Allo Spazio Rotative il forum organizzato da Gruppo Libertà e FBH, che ha messo a confronto tutti i protagonisti del settore
L'invito a Trenitalia e a Rfi arriva dal vicepresidente regionale Vincenzo Colla. « Per rispondere alle esigenze del futuro prossimo occorre velocizzare la realizzazione della logistica del ferro nell'hub di Le Mose, aspetto che contempla anche la rigenerazione del territorio». L'eco di queste parole abita in quelle della sindaca Katia Tarasconi: « Nel 2024 abbiamo firmato il protocollo, ma il Polo del ferro arriva da lontano. Questo è il momento di sbloccare i lavori e chiuderli perché, benché i mezzi pesanti su gomma si stiano adeguando, per ragioni ambientali abbiamo bisogno che la merce passi su ferro. È fondamentale, ma non riusciamo ancora a fare il passo necessario». Il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, sul punto dice che «gli spiace, ma nonostante i miei buoni uffici la città del ferro attualmente è a zero risorse, ma speriamo nei prossimi mesi di fare capire che con zero risorse si resta, appunto, a zero ». Si sta parlando, chiarisce Foti, di un Polo del ferro il cui costo è 70 milioni di euro, per il quale bisogna innanzitutto «risolvere la questione delle aree su cui passa il fascio di binari » e in tal senso occorre un'accelerazione anche da parte della realtà locale. Come appare chiaro da questo confronto propositivo, allo Spazio Rotative si è parlato di futuro, e lo si è vatto declinandolo attraverso quella che ormai è la vocazione di Piacenza e provincia. Il convegno "Logistica: asset strategico per la competitività del territorio", organizzato dal Gruppo Libertà e da FBH, moderato dalla giornalista Mediaset Elena Tambini, è stato l'occasione per ascoltare più voci con il focus sul comparto decisivo per l'economia piacentina e italiana: visioni locali e nazionali, delle istituzioni e delle imprese, così come delle associazioni ambientalistiche e sindacali. In apertura del forum, dopo l'introduzione di Alessandro Miglioli, presidente del Gruppo Libertà - «nella logistica c'è tanto del nostro futuro, per questa ragione vogliamo unire i suoi protagonisti per riflettere insieme » ha affermato - è proprio Vincenzo Colla a porre alcuni punti che saranno il canovaccio dei tanti interventi che si sono susseguiti dopo. Dopo avere evidenziato come la guerra abbia paralizzato lo Stretto di Hormuz con conseguenze deleterie sulla logistica, a dimostrazione di come questa sia un asset planetario fondamentale, parla dell'importanza della legge regionale licenziata un mese fa, «con un capitolo di spesa perché vogliamo investire nelle infrastrutture per realizzare un'economia di sistema non più procrastinabile, altrimenti le Zone logistiche semplificate (Zls) non servono a niente». Per rendere plastica la necessità di un «patto per la logistica» Colla porta l'esempio «dei porti, infrastrutture decisive, ma che in Italia sono per la maggior parte in mano ad armatori stranieri». «Cambiare la testa» è il suo auspicio, anche perché il tema è portante come mostrano i dati sottolineati dall'economista Vittorio Silva. «Il settore dà lavoro a 15mila addetti - dice - rappresenta 2,2 miliardi di fatturato, in crescita del 63% nel decennio 20132023, crescita ben più consistente di quella registrata a livello nazionale. Stiamo parlando di oltre il 20% dell'occupazione piacentina, che genera direttamente e indirettamente 1,3 miliardi di valore aggiunto ». «Una realtà molto importante» chiude Silva, che accenna però a come il sistema sia ancora «poco integrato con il territorio della provincia ». Dal canto suo Monica Patelli, presidente dell'ente di via Garibaldi, sostiene che se da una parte «la logistica ha mantenuto il territorio giovane», non si può nascondere che laddove è presente si verifichino problemi legati «alla carenza di abitazioni e servizi per i lavoratori». Per Tarasconi «guardando solo il nostro pezzettino mai avremo un risultato accettabile», da qui l'invito a «non ragionare per singoli poli come Le Mose, Barabasca, Logistic Park di Castelsangiovanni, Monticelli, bensì con uno sguardo di insieme ». Poi pungola le società della logistica piacentina «a fare qualcosa di più per la restituzione» con riferimento al terreno usato e alle opere di compensazione. Sono intervenuti anche i sindaci di Castelsangiovanni e Fiorenzuola, rispettivamente Valentina Stragliati e Romeo Gandolfi. La prima afferma che anche a fronte dei « 6mila occupati, 7mila nel periodo di picco, più di mille dei quali residenti a Castello, la realizzazione di infrastrutture come quella riguardante la tangenziale nord est è fondamentale», il secondo loda «lo sviluppo in altezza di New Cold, che significa minore consumo di suolo e risparmio energetico ». Una visione d'insieme che trova nell'osservatorio sulla logistica, annunciato proprio durante l'incontro, uno strumento per unire le forze nell'ottica anche della sostenibilità e del mercato del lavoro, che nel forum hanno avuto due importanti momenti con panel dedicati alla sostenibilità ambientale e alle tematiche dei lavoratori.
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