Sindaca e presidente della Regione contro il divieto di spostamenti nei piccoli Comuni: si rischia di lasciare soli nonni e persone fragili
La violazione delle regole no.
Tantomeno l'istigazione a delinquere. E d'altra parte se di regole non condivisibili si tratta, non
c'è motivo per non farlo pubblicamente presente e non darsi da
fare perché vengano cambiate.
Dai vertici istituzionali di Comune e Regione reagiscono così, direttamente o indirettamente, al
divieto di spostamenti tra Comuni nei giorni di Natale, Santo
Stefano e Capodanno contenuto nell'ultimo Dpcm del governo. La dirompente sortita della
consigliera comunale Sara Soresi (Fdi), che via social ha fatto
sapere che violerà il divieto «perché è insensato che i miei figli a
Natale non vedano i nonni che
già frequentano settimanalmente», viene censurata dalla sindaca Patrizia Barbieri nel senso che
«anche quando non comprese
ritengo che le regole debbano
essere rispettate». E però «penso che limitare gli spostamenti
tra i piccoli Comuni sia difficile
da comprendere, si rischia di lasciare soli nonni e persone fragili e per questo auspico un ripensamento da parte del governo», aggiunge la sindaca non
senza segnalare che «anche Stefano Bonaccini mi pare che la
pensi più o meno nello stesso
modo».
In effetti il presidente della Regione, in un'intervista al "Corriere.it", nel premettere che «non
ci possiamo permettere una terza ondata e gli spostamenti vanno limitati», definisce un «paradosso» in fatto «che ci si potrà
muovere per decine e decine di
chilometri all'interno delle grandi metropoli, ma non percorre re poche centinaia di metri tra
piccoli Comuni». «È questo il tipo di osservazioni che avremmo
voluto presentare al governo,
perché nessuno meglio di noi
conosce il territorio», annota
non senza vena polemica. Anche il riferimento di Bonaccini è
in particolare al tema sociale che
riguarda anziani, persone fragili e sole: «Anche la solitudine
può uccidere o rendere non degna la vita di chi non ha altro che
l'affetto di un figlio», sottolineando che i presidenti di Regione
hanno appreso il contenuto del
nuovo Dpcm nella tarda serata
di mercoledì mentre la bozza è
arrivata nella notte lasciando
poche ore per definire osservazioni e proposte e il decreto non
ammette integrazioni o aggiustamenti. «In un momento come questo, prima di ogni cosa,
servono confronto, collaborazione e unità», ha concluso Bonaccini, «nel 97% dei casi, in
questi mesi, di centinaia di ordinanze di tutte le regioni sono
state giudicate, dal governo, conformi alle decine di Dpcm.
In ogni caso al ministro Boccia
va riconosciuta la grande disponibilità sempre dimostrata al
confronto». Dalla Regione interviene anche il consigliere
Giancarlo Tagliaferri di Fdi: «Il
"semaforo" di Conte non funziona e penalizza chi già è penalizzato perché vive in piccoli Comuni: la Regione passi dalle parole ai fatti e intervenga sul Governo perché si trovi una soluzione adatta».
In difesa di Soresi interviene l'onorevole Tommaso Foti (Fdi):
«Non si vede una sola ragione
per la quale un avvocato (quale
è Soresi, ndr), lungi dal confondere l'attività professionale con
quella amministrativa e politica, non possa annunciare un atto di disobbedienza civile, facendosi carico delle sanzioni relative e promuovendone poi la successiva impugnazione». «Siamo,
infatti, prossimi a vivere un'assurda situazione nella quale il
giorno di Natale non sarà possibile a un figlio residente a Bobbio fare visita ai propri genitori
residenti a Marsaglia, mentre si
potrà tranquillamente uscire
dall'Italia per andare nelle spiagge delle ridenti località tropicali», considera Foti che attribuisce alla compagna di partito
«l'intento non di venire meno a
una norma per il gusto di farlo,
ma per potere poi far valere in
giudizio - e cioè nel contraddittorio delle parti - le proprie ragioni, così come in uno stato di
diritto è consentito di fare».
Nel mirino di Foti il «maldestro
tentativo, in ambito locale, di demonizzare ora l'avversario politico, ora l'alleato dalla schiena
dritta, senza neppure informarsi sulle iniziative che, in ordine
ai divieti imposti, stanno assumendo non solo i parlamentari
del centrodestra, ma anche
quelli del Pd». Riferimento alla
lettera» di numerosi parlamentari dem «volta a chiedere al presidente Conte di abolire da subito quei divieti medesimi. E così pure hanno fatto i presidenti
di Regione».
Libertà
