SERGIO DAGNINO/MOVIMENTO 5 STELLE
Il consigliere pentastellato:
«Abbiamo più punti in
comune con il centrosinistra»
Dagnino, dica la verità: un po' ci sperava in questa crisi?
«Oddio, dire che ci sperassi è esagerato, il momento del Paese è delicato e da italiano mi dispiace che
la crisi sia arrivata in questo momento. E' vero però che ho sempre
maldigerito l'alleanza tra il mio Movimento e la Lega. Col tempo, come si dice, me ne sono fatto una ragione, ma molti provvedimenti del
governo non mi sono piaciuti: penso, ad esempio, ai due decreti sicurezza e alla legittima difesa. Per
questo dico che un governo M5sPd è un'occasione da non perdere».
Non salverebbe proprio nulla del governo gialloverde?
«Tutt'altro. L'idea di un contratto di
governo alla tedesca, anche formato da due forze che hanno poco in
comune ma che si mettono insieme per il bene dell'Italia è positivo
e in parte ha dato i suoi frutti. Fino
a quando però è caduto per colpa
di Salvini il quale, per ragioni personali, ha voluto capitalizzare quello che crede essere un suo consenso personale ai danni degli italiani. Peccato però che stavolta il "Capitano" (così viene chiamato Salvini, ndr) abbia sbagliato la mossa».
Quindi lei approva l'eventuale nascita di un governo fatto da ex nemici?
«E' vero che negli ultimi anni ce ne
siamo dette di tutti i colori. Tuttavia, al netto delle divergenze di vedute che ci sono sia nei 5 Stelle sia
nel Pd, in questo momento credo
che ci siano le basi per superare gli
ostacoli. Leggendo anche i rispettivi punti chiave mi sembra che
non ci siano distanze insormontabili. E in generale penso ci siano più
affinità tra i programmi del Movimento con il centrosinistra che non
col centrodestra».
Non pensa, come sostengono in tanti, che il paese reale sia più orientato a destra e che le elezioni siano l'opzione più giusta?
«Questa alleanza non è fatta per le
poltrone come dicono i nostri parlamentari Tommaso Foti (FdI) e
Elena Murelli (Lega). Ma è di grande responsabilità e, oltretutto, sta
nelle prerogative del Capo dello
Stato. Mattarella sta compiendo gli
stessi passi di 14 mesi fa. E poi non
sono così convinto che andando
alle urne il centrodestra, semmai
unito, riuscirebbe a ottenere la
maggioranza assoluta. Naturalmente auspico che non sia un "accordicchio", bensì un sodalizio duraturo. In caso contrario è sicuramente meglio andare alle urne».
Zingaretti è andato a cena con Di
Maio. Lei ci andrebbe più volentieri
con Cugini (Pd) o Segalini (Lega)?
«Premesso che andrei a cena con
tutti, di sicuro se si deve parlare di
politica andrei più volentieri con
Cugini».
Libertà
