A MONTECITORIO
Circa due miliardi dell'ultima rata del Pnrr rischiano di saltare se non viene approvata una norma sulla concorrenza in questo settore. Per sbloccare i fondi europei la maggioranza ha presentato un emendamento al riguardo all'ultimo decreto sul Piano di ripresa e resilienza in discussione alla Camera su cui sono ancora in corso interlocuzioni con Bruxelles per valutarne la congruenza. In attesa del via libera la misura intanto è stata accantonata. La mossa arriva dopo che, a gennaio, era saltata la costituzione della società pubblica Ro-SCo con la denominazione 'Asset Ferroviari Italiani S.p.a', «per garantire la concorrenza nell'ambito delle gare per l'affidamento del servizio di trasporto ferroviario intercity e regionale ». Le «importanti interlocuzioni » dell'Italia con la commissione europea sono state annunciate in Aula dalla relatrice Rebecca Frassini che per ben due volte ha chiesto e ottenuto la sospensione dei lavori, alimentando per qualche ora un piccolo giallo parlamentare. Solo nel pomeriggio emerge quale è la norma sotto la lente europea: un emendamento, a prima firma Silvana Comaroli (Lega), che prevede che entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore» del decreto «e, successivamente con cadenza annuale, entro il 28 febbraio di ogni anno, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano trasmettano al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti i dati e le informazioni aggiornati e completi riguardanti il materiale rotabile». Sulla base di questi dati «il Mit predispone una relazione annuale» e la mette a disposizione «almeno tre mesi prima e successivamente almeno 12 mesi prima dell'indizione della procedura» per «consentire ai potenziali concorrenti un'adeguata valutazione». Nelle procedure competitive per l'affidamento dei servizi ferroviari Intercity il materiale rotabile impiegato dall'operatore uscente viene qualificato come infrastruttura essenziale.
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