Meloni ai Giardini Margherita «Con noi governo di patrioti»
Folla e due "ali" tricolori hanno accolto la leader di Fratelli d'Italia
PIACENZA • «Quando ho composto le liste mi sono chiesta anzitutto chi avrebbero scelto i cittadini. Non ho giocato alle figurine Panini, a caccia della modella o del vip, come hanno fatto altri. Ho candidato chi se lo meritava: e Foti è una garanzia, una persona abituata a stare sul territorio». Così Giorgia Meloni ha decantato le qualità e l'esperienza di Tommaso Foti, il candidato piacentino del centrodestra al collegio uninominale della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia. La presidente di Fdi è giunta ai Giardini Margherita in tarda mattinata accolta da un bagno di folla e da due "ali" tricolori. E ha reagito con un selfie e un sorriso allo striscione con la scritta "Come a Livorno, Meloni levati di torno" esibito da uno sparuto gruppo di contestatori (pochi giorni fa in Toscana era stata accolta da sputi e insulti). «E' una campagna elettorale molto difficile per noi, ovunque andiamo dobbiamo subirci contestazioni, veniamo presi a calci e sta succedendo di tutto» ha commentato ricordando poco dopo di essere stata una delle poche a telefonare al carabiniere Luca Belvedere (ferito negli scontri del 10 febbraio scorso in centro città) per sincerarsi delle sue condizioni dopo «essere stato pestato da quattro deficienti». «In tutto questo clima che si è creato credo ci sia una responsabilità importante di una sinistra che, non potendo raccontare quello che non ha fatto in questi anni di governo in Italia, ha fatto tutta una campagna elettorale ritirando fuori slogan triti e ritriti degli anni Settanta. Intanto con Fratelli d'Italia noi oggi siamo in molti quartieri difficili portando la bandiera tricolore per dare il segnale di uno Stato che si vuole riappropriare dei luoghi abbandonati e vuole far sentire la sua presenza e garantire sicurezza, che è la prima condizione per dare libertà al cittadino. In altre piazze, dove i centri sociali continuano a fare il bello e il cattivo tempo, temo invece che andranno in scena nuove devastazioni. Per questo se andremo al governo chiuderemo i centri sociali violenti». La vicinanza ai Giardini Margherita, simbolo piacentino di una coesione sociale che zoppica, non poteva che fornire l'assist per affrontare il nodo delle politiche sull'immigrazione con Meloni che a chiarire «che in Italia si entra solo legalmente. La priorità sarà data agli italiani e ai Cristiani. Dal 4 marzo tutto cambierà e finalmente avremo un governo di patrioti». Ha poi precisato: «Chi sarà il leader del centrodestra? Noi abbiamo proposto Giorgia Meloni, la stampa italiana ci crede poco ma all'estero ci crede anche il The Guardian che l'Italia sia pronta per avere un presidente del Consiglio donna. Il metodo che il governo lo sceglie chi arriva primo nella coalizione non mi sta bene». Ma se non uscirà una maggioranza netta «si dovrà tornare a votare, non ci sono alternative e non ci saranno voti di Fratelli d'Italia per altri governi d'inciucio fatti sulla pelle della gente. Non ci saranno i numeri per realizzare un "renzusconi". Non possiamo ripetere l'esperienza degli ultimi sette anni in cui abbiamo avuto governi fantoccio che facevano gli interessi del grande capitale, della finanza internazionale, mentre il capitalismo internazionale si comprava mezza Italia». Ha poi concluso: «Se si vuole un governo di patrioti gli italiani hanno solo la possibilità di votare centrodestra e Fratelli d'Italia perché è l'unica tra le compagini in campo che può avere una maggioranza con possibilità di governare. Ogni altro voto è dato al caos».
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