Il deputato di FdI presente all'omaggio ai partigiani: «Questo era il momento giusto»
In prima fila al corteo, insieme alle altre autorità. E poi a rendere omaggio ai caduti della Resistenza sulle note del silenzio davanti al Dolmen prima di defilarsi poco prima dell'arrivo in piazza per un impegno politico assunto in precedenza a Soragna (Parma). A nessuno, ieri, è sfuggita la presenza di Tommaso Foti alle celebrazioni del 25 aprile. Una partecipazione tutt'altro che scontata quella del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati. E infatti in oltre 40 anni di politica, tra Piacenza e Roma, è la prima volta che accade, almeno nel comune capoluogo (qualche anno fa a Nibbiano, quando era sindaco Alessandro Alberici, fu l'oratore ufficiale della Festa della Liberazione) . « Avevo deciso da tempo che avrei partecipato» spiega Foti a Libertà. L'altro giorno al nostro quotidiano aveva dichiarato che ci stava riflettendo. « Per correttezza e onde evitare strumentalizzazioni o reazioni imponderabili, non lo avevo comunicato se non alla Digos lunedì - dice -. E' una decisione che ho assunto serenamente e in piena consapevolezza. Penso che se si vuole perseguire una vera unità nazionale del Paese occorra riconoscere che la libertà la si deve a chi è caduto per essa e non a chi ha combattuto dalla parte sbagliata ». Parole dense di significato soprattutto se pronunciate da chi ha una storia politica che affonda le sue origini nel Movimento sociale italiano. «Non è stata una decisione che mi è costata: per di più, essendoci un governo presieduto da un esponente del mio partito (Giorgia Meloni, ndr), ho ritenuto fosse il momento giusto. Non si può pensare che il primo partito d'Italia non sia a una celebrazione della festa della libertà. E in tal senso Foti si allinea ai contenuti della lettera che Meloni ha inviato ieri al Corriere della Sera in cui riconosce il valore del 25 aprile. «Gli italiani che hanno a cuore la difesa della libertà e della democrazia si riconoscano nel messaggio della presidente del Consiglio Meloni che oggi rinnova l'invito a celebrare la ricorrenza come un momento di unità nazionale e non di divisione, in difesa delle conquiste di quei valori, che sono patrimonio di tutti, e che rifiutano ogni forma di totalitarismo. Il 25 aprile l'Italia si liberò dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista, unendo tutte le forze liberali, cattoliche e democratiche. Lo stesso spirito deve accomunarci oggi nelle nuove sfide che il mondo ci pone. A cominciare dalla guerra in Ucraina, scatenata dall'invasione delle truppe russe. Il sostegno al popolo di Kiev non può essere messo in discussione da ciechi calcoli di parte: abbiamo il dovere di difendere la libertà e la democrazia ovunque siano messe in pericolo». Una presenza, quella di Foti, che ha suscitato diversi commenti. I più sono rimasti positivamente sorpresi. E' il caso del consigliere comunale Stefano Cugini o della presidente del consiglio Paola Gazzolo. O, ancora, di Gianfranco Dragoni, ex segretario Cgil, che ha definito la novità «storica».«Si è respirato un clima buono che rassicura sulla tenuta dei valori fondanti della Repubblica» ha commentato Dragoni. Non è però mancato, udito dalla stesso Foti, anche qualche commento negativo: «Ho sentito che qualcuno diceva "cosa ci fa qui?". Fa parte della logica, i processi, anche quelli storici e politici, maturano lentamente». Quanto al fatto che abbia lasciato il corteo prima della parte conclusiva in piazza Cavalli, Foti spiega: «Diverso tempo fa avevo ricevuto l'invito a un evento elettorale a Soragna dove si voterà per il sindaco, e avevo già accettato, comunicando tuttavia che sarei arrivato un po' in ritardo. Mi sarebbe spiaciuto non mantenere la parola».
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