Rassegna Stampa

L'ex Manifattura al rush finale 'Sara' la casa del ceto medio'

Data: 14/12/2025

Il progetto presentato in Sant'Ilario. «Qui un modello replicabile in futuro». Termine del cantiere previsto intorno alla metà del 2026

Ci abiteranno loro: il giovane lavoratore, la famiglia monogenitoriale, la coppia di anziani che vive con la pensione, e ancora l'insegnante che ha fatto la valigia e dal Sud si è trasferita a Piacenza. Saranno loro ad abitare all'ex Manifattura Tabacchi, ribattezzata Manifattura Piacenza, il nuovo quartiere che sta sorgendo all'Infrangibile, dove troveranno posto un polo scolastico (media e palestra), al momento 201 alloggi di cui 143 destinati a social housing, con canone calmierato, quindi ad affitto agevolato per 25 anni (le prime famiglie potrebbero entrare a luglio), nonché un'area verde. Alla riqualificazione urbana di 59mila metri quadrati del quartiere è stato dedicato il convegno moderato dal giornalista del Gruppo Libertà, Michele Rancati, e svoltosi all'auditorium Sant'Ilario, dove è stato ufficialmente presentato il progetto, indicato dai presenti «come un modello che pone la nostra città davanti a tutti, una dimostrazione di capacità riconosciuta anche all'esterno del nostro territorio». «Con questo intervento diamo risposta all'emergenza abitativa esordisce la sindaca Katia Tarasconi, che ha introdotto l'incontro - e lo facciamo attraverso l'Edilizia residenziale sociale (Ers)». «C'è in merito confusione - continua - l'Ers ha canoni calmierati, non parliamo perciò di appartamenti dove vivono persone che non hanno la possibilità di pagare l'affitto e neppure si parla di Edilizia residenziale pubblica (Erp), che è altra cosa. Con l'Ers ci si riferisce a case per una fascia di popolazione che si sta ampliando, come le giovani coppie che non riescono a trovare abitazioni con un canone tale da consentire loro di svolgere la vita familiare e al contempo avere una casa decorosa. Ci siamo detti per anni che a Piacenza c'erano molte abitazioni sfitte, in realtà si è scoperto che sono decisamente meno di quanto si pensasse». Dopo la sindaca si sono succeduti gli interventi dell'assessora all'urbanistica Adriana Fantini, di Carlo Marini, consigliere generale della Fondazione di Piacenza e Vigeva-no, di Mario Spezia, presidente del consorzio Concopar, di Alessandro Busci, responsabile della gestione fondi di Prelios sgr, e collegato da remoto di Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione. Dopo avere illustrato il polo scolastico che verrà - «dove saranno presenti 9 classi per un totale di 252 alunni» -, l'assessora Fantini indica nel «ceto medio» il target a cui è rivolto il nuovo quartiere. « È stata compiuta un'indagine evidenziando il fabbisogno abitativo - afferma - Piacenza cresce con il più alto numero di abitanti sotto i 15 anni, ma la crescita della città deve soddisfare il bisogno abitativo e, soprattutto, quello di chi lavora ma fatica ad accedere al libero mercato. Non è la fascia debole, ma il ceto medio, che oggigiorno è in difficoltà. Non solo Piacenza, tante città italiane ed europee hanno bisogno di progetti così». Quasi tutti i relatori, fra cui si è aggiunto anche il direttore generale del Comune, Luca Canessa, hanno sottolineato il momento più delicato del percorso: il superamento delle pastoie burocratiche per il passaggio deciso dal governo, nel 2021, dall'originario Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare) al Pnrr, ottenuto «grazie all'intuizione - dice Fantini - della precedente amministrazione, che ha introdotto l'urbanizzazione secondaria decidendo di inserire la nuova scuola e la palestra». Passata amministrazione di cui ieri, però, nonostante lo spirito bipartisan della giornata, non era presente alcun esponente. Sul punto Alessandro Busci spiega che «l'intento comune » ha consentito «una visione capace di travalicare i cinque anni in cui resta in carica un'amministrazione ». Dopo averlo definito come «il più importante intervento urba-nistico in città dal dopoguerra», Busci dice che «essere riuscita in questo intervento di riqualificazione pone Piacenza fra le città protagoniste di un modello abitativo a livello nazionale». Un risultato ottenuto, sottolinea, tramite un partenariato pubblico privato, il fondo Estia Social Housing istituito e gestito da Prelios, l'importante ruolo svolto dal Comune, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e da Concopar. «I 50 milioni investiti sull'area sono inoltre dirottati su imprese locali - afferma Busci - una ricaduta sul territorio che è la chiave del successo ed è un modello replicabile: la rigenerazione urbana deve nascere dal lavoro comune. Riusciamo così a restituire un'area storica trasformandola in un quartiere vivo, con spazi diversi e giovani professionisti». Sul tema dell'abitare interviene Carlo Marini, che ricorda anche il recupero dell'ex convento Santa Chiara «dove sono previste abitazioni per studenti e per persone con disabilità », per chiudere con una riflessione personale: «Il progetto della Manifattura mi ha fatto tornare alla mente gli anni Sessanta, quando si costruivano case popolari nel pieno sviluppo economico del Paese».

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