A seguire i contributi di diversi lettori del quotidiano Libertà.
Peccato che Foti non fosse in piazza
Gentile direttore, anche quest'anno mi sono recato in piazzale Genova per la manifestazione del 25 Aprile. Sono arrivato un po' prima per scattare qualche foto. Tutto bello, molta gente, bella giornata. Alla partenza del corteo, preceduto dalla banda, svettavano sopra la folla tanti stendardi e gagliardetti, seguivano poi le autorità, tra cui la Sindaca e la Presidente della Provincia. Ad un certo punto, in fase di partenza, si è unito al corteo anche il capogruppo di Fratelli d'Italia, Foti, e dalla folla si è sentito: "Vai via", solo una voce e niente più, seguita da un colpo di tosse proprio del deputato. Il corteo si è diretto al Dolmen, dove è stata deposta una corona in onore dei Caduti nella lotta di liberazione, per poi raggiungere piazza Cavalli. Appassionato di fotografia, ho cercato belle posizioni per i miei scatti ed in Largo Battisti, da una postazione un po' rialzata, mi sono accorto che del deputato Foti non c'era più traccia. Alla partenza qualche colpo di tosse l'avevo sentito, ma non pensavo che l'allergia fosse così grave da costringerlo ad abbandonare la manifestazione. Tanta gente in piazza Cavalli, peccato per gli allergici...
Luigi Miserotti Piacenza
Bicchiere vuoto o due dita ci sono?
Caro direttore, il suo commento "Le cose cambiano" (su "Libertà" di ieri-ndr) fa credito al deputato Foti di Fratelli d'Italia, ex missino "irruento" come l'ha definito lei, di una sostanziale operazione compiuta quanto a riconoscimento della Resistenza e del ruolo dei partigiani nel dare agli italiani la libertà e la democrazia. La stessa valutazione, se ben intendo, si può estendere a Fratelli d'Italia in quanto partito, sulla scorta di ciò che ha affermato Giorgia Meloni nella lettera-documento al "Corriere della Sera". Ho invece letto su altri giornali, orientati a sinistra, giudizi più severi sulle reticenze che ancora segnano le posizioni della destra al governo. Ho insomma l'impressione che altri vedano il bicchiere ancora quasi tutto vuoto mentre lei lo vede pieno almeno per due o tre dita.
Giordano Speranza
Parole già chiare non ne servono altre
Caro direttore, in una lettera, pubblicata nei giorni scorsi, auspicavo che nella ricorrenza della festa della Liberazione si seguisse il consiglio dell'ex presidente della Camera dei deputati Violante che invitava la destra a riconoscersi nei valori dell'antifascismo e la sinistra a non rivendicarne l'esclusiva. Questo auspicio si é pienamente realizzato durante la manifestazione di Piacenza che si é caratterizzata per un forte spirito unitario con l'intervento in piazza Cavalli dell'ex ministra e parlamentare Maria Pia Garavaglia e la partecipazione al corteo dell'onorevole Foti. Quest'ultimo, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha detto a "Libertà" le seguenti parole: «Se si vuole perseguire una vera unità nazionale occorre riconoscere che la libertà la si deve a chi é caduto per essa e non a chi ha combattuto dalla parte sbagliata». A mio avviso queste parole dovrebbero indurre anche Pier Luigi Bersani (vedi "Libertà" di ieri a pagina 11) a non richiedere ulteriori dichiarazioni di antifascismo.
Bruno Cassinari
Libertà
