Le organizzazioni sindacali hanno annunciato la causa legale «L'Ispettorato del lavoro e il Ministero erano stati chiari a giugno»
Almeno 250 ricorsi contro il gigante Amazon stanno per arrivare
soprattutto da lavoratori della Valtidone al Tribunale di Milano, dove l'azienda ha sede legale, e a quello di Piacenza, dove si trova il magazzino di Castelsangiovanni. A
presentarli, entro il termine del 15
febbraio, sarà parte dei lavoratori
interinali che, dal dicembre 2017,
aspetta si tenga fede a quanto aveva affermato, a seguito di controlli,
l'Ispettorato del lavoro: "Amazon
dovrà assumere a tempo indeterminato questi lavoratori", era infatti stata al tempo la decisione nei
confronti del colosso.
Ma cos'era successo?
Il caso: a Castelsangiovanni (il polo più grande d'Italia dell'e-commerce, il commercio cioè tramite
quel grande magazzino virtuale
chiamato Internet) erano stati trovati troppi lavoratori somministrati, precari. Un esubero riscontrato
precisamente tra luglio e dicembre
2017, concentrato soprattutto in occasione di eventi da "delirio" commerciale come il Black Friday. Stando ai risultati della vigilanza forniti
a giugno 2018 dal Ministero del lavoro, la necessità di braccia aveva
trovato risposta in 1.308 contratti di
lavoro interinale nel centro di Castello, poi diventati mesi dopo 1.951
(lo aveva chiarito il sottosegretario
del lavoro Claudio Cominardi rispondendo a un'interrogazione di
Tommaso Foti di Fratelli d'Italia),
844 in più rispetto ai 444 permessi
dalla normativa.
La reazione di Amazon
Quei numeri, considerati come
contratti, non come persone, non
sono mai stati accettati come reali
da Amazon: «Ancora nessuno è stato assunto», hanno sottolineato le
organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl Uil e Ugl. «L'azienda non solo ha impugnato il provvedimento, ma ha
anche fatto sapere che non ne risponderà fino alla decisione del Tribunale»
Entro giugno le udienze
Da qui la decisione dei sindacati di
procedere ai ricorsi, che saranno
protocollati entro la prossima settimana suddivisi sulla base del periodo di assunzione. Entro l'estate, giugno, i giudici dovrebbero celebrare
le udienze. Uiltucs avrebbe pronte
decine di ricorsi; Filcams-Cgil, con
Nidil, ne ha formalizzati già una
ventinae nei prossimi giorni ne presenterà un'altra cinquantina. Da Ugl
terziario si attendono altre decine
di atti, tra i 50 e i 100. Numeri analoghi, circa 70, da Fisascat-Cisl.
Entro il 15 febbraio
Attenzione sui tempi del decreto 81
del 2015. Nell'articolo 39 se
un'azienda, Amazon compresa,
viola i limiti dei contratti di lavoro
precari previsti, si apre una finestra
di 60 giorni di tempo per rivendicare la posizione lavorativa a tempo
indeterminato con l'utilizzatore
(cioè l'azienda). Dopo, ci sono altri
180 giorni di tempo per fare ricorso al Tribunale del lavoro. Tempo scaduto quindi? No, perché l'Ispettorato ha appunto reso pubblici solo
a giugno 2018 gli esiti delle verifiche, le quali si erano concretizzate
dopo lo sciopero sindacale dei lavoratori. Sono scattati dunque subito le richieste per tentare un accordo, poi sfumato (almeno un centinaio di richieste spedite dalla Cgil, ad esempio). Adesso si procede alla formalizzazione dei ricorsi. Intanto, viene spiegato dai sindacati,
Amazon al momento se l'è cavata
con una multa da mille euro. «Praticamente una pacca sulla spalla»,
dicono. Un anno molto difficile precisa Fiorenzo Molinari di Filcams:
«È stato come dire ai lavoratori che
avevano un biglietto vincente della lotteria ma non avrebbero potuto
ritirarlo. Nei loro occhi abbiamo visto sconforto, amarezza. Avere un
contratto di lavoro è fondamentale
per poter ragionare sul proprio futuro, per fare progetti. Purtroppo abbiamo dovuto dire ai lavoratori che
quel Tweet dell'Ispettorato, dove si
chiedeva ad Amazon di assumerli,
non era propriamente così...».
Libertà
