Rassegna Stampa

Niente passeggiate coi bimbi- 'Non vanifichiamo i sacrifici'

Data: 02/04/2020

Voce unanime dei sindaci e della Provincia. A Piacenza non è prevista nessuna deroga

I genitori sono andati a letto pensando che due passi sotto casa avrebbero potuto farli, uno per volta, col figlio. Ma nel frattempo i sindaci non hanno quasi chiuso occhio, al pensiero che gli ancora deboli effetti della faticosissima quarantena potevano essere compromessi dalle maglie più larghe ai divieti. Ieri mattina, subito, la corsa al chiarimento in prefettura. Sfociata nella presa di posizione unanime dei primi cittadini annunciata in una nota, scritta "con fermezza", vi si legge, per "richiamare l'attenzione della cittadinanza sul rispetto, fondamentale per la tutela della salute pubblica, delle restrizioni attualmente in vigore nella provincia di Piacenza per il contenimento dell'epidemia di Covid-19". In particolare, la presidente della Provincia Patrizia Barbieri e i primi cittadini di tutti i Comuni del territorio hanno detto chiaramente: «Non può trovare applicazione nella nostra provincia la circolare ministeriale del 31 marzo che sembra consentire le passeggiate dei genitori accompagnati dai propri bambini. Riteniamo fondamentale fare chiarezza, perché non possiamo permettere che i sacrifici fatti sinora dalla nostra comunità vengano vanificati da interpretazioni errate, che rischiano di mettere a repentaglio i risultati ottenuti sinora». Dunque l'emanazione della circolare del Ministero dell'Interno, che autorizza le passeggiate genitore-figlio minore nei pressi della propria abitazione, mantenendo fermo il divieto delle attività motorie diverse, come ad esempio il jogging (una specificazione importante, perché le informazioni diffuse riportavano spesso indicazioni sbagliate), non trova applicazione qui, considerata la situazione ancora critica e il decreto del presidente della Regione Stefano Bonaccini (48/2020) destinato a Piacenza e Rimini che ammette gli spostamenti in bicicletta o a piedi "esclusivamente per lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari". «Si tratta di un sacrificio che siamo ancora chiamati a fare», ribadiscono all'unisono gli amministratori locali. «Se è vero che i dati iniziano a dare speranza, non ci autorizzano a lasciarci andare. Non proprio adesso, dove si sta decidendo tutto». Lo stesso primario di pediatria dell'ospedale di Piacenza Giacomo Biasucci su Libertà di ieri aveva espresso forte preoccupazione per la possibile deroga alle restrizioni, poi qui scongiurata. 

«Si chiudano le strade» 
Tommaso Foti, vice-capogruppo vicario di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, in una interrogazione al Governo ha chiesto chiarezza rispetto al caos ingenerato dalla circolare di martedì 31 marzo sottoscritta dal Capo di Gabinetto del Ministero dell'Interno. «Quanto circolato in queste ore ed amplificato dai media – è l'attacco del parlamentare piacentino – potrebbe indurre numerosi cittadini ad assumere comportamenti che rischierebbero di vanificare i grandi sforzi e i grandi sacrifici sino ad ora sostenuti». Per Foti lo sgomento e la contrarie tà, tanto dei Governatori e dei sindaci dei territori più colpiti dalla epidemia di Covid-19, così come quella degli esponenti del mondo medico-scientifico, è più che giustificata; e si è appellato quindi subito al presidente del Consiglio e al ministro dell'interno perché Piacenza, «che sta pagando in termini di vite perdute uno tra i prezzi più elevati di tutta Italia», venisse esclusa dalla possibilità. «Alla peggio e al di là delle interpretazioni del ministero dell'Interno, resta in capo ai Sindaci la facoltà di sbarrare la strada a comportamenti rischiosi per la salute pubblica emanando apposite ordinanze».

Per Mattia e gli altri 
La presidente Barbieri proprio nei giorni scorsi aveva voluto riservare un pensiero ai bambini, come Mattia Bersani, che ieri ha compiuto 5 anni e al posto degli amici aveva i palloncini (ma per fortuna l'affetto immenso della sua famiglia e la certezza che il prossimo compleanno sarà pieno di amici). O ai tanti piccoli meno fortunati di Mattia: «Penso spesso che l'isolamento a cui questa crisi sanitaria ci ha costretto abbia un forte impatto anche sui nostri bambini e sugli adolescenti. In cuor mio spero che tra qualche anno a loro restino solo i ricordi piacevoli di questa "avventura", come il tempo passato in famiglia, la scuola che si è reinventata, le videochiamate per restare in contatto con gli amici. Penso sempre, però, anche a quei fanciulli che già prima del coronavirus vivevano in contesti familiari difficili, in appartamenti piccoli e affollati, senza le tecnologie necessarie per ricevere le lezioni scolastiche in videoconferenza e che domani avranno ben pochi ricordi piacevoli a cui aggrapparsi. Da quando abbiamo chiuso le scuole molti minori non sono più usciti, nemmeno per una boccata d'aria. Auspico che questa emergenza finisca presto anche per realizzare il desiderio di tanti nonni di rivedere e riabbracciare i loro nipotini e di tanti bambini di ritornare a ricevere quelle manifestazioni d'affetto a cui erano abituati».  

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