonia e chiede finanziamenti a Foti. Il ministro rilancia: «Non capisco chi non vuole le dighe»
«Senza la diga di Mignano la valdarda sarebbe arida». Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza è categorico. Così chiaro da permettersi di chiedere finanziamenti al ministro Tommaso Foti per idealmente poter realizzare una diga anche a servizio della Valnure. «Fonti alternative all'acqua non ce ne sono, dobbiamo conservarla continua - mantenerla in diga e distribuirla ». Per farlo al meglio, in modo controllato, continuo e razionale, è stato inaugurato ieri il nuovo sistema di condutture che da Castellarquato arriva ad Alseno, attraversando Fiorenzuola. Un'infrastruttura di tubazioni lunga 20 chilometri invisibile all'occhio umano, perché totalmente interrata, che porterà l'acqua ad oltre 500 aziende agricole del distretto dell'Arda. Un'opera, illustrata all'auditorium del palazzo comunale di Fiorenzuola, che è stata intitolata a Fausto Zermani, presidente del Consorzio dal 2006 al 2020 quando è improvvisamente morto. Presenti, in sala, anche la moglie e i figli. « L'impatto economico di avere un'infrastruttura di venti chilometri non si misura in una ricaduta il giorno dopo ma nei decenni a seguire, come sta facendo la diga da oltre novant'anni - commenta il ministro Tommaso Foti. - Il non volere le dighe, ancora oggi, è una cosa che mi risulta strana da comprendere. Dobbiamo ora fare uno sforzo nazionale per portare l'acqua su tutto il territorio, anche in quelle zone dove ancora arrivano le botti perché chi le manovra ci guadagna». Il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla condivide qualche aneddoto personale: «Sono di Lusurasco, mio padre è stato dipendente del Consorzio. Questa condotta parte dal "dighino" che per noi era la piscina del popolo e arriva a Chiaravalle, casa dei frati cistercensi che sono i frati della bonifica. Di solito un'opera del genere la si realizza in vent'anni, voi arrivate con dieci anni di anticipo». In ascolto ci sono anche la senatrice Elena Murelli, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, l'ex senatore Pietro Pisani e numerosi sindaci piacentini, oltre ai rappresentanti di altre istituzioni. Massimo Gargano, direttore generale di Anbi (Associazione nazionale dei Consorzi di gestione e tu-tela del territorio e delle acque irrigue) ha messo in risalto gli elementi di forza della nuova condotta irrigua: l'ottimizzazione dell'acqua consentendo all'agricoltura di generare maggior reddito, l'intelligenza di conservare lo storico tracciato del Rivo Sforzesco che ricarica la falda e mantiene la bellezza ambientale e la realizzazione in tempi record. Il collega Francesco Vincenzi, presidente di Anbi e di Anbi Emilia- Romagna sottolinea: «Siamo di fronte ad una crisi climatica che sta condizionando la presenza dell'acqua nel nostro Paese. Un territorio senza acqua non può dare futuro».
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