Per la sindaca Barbieri urgono provvedimenti più restrittivi
Foti: «Istituire la zona rossa»
La realtà di Piacenza non è
certo meno grave di quelle di Bergamo, Brescia e Cremona. Come
nelle tre città lombarde, anche da
noi il coronavirus sta seminando
morte e disperazione con numeri sempre più allarmanti in fatto
di vittime e contagi. E' per questo che anche ieri la sindaca Patrizia Barbieri, dopo aver già insistito sabato col Presidente del
Consiglio Conte telefonicamente, è tornata alla carica con la Regione per avere «misure di contenimento ad hoc» per la nostra
città. Se possibile anche più restrittive rispetto a quelle dell'ultimo decreto che il premier ha
annunciato sabato sera alla nazione. In base al nuovo provvedimento (che entra in vigore da oggi fino al 3 aprile) le attività professionali possono continuare,
sono sospese soltanto quelle produttive. Restano aperte le attività di studi legali, ingegneria, i call
center, attività finanziarie e assicurative, uffici postali, edicole, ingrosso di carta e agenzie di distribuzione di giornali, riviste e libri,
gli alberghi. Rimangono aperti
anche vetrerie, fabbricazione di
articoli di gomma e plastica,
macchine per agricoltura, confezioni di vestiti da lavoro, meccanici, rivenditori di pezzi di ricambio per auto, i corrieri per la consegna dei pacchi, gli studi di consulenza gestionale, architettura
e ingegneria, i trasporti.
Non è detto che tutto ciò basti per contenere il dilagare del contagio nel nostro territorio. Ma per
avere un "modello Piacenza", o
quanto meno provvedimenti che
si avvicinino a quelli assunti dalla Lombardia, occorrerà ancora
attendere. Quella di ieri è stata
una giornata di grande lavoro ma
interlocutoria. Per la prima cittadina, sempre in isolamento, ore
e ore trascorse tra videoconferenze: col presidente Stefano Bonaccini, col prefetto Maurizio Falco,
con i sindaci piacentini. Contatti anche con il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e quello
di Parma Federico Pizzarotti.
«Volevamo avere davanti i contenuti del decreto nazionale per
capire chi può lavorare e chi deve chiudere, per poi muoverci di
conseguenza, ma l'abbiamo ricevuto solo nel pomeriggio» ha
spiegato la sindaca. Questa mattina tornerà a collegarsi con i colleghi alle 8,30 e con Bonaccini alle 9,30 per un'altra «giornata molto importante».
Intanto ieri il parlamentare di
Fratelli d'Italia Tommaso Foti è
tornato a chiedere con forza la
chiusura totale di Piacenza.
«Piaccia o meno, Piacenza - città e provincia, così nessuno equivoca - per almeno una decina di
giorni va messa in "zona rossa" e
cioè chiusa, ma per davvero» ha
scritto su Fb. «Basta prese in giro» . Non si deve più perdere tempo perché «la lettura di alcuni dati ci dice non solo che nel nostro
territorio la situazione è molto
grave». «Una situazione che dovrebbe indurre all'adozione immediata di provvedimenti drastici che nella nostra Regione sono
stati assunti per il solo comune di
Medicina».
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