Rassegna Stampa

Orrore in Val d'Enza; Giorgia Meloni: 'Affidi, si controlli tutto il sistema'

Data: 06/07/2019

A BIBBIANO Giorgia Meloni: «Controllare il sistema affidi» 

BIBBIANO Orrori in Val d'Enza, ieri manifestazione con la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: «Controllare e rivedere il sistema degli affidi». 
Tribunale, interrogati due degli indagati parmigiani. 

Orrore in Val d'Enza 
Giorgia Meloni: «Affidi, si controlli tutto il sistema» 
Manifestazione di Fratelli d'Italia a Bibbiano 
Interrogatori: sentiti due dei parmigiani indagati 

BIBBIANO «I bambini non si toccano»: lo striscione è stato srotolato davanti al municipio di Bibbiano durante la manifestazione di Fratelli d'Italia per chiedere che, dopo l'inchiesta sui servizi sociali della Val d'Enza, si faccia piena luce sul sistema degli affidi. 

Bibbiano, tarda mattinata. Di fronte al municipio ci sono circa un centinaio di persone: esponenti e sostenitori di Fratelli d'Italia, anche dal Parmense, e cittadini che vogliono manifestare a favore dei bimbi. Ci sono anche genitori di bambini trovatisi alle prese con gli stessi assistenti sociali ora indagati. L'inchiesta sugli affidi infatti ha portato a 29 indagati (quattro dei quali di Parma). A Bibbiano hanno sede il centro «La cura», cuore della vicenda, e i servizi sociali della Val d'Enza. Polizia e carabinieri presidiano l'area. Poco dopo mezzogiorno arriva Giorgia Meloni, presidente di FdI: la accolgono applausi e urla di sostegno, che intervalleranno anche il suo comizio con il megafono. Già durante le interviste dei numerosi cronisti, alcune signore tentano di farsi strada. Ma sarà dopo i discorsi ufficiali che la Meloni incontrerà i sostenitori, concedendosi anche per gli ormai immancabili selfie. «Siamo qui perché siamo rimasti sconvolti di fronte all'indagine Angeli e demoni - dice la Meloni -. Come nelle favole ci sono gli orchi che rubano i bambini per mangiarli, qui pare ci fossero degli orchi che rubavano i bambini per mangiarci sopra. Non si può accettare che si spengano i riflettori su una vicenda del genere». «Se le persone indagate venissero dichiarate colpevoli - aggiunge - chiediamo che vengano condannate in maniera esemplare per sequestro di persona e tortura». Per Giorgia Meloni bisogna controllare tutto il sistema degli affidi in Italia: «Nessun bambino può essere tolto a una famiglia per motivi di povertà perché affidarli costa cifre da capogiro, meno di quelli che servirebbero per farli crescere a casa loro aiutando i genitori. Chiediamo che venga monitorato ogni singolo caso dei 50mila bambini tolti alle famiglie in Italia con un giro di soldi di un miliardo e mezzo. Vogliamo essere certi che siano stati affidati a qualcun altro per una ragione giusta». Al Senato la commissione d'indagine è stata approvata ma Fratelli d'Italia chiede che si attivi anche quella sul caso del Forteto, in Toscana. Il gruppo in Regione, poi, ne chiede una per approfondimenti in Emilia-Romagna. Dopo lo scandalo della Val d'Enza, la presidente del partito chiede che siano aboliti i Tribunali dei Minori, che a suo avviso «non sono in grado di monitorare il territorio», costituendo al loro posto una sezione speciale dedicata alle famiglie e ai bambini in ogni tribunale o Corte d'appello. Infine, un attacco al Partito democratico: «Hanno detto che facciamo speculazione politica, ma non è così. Noi veniamo dove ci sono i problemi della gente, mentre i parlamentari del Pd qui non li abbiamo visti perché stavano sulla Sea Watch». La Meloni critica il fatto che il Pd non abbia sospeso il sindaco Andrea Carletti, ai domiciliari con le accuse di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. È intervenuto anche Massimo Gandolfini, leader del Family Day, che ribadisce la necessità di proteggere i bambini e critica le famiglie omogenitoriali. Alla manifestazione hanno partecipato anche i parlamentari di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, Alberto Balboni, Ylenia Lucaselli, Augusta Montaruli, Maria Teresa Baldini, Maria Teresa Bellucci, Lucrezia Mantovani e i consiglieri regionali Michele Facci, Giancarlo Tagliaferri e Fabio Callori. Intanto ieri sono proseguiti gli interrogatori in tribunale a Reggio. Davanti al gip Luca Ramponi sono andati anche Matteo Mossini, psicologo, e l'educatrice Maria Vittoria Masdea, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Alla Casa della salute di Montecchio, inoltre, si è riunita la giunta dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, nella quale Carletti era assessore alle Politiche sociali. A breve, dice in una nota il presidente dell'Unione Val d'Enza e sindaco di Sant'Ilario, Carlo Perucchetti, «saranno definiti gli assetti politici dell'Unione, presidenza e ridistribuzione delle deleghe. Abbiamo definito gli indirizzi per la copertura in tempi rapidi dei posti al momento vacanti. Il nostro sforzo in questo momento è tutto teso a rimettere i servizi in condizione di funzionare a pieno regime». 

Politica 
Salvini: «Presto nel Reggiano» 
Il M5S: «Serviva un'analisi seria»

II ministro dell'Interno Matteo Salvini si recherà presto nel Reggiano, «dove è successo un caso allucinante che non può e non deve ripetersi». Salvini Io ha detto all'indomani del voto del Senato per istituire una commissione d'inchiesta sulle case famiglia. Silvia Piccinini, consigliera regionale M55, richiama un'audizione del 2015 dei vertici dei servizi sociali e del sindaco di Bibbiano in Regione, invitati a parlare del «modello Val d'Enza». «All'epoca - sottolinea - nessuna analisi critica rispetto a dati che invece avrebbero dovuto indurre a domande e portare a un serio approfondimento». 

I genitori «Bimbi allontanati, per noi è un inferno» 
Un padre racconta che i servizi sociali della Val d'Enza hanno tolto a lui e alla moglie due dei loro tre figli, dati in affido a famiglie del Parmense. La mamma di una bambina coinvolta nell'inchiesta «Angeli e demoni non vede la figlia da circa un anno e mezzo. Ne parlano brevemente anche con la leader dl Fratelli d'Itaca Giorgia Meloni alla manifestazione «I bambini non si toccano» a Bibbiano. Vicende complesse, casi differenti, stesse parole: «È un inferno». Nel suo discorso, Giorgia Meloni dichiara: la povertà non dev'essere motivo per allontanare un bimbo dai genitori. Un 48enne ribatte deciso: «lo ho il posto fisso da operaio e pago il mutuo, ma mi hanno tolto due bambini». Un maschio e una femmina, tornati a casa tre settimane fa dopo quattro anni di affido. «Ho vinto il ricorso», dice l'uomo, che spiega di aver avuto a che fare con diversi operatori coinvolti nell'indagine. Da una segnalazione si era innescato un percorso che ha portato i servizi sociali a dare in affido il piccolo e la sorellina, nel 2015. «Piangevano quando li hanno portati via». E aggiunge: «I servizi dicevano che non ero idoneo ma allora perché m' hanno lasciato il figlio più grande?- continua il padre - I bimbi sono stati affidati a una famiglia di Traversetolo, poi a una di Varsi. Li vedevo una volta alla settimana andavo a prenderli al sabato mattina; alla sera l'appuntamento era al casello di Fornovo». La famiglia ha avuto ragione in  tribunale ma ora - continua il 48erne - bisogna fronteggiare le conseguenze psicologiche della vicenda. La mamma di una bambina tuttora in affidamento è a Bibbiano assieme al compagno. «Mi hanno strappato mia figlia tre anni e mezzo fa - racconta -. Un anno e mezzo fa l'ho vista all'ospedale: ci sono andata anche se mi avevano detto di non farlo. Non so neppure dove sia ora la mia bambina». Dal racconto emerge che gli operatori avrebbero detto che la figlia non voleva vedere la mamma; quest'ultima però sostiene il contrario. «Il giorno del suo compleanno, la bimba è stata portata via e non ha potuto festeggiare con le amichette», accusa la donna. E lancia un appello: «Hanno distrutto una bambina e una famiglia intera. Chiedo giustizia per mia figlia e per tutti I bambini strappati ai loro genitori. Chi ha sbagliato deve pagare duramente». Un altra giovane mamma racconta di dissidi con i servizi sociali. Ora però si allevia il timore che i suoi due bimbi possano esserle portati via a causa delle sue difficoltà famigliari.

Gazzetta di Parma

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TommasoFoti
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