L'Associazione temporanea Baia San Sisto interviene contro il possibile blocco
«In queste settimane, con il cosiddetto
Bando Periferie e i propositi
governativi di un suo congelamento
fino al 2020, per Piacenza si
sta giocando una partita vitale. Proprio
perciò non intendiamo essere
tra i responsabili del "silenzio assordante"
da parte del mondo economico
e imprenditoriale di cui
parla Silvio Bisotti nella sua intervista
a Libertà del 13 agosto scorso».
Ad evidenziarlo, in una nota, è l'Ats
Baia San Sisto, presieduta da Giovanni
Struzzola. L'Ats comprende
al proprio interno otto associazioni
di categoria (del commercio,
dell'industria, dell'artigianato,
dell'agricoltura, della cooperazione)
e dal 2010 è concretamente impegnata
per il recupero di tutto il
quadrante settentrionale di Piacenza,
il cosiddetto Comparto Nord: la
parte stessa del Bando relativa a
piazza Casali discende in buona
misura da iniziative promosse negli
scorsi anni dall'Ats, in coordinamento con le amministrazioni comunali.
«Del resto, all'indomani stesso del
voto in Senato sulla sospensione
dei finanziamenti - continua la nota
-, Ats Baia S. Sisto si è attivata con
una lettera a tutti i parlamentari piacentini
perché si adoperino nelle
opportune sedi - a cominciare
dall'aula della Camera, dove il decreto
di blocco sarà portato in settembre
- affinché i fondi tornino ad
essere disponibili. A tal fine riteniamo
opportuno evidenziare che in
data 9 agosto in merito a questo argomento
sono stati sensibilizzati i
parlamentari piacentini affinché,
come dichiarato nei giorni scorsi
dall'on. Paola De Micheli, si giochi
di squadra per riportare in vita i finanziamenti
previsti dal Bando delle
Periferie».
«Piacenza non si è servita pienamente
- continua la nota - delle opportunità
che il Bando metteva a
disposizione per i capoluoghi di
provincia: 18 milioni, come hanno
ottenuto anche centri a noi vicini
quali Alessandria e Parma. Tuttavia,
la cifra a noi destinata (quasi 11
milioni di euro: più o meno l'equivalente
di quanto concretamente
dispongano i lavori pubblici cittadini
in cinque esercizi di bilancio è d'ingente portata in termini d'indotto
per l'economia locale. Tanto
più - come ha autorevolmente messo
in evidenza l'on. Foti in un suo
recente intervento, a seguito della
decisione governativa sulla sospensione
dei fondi - se si considera che
i progetti relativi a Piacenza possono
ritenersi ormai definiti e indirizzati
all'appalto dei lavori».
Ancora: «Il problema però non ha
solo una dimensione economica,
legata al lavoro d'imprese, aziende,
operatori dei vari settori e all'occupazione
che ne può derivare (che
già non è poco): ha un significato
preciso e politicamente strategico
proprio perché legato, per la prima
volta, alla rigenerazione delle periferie
urbane. Nel caso di Piacenza,
inoltre, ci troviamo di fronte ad una
condizione particolare: gli ambiti
individuati nei progetti per il Bando
Periferie sono interne al perimetro
delle mura. Vengono riconosciute
come periferiche - e quindi
da riqualificare e rendere sicure -
ma appartengono a tutti gli effetti
alla città antica. Ciò significa che nel
momento in cui si risanano queste
aree marginali, si recupera e si valorizza
anche parte del maggior patrimonio
che possediamo: il nostro
magnifico centro storico». «Piacenza
ha davanti a sé grandi sfide. E anche
grandi opportunità. Quella che
deve emergere, con il concorso di
tutte le forze economiche sociali,
culturali e in coordinamento con
l'Amministrazione Comunale è
una forte idea di come immaginiamo
possa essere la nostra città nel
futuro prossimo e che promuova e
giustifichi ogni scelta volta a far progredire
la qualità urbana in tutte le
sue manifestazioni. E' forse, in questo
momento, il più importante dei
nostri obbiettivi».
Libertà
