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La criminalita' urbana dai maranza sul Facsal alla faida tra spacciatori

Data: 16/07/2025

L'allarme lanciato dalle istituzioni piacentine dopo i recenti episodi in via IV Novembre, in via Ottolenghi e in via Boselli

Calci, pugni e cinghiate di fronte ai passanti allibiti in via IV Novembre. Un giovane algerino finito all'ospedale e alcune persone denunciate per rissa: piacentini e romagnoli, tutti appartenenti ad ambienti riconducibili all'estrema destra, secondo quanto riferito dagli inquirenti. Poi le coltellate ai giardinetti pubblici di via Ottolenghi di fronte a mamme e bambini terrorizzati. Gli aggressori vengono descritti come nordafricani che arrivano a bordo di monopattini e al grido "dove sono i piacentini?" feriscono tre giovani originari dello Sri-Lanka (e sarebbe da chiarire il nesso tra il grido di battaglia e la nazionalità delle vittime). Una scia di violenza cittadina che prosegue con una decina di persone, tutte straniere, armate di coltelli e martelli che in pieno giorno si affrontano in via Boselli, al punto da rendere necessaria la chiusura della strada da parte delle forze dell'ordine intervenute in massa. Tre episodi avvenuti nell'arco di pochi giorni, tra la sera del 25 giugno e la giornata del primo luglio, che hanno accresciuto il senso d'insicurezza in città, alimentando la sensazione che la situazione sia fuori controllo. Di certo non è così. Ma non possono lasciare indifferenti le parole di don Federico Tagliaferri, parroco di San Giuseppe Operaio (chiesa che si affaccia su via Ottolenghi) e vicario episcopale per la città, che in un'intervista a Libertà ha raccontato d'essere stato costretto a chiudere i cancelli della parrocchia di sera per la presenza sempre più minacciosa di gang giovanili che scorrazzano in zona.

I dati e l'insicurezza

Il Comitato per l'ordine e la sicurezza che si è riunito ieri in prefettura alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del capo della polizia Vittorio Pisani è frutto di questa sequenza di fatti e della richiesta d'aiuto lanciata dalla sindaca Katia Tarasconi, che è andata a bussare ai palazzi romani tramite l'intercessione del ministro piacentino Tommaso Foti. Un'alleanza bipartisan per sollevare il tema di una microcriminalità percepita come dilagante in città. Una percezione che i dati non giustificano, ha voluto subito mettere in chiaro il responsabile del Viminale, secondo il quale Piacenza «è una città tutto sommato tranquilla», sebbene riconosca la necessità di presidiare il territorio. Pur prendendo atto degli episodi violenti avvenuti negli ultimi tempi, la procuratrice Grazia Pradella, secondo quanto appreso, ha messo sul piatto un altro tema: quello dell'aumento costante delle violenze di genere e dei "codici rossi", che richiedono un impegno costante e un super lavoro da parte degli uffici giudiziari.

"Street bullying"

Statistiche a parte, il filo rosso della microcriminalità urbana potrebbe essere dipanato a partire dal feb-braio 2024 quando i piacentini, grazie a un'indagine della questura, si sono confrontati per la prima volta con la presenza di gruppi giovanili identificati come "maranza". L'operazione "Street bullying" ha portato a 45 daspo urbani, cioè il divieto a entrare in città a giovani dai 16 ai 28 anni. Diciannove di loro sono stati indagati per spaccio, rissa, estorsione, rapina e lesioni. « Abbiamo voluto svolgere un'attività di polizia preventiva prima che questi soggetti si aggregassero in vere e proprie bande con una struttura verticistica », erano state le parole del questore Ivo Morelli, che aveva raccontato dell'esistenza di cinque gruppi distinti che si spartivano il controllo di porzioni del centro storico piacentino. Una delle zone calde venne identificata nel Facsal, punto d'incontro di molti dei giovani indagati. E non è un caso che a marzo 2024 una quindicina di militari fu inviata a Piacenza nell'ambito dell'iniziativa "Strade sicure" e schierata tra la stazione ferroviaria e il Pubblico passeggio.

Giovani violenti

La criminalità minorile non è un fenomeno unicamente piacentino. Lo ha confermato l'allarme lanciato da Giuseppe de Rosa, presidente della Corte d'Appello di Bologna, che in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario ha illustrato i dati dell'Emilia-Romagna relativi al 2024. «Preoccupante rimane il dato sul numero di minori infraquattordicenni che si rendono responsabili di azioni delittuose, ma soprattutto la gravità dei reati commessi dai minori imputabili, connotati da particolare aggressività e violenza», aveva scritto nella sua relazione. E guardando alla nostra provincia, l'anno scorso sono stati 190 i minorenni denunciati dalle forze dell'ordine, principalmente per reati di rissa, lesioni personali e spaccio.

Oppioidi e coltellate

A fianco di adolescenti inquieti e violenti, negli ultimi mesi Piacenza si è confrontata con il problema ben più grave di bande di tunisini ed egiziani che si contendevano le piazze di spaccio affrontandosi armati di coltelli. Scontri resi ancora più cruenti dall'abuso di farmaci oppioidi, assunti per non sentire il dolore. Alcuni capi delle gang di nordafricani si rifornivano dal medico di famiglia piacentino condannato nei mesi scorsi a sei anni e dieci mesi per corruzione, spaccio, falso e truffa ai danni del sistema sanitario. Ricette facili in cambio di denaro e favori sessuali è quanto emerso dalle indagini coordinate dalla procura.

Tentati omicidi

Sulla faida tra bande di spacciatori che si sfidavano tra il Facsal e viale Dante le indagini si sono concluse alla fine del 2024. Il bilancio è di nove arresti, 30 denunce, quasi un chilo di droga sequestrato. Vennero inoltre rinvenuti 14 coltelli e un machete. Gli investigatori hanno ricostruito ben 22 episodi criminali, tra cui sette accoltellamenti e tre tentati omicidi.


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