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Missione Pertite, parlamentari uniti 'Pronti ad agire per avere il parco'

Data: 15/11/2021

Sfumature diverse dopo l'appello del Comitato, ma c'è voglia di collaborare. L'ombra del "no" alla dismissione di 40-50mila mq

 Si può mai dire di "no" a una chiamata pubblica che non cela interessi di parte? Si può voltare le spalle ad un sogno o per meglio dire a una necessità che aderisce allo spirito dei tempi: avere un nuovo parco dentro la città?

I "nodi" 
Non si può, lo sanno bene i parlamentari piacentini ai quali il Comitato Pertite ha rivolto l'appello di unire le forze per sbrogliare la matassa in grigioverde che imprigiona da troppo tempo questo obiettivo. Ciascun parlamentare, con sfumature diverse, promette oggi di impegnarsi a fare insieme massa critica, al di là delle "casacche" politiche. E forse è la volta buona. E forse sarebbe pure la prima volta. Ma non sarà una passeggiata. Perché pare che ci sia un veto dei militari proprio da Piacenza anche ad una prima, parziale liberazione della Pertite, per ragioni di sicurezza. La cosa migliore sarebbe un intervento del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini (Pd), già sindaco di Lodi e solo per questo ben consapevole di quanto si aspettano i cittadini. 

La chiamata 
«Sono pienamente d'accordo a partecipare a una iniziativa bipartisan - si dice subito pronto Pierluigi Bersani (Articolo 1) - Per stare tutti in squadra bisogna coordinarsi con le istituzioni. Se la Sindaca Barbieri ci chiama, anche a distanza, possiamo valutare assieme lo stato dell'interlocuzione col ministero e prendere assieme le iniziative opportune. Si parla di un futuro vivibile per Piacenza». E dal fronte opposto dell'emiciclo di Montecitorio, Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) sgombra il campo da fraintesi: «non c'è rivalità fra deputati, ogni volta che si è cercata comunità su qualche tema la si è trovata». E già a partire dai vari consigli comunali : « tutti abbiamo sempre detto di lasciare così quell'area - prosegue Foti - e anche alla fine dell'amministrazione Dosi, pur con voto contrastato, abbiamo dato un segnale perché l'area restasse a verde, e di fronte all'altra vicenda di porre lì la sede del nuovo ospedale, e poteva avere un suo senso, s'è detto lasciamo perdere, quello è un polmone per la città»

«Bastone fra le ruote?» 
Poi una valutazione aspra di Foti: «qui c'è un problema che ci rigiriamo da vent'anni con lo stato maggiore dell'esercito, non possiamo continuare a tirarci dietro il tema della pista di prova dei camion, che è stata individuata alla Staveco (trasferendo quella della Pertite, ndr)». Bisognerebbe che i militari facessero il progetto. «Il Comune può pagarne il costo, un milione e trecentomila euro, l'equilibrio lo si trova, Stato con Stato, è una partita di giro, invece continuano a fare lo gnorri». Problemi di sicurezza? «Per una recinzione parziale basterebbero 500 mila euro». La bonifica forse pesa, chissà cosa c'è veramente sotto l'ex stabilimento di caricamento proiettili. Ma con i fondi del Pnrr una bonifica adeguata agli standard di un parco non è certo utopia, si argomenta. Purtroppo risulta al ministero che a mettere il bastone fra le ruote sarebbe proprio il parere negativo dello stato maggiore di Piacenza su quei primi 40-50 mila metri che confinano con via I Maggio per una concessione provvisoria. «Vedremo di sentirci, fra noi, ci vuole a questo punto un'autorevolezza politica di governo che si imponga su atteggiamenti dilatori dello stato maggiore e che dica: adesso basta giocare a rimpiattino» esorta Foti. Si sa, la vicenda è intricata. Ma anche l'ex ministra e parlamentare Paola De Micheli (Pd) non si tira indietro: «come sempre mi metto a disposizione della mia città e dei progetti che possano migliorare la qualità della vita di tutti i piacentini, in primo luogo sotto il profilo ambientale. Purtroppo la vicenda dell'ex Pertite è lunga e intricata - sottolinea - ed è anche caratterizzata da una serie di occasioni perse. Come quelle dell'amministrazione comunale di centro destra - punge la parlamentare - che in cinque anni di governo, nonostante i proclami, non è riuscita a portare a casa nessun risultato. Ma non sono abituata a recriminare sul passato e pertanto voglio cogliere con spirito positivo questo appello del Comitato, e anche su questa partita cercherò di dare il mio contributo».

Almeno un protocollo 
Sarebbe una buona cosa arrivare almeno ad avere un protocollo di intesa che fissi tempi e modi della concessione. Trovare una prima soluzione. Intanto si è assistitp persino alla sistemazione dei tetti della stecca della Pertite lungo via Emilia Pavese, quella stessa dove le finestre sono murate. Ma si sa, le manutenzioni rendono.  

La Lega c'è 
Anche la Lega scende in campo. L'unità d'azione? «Si potrà fare sicuramente - promette il senatore Pietro Pisani - l'obiettivo è di liberare la Pertite per fare un polmone verde, certo si tratta di vedere cosa c'è sotto quel terreno, nella Pertite c'è stato un disastro, occorrerà una bonifica molto accurata se parliamo di parchi frequentati da bambini, ci vogliono le cautele del caso». Pisani intende interpellare la senatrice Stefania Pucciarelli, sottosegretario di Stato al Ministero della difesa nel governo Draghi. «Mi ha chiesto di visitare il nostro Polo di Mantenimento». Pisani ha un passo prudente, ma condivide l'enorme potenzialità che le aree militari offrono per parcheggi, verde, invece di essere «mantenute nel degrado». E la parlamentare leghista Elena Murelli è pronta a far squadra: «per questo e per altri progetti a favore di Piacenza». Non si può lavorare da soli, argomenta, e anzi il sistema è proprio questo, meglio ancora se accompagnato dal pressing di associazioni di categoria, da Confapi a Confindustria a Confesercenti, per citarne alcune. «Il nuovo ospedale avrà sede diversa dalla Pertite, è stabilito, facciamo di questa una bellissima area pubblica a verde». Altra figura a cui si pensa di chiedere una mano è Raffaele Volpi, già sottosegretario alla Difesa nel Conte I. «È importante collaborare per ottenere un risultato per la città, indipendentemente dalle appartenenze». E si riparte.

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