Rassegna Stampa

L'Ats: 'Il Bando Periferie e' vitale per Piacenza'

Data: 23/08/2018

L'Associazione temporanea Baia San Sisto interviene contro il possibile blocco

«In queste settimane, con il cosiddetto Bando Periferie e i propositi governativi di un suo congelamento fino al 2020, per Piacenza si sta giocando una partita vitale. Proprio perciò non intendiamo essere tra i responsabili del "silenzio assordante" da parte del mondo economico e imprenditoriale di cui parla Silvio Bisotti nella sua intervista a Libertà del 13 agosto scorso». Ad evidenziarlo, in una nota, è l'Ats Baia San Sisto, presieduta da Giovanni Struzzola. L'Ats comprende al proprio interno otto associazioni di categoria (del commercio, dell'industria, dell'artigianato, dell'agricoltura, della cooperazione) e dal 2010 è concretamente impegnata per il recupero di tutto il quadrante settentrionale di Piacenza, il cosiddetto Comparto Nord: la parte stessa del Bando relativa a piazza Casali discende in buona misura da iniziative promosse negli scorsi anni dall'Ats, in coordinamento con le amministrazioni comunali. «Del resto, all'indomani stesso del voto in Senato sulla sospensione dei finanziamenti - continua la nota -, Ats Baia S. Sisto si è attivata con una lettera a tutti i parlamentari piacentini perché si adoperino nelle opportune sedi - a cominciare dall'aula della Camera, dove il decreto di blocco sarà portato in settembre - affinché i fondi tornino ad essere disponibili. A tal fine riteniamo opportuno evidenziare che in data 9 agosto in merito a questo argomento sono stati sensibilizzati i parlamentari piacentini affinché, come dichiarato nei giorni scorsi dall'on. Paola De Micheli, si giochi di squadra per riportare in vita i finanziamenti previsti dal Bando delle Periferie». «Piacenza non si è servita pienamente - continua la nota - delle opportunità che il Bando metteva a disposizione per i capoluoghi di provincia: 18 milioni, come hanno ottenuto anche centri a noi vicini quali Alessandria e Parma. Tuttavia, la cifra a noi destinata (quasi 11 milioni di euro: più o meno l'equivalente di quanto concretamente dispongano i lavori pubblici cittadini in cinque esercizi di bilancio è d'ingente portata in termini d'indotto per l'economia locale. Tanto più - come ha autorevolmente messo in evidenza l'on. Foti in un suo recente intervento, a seguito della decisione governativa sulla sospensione dei fondi - se si considera che i progetti relativi a Piacenza possono ritenersi ormai definiti e indirizzati all'appalto dei lavori». Ancora: «Il problema però non ha solo una dimensione economica, legata al lavoro d'imprese, aziende, operatori dei vari settori e all'occupazione che ne può derivare (che già non è poco): ha un significato preciso e politicamente strategico proprio perché legato, per la prima volta, alla rigenerazione delle periferie urbane. Nel caso di Piacenza, inoltre, ci troviamo di fronte ad una condizione particolare: gli ambiti individuati nei progetti per il Bando Periferie sono interne al perimetro delle mura. Vengono riconosciute come periferiche - e quindi da riqualificare e rendere sicure - ma appartengono a tutti gli effetti alla città antica. Ciò significa che nel momento in cui si risanano queste aree marginali, si recupera e si valorizza anche parte del maggior patrimonio che possediamo: il nostro magnifico centro storico». «Piacenza ha davanti a sé grandi sfide. E anche grandi opportunità. Quella che deve emergere, con il concorso di tutte le forze economiche sociali, culturali e in coordinamento con l'Amministrazione Comunale è una forte idea di come immaginiamo possa essere la nostra città nel futuro prossimo e che promuova e giustifichi ogni scelta volta a far progredire la qualità urbana in tutte le sue manifestazioni. E' forse, in questo momento, il più importante dei nostri obbiettivi».

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TommasoFoti
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