Rassegna Stampa

Novate, Foti critica la Regione 'Chiude il reparto psichiatrico'

Data: 31/03/2023

L'annuncio del parlamentare: «Decisione incomprensibile». Ma l'AusI chiarisce: «Cambia solo la modalità clinica organizzativa»

Per Tommaso Foti, parlamentare di Fratelli d'Italia, «la Regione ha deciso la chiusura della 'Articolazione di Salute Mentale',' comunemente chiamato Rop (reparto osservazione psichiatrica, ndr) della Casa Circondariale di Piacenza». Di diverso avviso 1 Ausi di Piacenza che sull'argomento, per voce della dg Paola Bardasi, chiarisce: «Il servizio offerto dal Rop non viene chiuso, bensì è stata semplicemente individuata una diversa modalità clinica organizzativa per continuare ad assicurare la valutazione diagnostica delle persone detenute nelle singole carceri della Regione Emilia-Romagna». A pochi giorni dalla visita del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove alle Novate si consuma lo scontro su un reparto che, anche stando alle voci dei sindacati, farebbe registrare delle criticità digestione. Ieri il capogruppo alla Camera dlFdlè Intervenuto così: «Se tutti lamentano la mancanza di strutture e di risposte per pazienti psichiatrici con gravi ripercussioni nelle cronache di tutti i giorni che vedono persone evidentemente non curate e abbandonate a loro stesse al centro di gravi delitti, dalla stazione Termini alla morte delle due donne al casello di Piacenza tamponate da un ex detenuto ora messo dal giudice in misura di sorveglianza al locale Reparto diDiagnosi e cura, la Regione decide di chiudere un presidio ad alta specializzazione». «Non si capisce - contìnua Foti - come un carcere che ha uno psichiatra una volta alla settimana possa prendersi cura, fare diagnosi e decidere anche sul futuro giudiziario di persone con gravi problemi». «Anche ai fan di Caino, solitamente situati a sinistra, rendo noto - prosegue Fotìche avremo carcerati curati peggio e che non avranno un giusto trattamento anche per le misure di libertà non arrivando a cure e diagnosi giusta». «Risultato - prevede il deputato piacentino- sarà che i malati o gli agitati ospiti del carcere saranno Indirizzati ai già sovraccarichi servizi di Diagnosi e cura, già oggi occupati per un terzo da persone oggetto di misure di restrizione (3 su 15 posti). I contribuenti onesti e bisognosi di cure sono avvisati- chiosa Foti-. E tutto per risparmiare poche migliaia di euro, senza che l'attuale Direzione della Azienda sanitaria locale batta un colpo». Interpellata da Libertà, l'Ausl ha chiarito che la diversa modalità clinica organizzativa «semplifica e razionalizza l'organizzazione delle attività cliniche, evitando i continui spostamenti tra le diverse carceri, come tra l'altro viene effettuato in altre regioni italiane. La decisione, ancora da formalizzare attraverso specifici accordi, è frutto di un confronto tra Provveditorato deH'Amministrazione penitenziaria, della Regione Emilia-Romagna e dei professionisti delle singole AUSL, anche alla luce dei dati di attività, che mostrano che nel corso del 2022 sono stati trattati 24 persone In tutta la regione».

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