E' minore nel capoluogo la distanza dal centrodestra Il confronto con il passato
Un dato che si ripete. Al centrosinistra la città sorride più che al centrodestra. Alle urne di domenica nel capoluogo il centrodestra ha ottenuto il 46% nel collegio uninominale della Camera, 6 punti meno della media del collegio, mentre con il 30% il centrosinistra ha superato di quasi 5 punti la sua media. Nulla che sia in grado di sovvertire l'ampia vittoria del centrodestra, intendiamoci, e d'altro canto una certa maggiore inclinazione politica verso il centrosinistra da parte dell'elettorato della città rispetto a quello del resto del territorio provinciale (campagna, collina, montagna) trova conferma. Nel capoluogo a Fratelli d'Italia è andato il 30,8%, alla Lega l'8,6%, a Forza Italia il 6,9% e a Noi Moderati lo 0,7%. Spicca anche qui il boom di FdI e il tracollo della Lega. Cinque anni fa il Carroccio cresceva di ben 21 punti rispetto al 2013. Anche volgendo lo sguardo alle comunali di soltanto otto mesi prima, pur facendo la tara delle diverse dinamiche politiche (interferiscono fortemente i fattori locali) oltreché delle sensibili differenze di affluenza al voto (più alta alle politiche), si faceva fatica a immaginare una Lega al 13%: quasi dodici punti meno del 2018, che comunque erano bastati a farne il primo partito del centrodestra che nel 2017 conquistava Palazzo Mercanti con la coalizione guidata dalla sindaca Patrizia Barbieri. Un campanello d'allarme dell'aria contraria che iniziava a tirare era risuonato alle comunali dello scorso giugno, che hanno visto il Carroccio scendere al 6,7%, Spiccava, nel giugno 2017, l'8,5% a cui era precipitata Forza Italia, quasi raggiunta da FdI (7,22%) e in caduta libera rispetto al 21% ottenuto alle politiche 2013 da un Pdl (Popolo della libertà) paragonabile all'odierno partito "azzurro", avendo già scontato, a destra, la scissione di Fratelli d'Italia (3,6% alle politiche 2013). I berlusconiani avevano avuto una risalita cinque anni fa recuperando il 13,2%, si sono invece fermati al 3,3% alle comunali del giugno scorso quando la marcia di riscossa di FdI ha segnato un primo vistoso passo in avanti sfiorando il 13%. Quanto al Partito democratico, oggi in città è al 22,3%, in crescita rispetto al 19,6% del 2018, ma sempre abbondantemente al di sotto del 31% ottenuto alle politiche del 2013. Alle comunali del 2017 i dem erano al 18,5%, a quelle di tre mesi fa al 15%. Restando nel campo del centrosinistra, Più Europa di Emma Bonino ha preso il 3% a fronte del 3,5% delle politiche del 2018. Quasi al 4% la lista Verdi-Sinistra. Continuando il confronto con le comunali del giugno scorso, balzano agli occhi i dieci punti in meno che la candidata sindaca del centrodestra, Patrizia Barbieri, aveva ottenuto al primo turno rispetto al bottino di domenica di Tommaso Foti per il centrodestra in città: 37,7% contro 46,4%. Sul versante opposto, il 30% conquistato alle politiche dalla candidata del centrosinistra, Beatrice Ghetti, si misura con il 40% di Katia Tarasconi alle recenti comunali, e, analogamente, la differenza è di dieci punti. Passando dal confronto delle percentuali a quello dei valori assoluti, va evidenziato che tra Ghetti e Tarasconi c'è una differenza di soltanto mille voti a favore della seconda: 14.546 contro 15.828 (va tenuto conto che alle comunali Azione e Italia Viva erano nella coalizione di centrosinistra). Diversi i conti numerici nel centrodestra dal momento che la differenza di consensi tra Foti e Barbieri è ben superiore: 22.500 a fronte di 15mila. Confronti da prendere con le molle tenuto conto delle presenza alle comunali delle civiche, liste capaci di conquistare ben 5mila voti, tanto nel campo del centrosinistra quanto del centrodestra.
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