Rassegna Stampa

Paesi blindati a Natale, protesta bipartisan - Barbieri e Bonaccini: 'Governo ripensaci'

Data: 06/12/2020

Sindaca e presidente della Regione contro il divieto di spostamenti nei piccoli Comuni: si rischia di lasciare soli nonni e persone fragili

La violazione delle regole no. Tantomeno l'istigazione a delinquere. E d'altra parte se di regole non condivisibili si tratta, non c'è motivo per non farlo pubblicamente presente e non darsi da fare perché vengano cambiate. Dai vertici istituzionali di Comune e Regione reagiscono così, direttamente o indirettamente, al divieto di spostamenti tra Comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno contenuto nell'ultimo Dpcm del governo. La dirompente sortita della consigliera comunale Sara Soresi (Fdi), che via social ha fatto sapere che violerà il divieto «perché è insensato che i miei figli a Natale non vedano i nonni che già frequentano settimanalmente», viene censurata dalla sindaca Patrizia Barbieri nel senso che «anche quando non comprese ritengo che le regole debbano essere rispettate». E però «penso che limitare gli spostamenti tra i piccoli Comuni sia difficile da comprendere, si rischia di lasciare soli nonni e persone fragili e per questo auspico un ripensamento da parte del governo», aggiunge la sindaca non senza segnalare che «anche Stefano Bonaccini mi pare che la pensi più o meno nello stesso modo». In effetti il presidente della Regione, in un'intervista al "Corriere.it", nel premettere che «non ci possiamo permettere una terza ondata e gli spostamenti vanno limitati», definisce un «paradosso» in fatto «che ci si potrà muovere per decine e decine di chilometri all'interno delle grandi metropoli, ma non percorre re poche centinaia di metri tra piccoli Comuni». «È questo il tipo di osservazioni che avremmo voluto presentare al governo, perché nessuno meglio di noi conosce il territorio», annota non senza vena polemica. Anche il riferimento di Bonaccini è in particolare al tema sociale che riguarda anziani, persone fragili e sole: «Anche la solitudine può uccidere o rendere non degna la vita di chi non ha altro che l'affetto di un figlio», sottolineando che i presidenti di Regione hanno appreso il contenuto del nuovo Dpcm nella tarda serata di mercoledì mentre la bozza è arrivata nella notte lasciando poche ore per definire osservazioni e proposte e il decreto non ammette integrazioni o aggiustamenti. «In un momento come questo, prima di ogni cosa, servono confronto, collaborazione e unità», ha concluso Bonaccini, «nel 97% dei casi, in questi mesi, di centinaia di ordinanze di tutte le regioni sono state giudicate, dal governo, conformi alle decine di Dpcm. In ogni caso al ministro Boccia va riconosciuta la grande disponibilità sempre dimostrata al confronto». Dalla Regione interviene anche il consigliere Giancarlo Tagliaferri di Fdi: «Il "semaforo" di Conte non funziona e penalizza chi già è penalizzato perché vive in piccoli Comuni: la Regione passi dalle parole ai fatti e intervenga sul Governo perché si trovi una soluzione adatta». In difesa di Soresi interviene l'onorevole Tommaso Foti (Fdi): «Non si vede una sola ragione per la quale un avvocato (quale è Soresi, ndr), lungi dal confondere l'attività professionale con quella amministrativa e politica, non possa annunciare un atto di disobbedienza civile, facendosi carico delle sanzioni relative e promuovendone poi la successiva impugnazione». «Siamo, infatti, prossimi a vivere un'assurda situazione nella quale il giorno di Natale non sarà possibile a un figlio residente a Bobbio fare visita ai propri genitori residenti a Marsaglia, mentre si potrà tranquillamente uscire dall'Italia per andare nelle spiagge delle ridenti località tropicali», considera Foti che attribuisce alla compagna di partito «l'intento non di venire meno a una norma per il gusto di farlo, ma per potere poi far valere in giudizio - e cioè nel contraddittorio delle parti - le proprie ragioni, così come in uno stato di diritto è consentito di fare». Nel mirino di Foti il «maldestro tentativo, in ambito locale, di demonizzare ora l'avversario politico, ora l'alleato dalla schiena dritta, senza neppure informarsi sulle iniziative che, in ordine ai divieti imposti, stanno assumendo non solo i parlamentari del centrodestra, ma anche quelli del Pd». Riferimento alla lettera» di numerosi parlamentari dem «volta a chiedere al presidente Conte di abolire da subito quei divieti medesimi. E così pure hanno fatto i presidenti di Regione».

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