Sfumature diverse dopo l'appello del Comitato, ma c'è voglia di collaborare. L'ombra del "no" alla dismissione di 40-50mila mq
Si può mai dire di "no" a una
chiamata pubblica che non cela
interessi di parte? Si può voltare le
spalle ad un sogno o per meglio dire a una necessità che aderisce allo spirito dei tempi: avere un nuovo parco dentro la città?
I "nodi"
Non si può, lo sanno bene i parlamentari piacentini ai quali il Comitato Pertite ha rivolto l'appello
di unire le forze per sbrogliare la
matassa in grigioverde che imprigiona da troppo tempo questo
obiettivo. Ciascun parlamentare,
con sfumature diverse, promette
oggi di impegnarsi a fare insieme
massa critica, al di là delle "casacche" politiche. E forse è la volta
buona. E forse sarebbe pure la prima volta. Ma non sarà una passeggiata. Perché pare che ci sia un veto dei militari proprio da Piacenza
anche ad una prima, parziale liberazione della Pertite, per ragioni di
sicurezza. La cosa migliore sarebbe un intervento del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini (Pd), già
sindaco di Lodi e solo per questo
ben consapevole di quanto si
aspettano i cittadini.
La chiamata
«Sono pienamente d'accordo a
partecipare a una iniziativa bipartisan - si dice subito pronto Pierluigi Bersani (Articolo 1) - Per stare
tutti in squadra bisogna coordinarsi con le istituzioni. Se la Sindaca
Barbieri ci chiama, anche a distanza, possiamo valutare assieme lo
stato dell'interlocuzione col ministero e prendere assieme le iniziative opportune. Si parla di un futuro vivibile per Piacenza».
E dal fronte opposto dell'emiciclo
di Montecitorio, Tommaso Foti
(Fratelli d'Italia) sgombra il campo da fraintesi: «non c'è rivalità fra
deputati, ogni volta che si è cercata comunità su qualche tema la si
è trovata». E già a partire dai vari
consigli comunali : « tutti abbiamo
sempre detto di lasciare così
quell'area - prosegue Foti - e anche
alla fine dell'amministrazione Dosi, pur con voto contrastato, abbiamo dato un segnale perché l'area
restasse a verde, e di fronte all'altra
vicenda di porre lì la sede del nuovo ospedale, e poteva avere un suo
senso, s'è detto lasciamo perdere, quello è un polmone per la città»
«Bastone fra le ruote?»
Poi una valutazione aspra di Foti:
«qui c'è un problema che ci rigiriamo da vent'anni con lo stato maggiore dell'esercito, non possiamo
continuare a tirarci dietro il tema
della pista di prova dei camion, che
è stata individuata alla Staveco (trasferendo quella della Pertite, ndr)».
Bisognerebbe che i militari facessero il progetto. «Il Comune può
pagarne il costo, un milione e trecentomila euro, l'equilibrio lo si
trova, Stato con Stato, è una partita di giro, invece continuano a fare lo gnorri». Problemi di sicurezza? «Per una recinzione parziale
basterebbero 500 mila euro».
La bonifica forse pesa, chissà cosa
c'è veramente sotto l'ex stabilimento di caricamento proiettili. Ma con
i fondi del Pnrr una bonifica adeguata agli standard di un parco non
è certo utopia, si argomenta. Purtroppo risulta al ministero che a
mettere il bastone fra le ruote sarebbe proprio il parere negativo
dello stato maggiore di Piacenza
su quei primi 40-50 mila metri che
confinano con via I Maggio per una
concessione provvisoria. «Vedremo di sentirci, fra noi, ci vuole a
questo punto un'autorevolezza politica di governo che si imponga su
atteggiamenti dilatori dello stato
maggiore e che dica: adesso basta
giocare a rimpiattino» esorta Foti.
Si sa, la vicenda è intricata. Ma anche l'ex ministra e parlamentare
Paola De Micheli (Pd) non si tira
indietro: «come sempre mi metto
a disposizione della mia città e dei progetti che possano migliorare la
qualità della vita di tutti i piacentini, in primo luogo sotto il profilo
ambientale. Purtroppo la vicenda
dell'ex Pertite è lunga e intricata -
sottolinea - ed è anche caratterizzata da una serie di occasioni perse. Come quelle dell'amministrazione comunale di centro destra -
punge la parlamentare - che in cinque anni di governo, nonostante i
proclami, non è riuscita a portare
a casa nessun risultato. Ma non sono abituata a recriminare sul passato e pertanto voglio cogliere con
spirito positivo questo appello del
Comitato, e anche su questa partita cercherò di dare il mio contributo».
Almeno un protocollo
Sarebbe una buona cosa arrivare
almeno ad avere un protocollo di
intesa che fissi tempi e modi della
concessione. Trovare una prima
soluzione. Intanto si è assistitp persino alla sistemazione dei tetti della stecca della Pertite lungo via
Emilia Pavese, quella stessa dove
le finestre sono murate. Ma si sa, le
manutenzioni rendono.
La Lega c'è
Anche la Lega scende in campo.
L'unità d'azione? «Si potrà fare sicuramente - promette il senatore
Pietro Pisani - l'obiettivo è di liberare la Pertite per fare un polmone verde, certo si tratta di vedere
cosa c'è sotto quel terreno, nella
Pertite c'è stato un disastro, occorrerà una bonifica molto accurata
se parliamo di parchi frequentati
da bambini, ci vogliono le cautele
del caso». Pisani intende interpellare la senatrice Stefania Pucciarelli, sottosegretario di Stato al Ministero della difesa nel governo
Draghi. «Mi ha chiesto di visitare il
nostro Polo di Mantenimento». Pisani ha un passo prudente, ma
condivide l'enorme potenzialità
che le aree militari offrono per parcheggi, verde, invece di essere
«mantenute nel degrado». E la parlamentare leghista Elena Murelli è
pronta a far squadra: «per questo
e per altri progetti a favore di Piacenza». Non si può lavorare da soli, argomenta, e anzi il sistema è
proprio questo, meglio ancora se
accompagnato dal pressing di associazioni di categoria, da Confapi a Confindustria a Confesercenti, per citarne alcune. «Il nuovo
ospedale avrà sede diversa dalla
Pertite, è stabilito, facciamo di questa una bellissima area pubblica a
verde». Altra figura a cui si pensa
di chiedere una mano è Raffaele
Volpi, già sottosegretario alla Difesa nel Conte I. «È importante collaborare per ottenere un risultato
per la città, indipendentemente
dalle appartenenze». E si riparte.
Libertà
