Sentenza definitiva per la causa promossa nel 2011 sul "tesoretto decurtato". Anche 2.5 milioni di euro riconosciuti a Piacenza
In un 2020 con ben poco da celebrare, arriva per Caorso e per
Piacenza la notizia di una vittoria
attesa da quasi dieci anni. I Comuni sede di servitù nucleare battono, in Tribunale a Roma, il Governo. La causa, voluta e promossa nel 2011 da Fabio Callori (allora presidente della Consulta Anci e sindaco di Caorso), che già era
stata vinta in primo grado, pochi
giorni fa si è conclusa con una
sentenza definitiva a favore dei sei
enti locali - Caorso, Saluggia, Trino Vercellese, Rotondella, Ispra e
Piacenza - che avevano, coraggiosamente scelto, di avviare l'azione legale.
Il Governo è così tenuto a restituire circa 26 milioni di euro a Caorso e 2.5 milioni di euro riconosciuti a Piacenza. Tali risorse sono quel
70% di "tesoretto nucleare" che in
virtù della legge Finanziaria del
2005 erano state decurtate per destinare gli introiti che i cittadini pagano con la bolletta elettrica alla
Nucleare, il governo restituirà
26 milioni di euro a Caorso
fiscalità generale.
«È un risultato davvero importante - commenta soddisfatto Callori. - Quelle risorse erano dei territori e ai territori dovevano tornare. È stato raggiunto uno degli
obiettivi per cui ho fortemente voluto far nascere la Consulta Anci
dei comuni sedi di servitù nucleare, nel 2007. Sapevamo che c'era
spazio per vincere, sapevamo di
essere dalla parte giusta. In pochi
ci abbiamo creduto ma ce l'abbiamo fatta. Se ci sono reali motivazioni, i risultati si riescono ad ottenere. Di fatto non si potevano
dirottare risorse destinate ad una
certa causa per un'altra. Quando
si amministra, si rischia, si fanno
scelte per il bene della comunità
e se si riesce a centrare l'obiettivo
fa solo piacere». Ora toccherà alle amministrazioni locali decidere come meglio investire questi
milioni di euro.
«Mi auguro - dichiara Callori, oggi consigliere di opposizione a
Caorso, capogruppo Fratelli d'Italia - che tali risorse siano ben utilizzate, finalizzate al beneficio della popolazione». Esulta anche il parlamentare
Tommaso Foti (FdI): «La giustizia
amministrativa ha reso giustizia
ai territori interessati dalla presenza di centrali nucleari o impianti
similari, o limitrofi agli stessi, defraudati da quei benefici economici di compensazione territoriale previsti da una norma di legge
che con il collega Massimo Polledri riuscimmo a far approvare nel
2003. Risarcire quei territori era
un atto dovuto. Ora non ci sono
più alibi dietro cui nascondersi: il
Governo deve, senza indugio alcuno, liquidare a Comuni e Provincie interessate quanto alle stesse dovuto». Complessivamente si
tratta di circa 100 milioni di euro.
Libertà
