Rassegna Stampa

Patuanelli: 'Impegno del nostro governo a disinnescare l'Iva'

Data: 22/09/2019

La promessa nel messaggio del Ministro dello sviluppo economico alla 29esima edizione del Coordinamento legali di Confedilizia

«Il primo impegno da mantenere (per il governo ndr) è il disinnesco degli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia per oltre 50 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021». Lo ha scritto il Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli nel messaggio inviato ieri alla ventinovesima edizione del Coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza. Un convegno assolutamente bipartisan. Si sono ritrovati l'uno accanto all'altro seduti al tavolo, che al di là della forma rettangolare, si è trasformato in una sorta di piccolo emiciclo parlamentare. Tanti i rappresentanti politici che hanno accettato l'invito di Confedilizia, il cui convegno, giunto alla 29esima edizione e diretto dal presidente nazionale Giorgio Spaziani Testa, si è tenuto al Centro Congressi della Banca di Piacenza. Tra questi anche il senatore Maurizio Gasparri (FI), che quell'invito lo ha accettato già 15 volte e che, sollecitato, ne ha approfittato per chiarire il suo pensiero su alcuni temi che agitano il dibattito politico di questi giorni. «Alle elezioni regionali in Umbria - spiega - ci presentiamo come outsider. Nonostante Pd e Cinque stelle le stiano provando tutte penso che potremo avere delle soddisfazioni, così come in Emilia Romagna». Nel centrodestra occorre però più chiarezza tra gli alleati. «Il problema è vincere. Salvini ha molti voti, ma non può pensare di essere autosufficiente, di omogeneizzare tutti sulle sue azioni e sul suo modo di esprimersi. Occorre una polifunzionalità di voci per raggiungere maggiori risultati. Ci sono un'area più identitaria e una più moderata: collaborino soprattutto nell'ottica europea». Sembra rispondergli Massimo Garavaglia (Lega), già viceministro dell'economia nel governo gialloverde e oggi membro della commissione Bilancio: «Sopra al 30% c'è la Lega, è naturale che rappresenti un polo di attrazione, sono numeri che ricordano quelli della DC degli Anni 50, per intenderci, quelli della ricostruzione». Con altre questioni è alle prese il deputato Luigi Marattin (Italia Viva), che ha appena lasciato il Pd per seguire Matteo Renzi nella neonata creatura politica. «Una decisione dolorosa - dice - ma inevitabile. Su troppi temi c'erano opinioni diverse, è una scelta di chiarezza e legittima. Ci danno al 4%, ma non parlatemi di sondaggi ora, li guardiamo tra 12 mesi». E tarpa le ali alla polemica sulla tempistica dello strappo: «Se lo avessimo fatto due settimane fa sarebbe stata una mossa per avere più ministri, lo avessimo fatto tra sei mesi ci avrebbero accusato di avere staccato la spina al governo». Dopo che la piattaforma Rousseau ha detto sì all'accordo per le Regionali, Roberto Traversi (M5s) sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti commenta così : «In Umbria abbiamo fatto un passo indietro, lasciando libertà alle forze civiche del territorio. Per quanto riguarda il lavoro sulle infrastrutture seguiremo la linea di Toninelli, con la progettualità e agendo in maniera determinata supereremo anche eventuali differenze di visione con il Pd». Presenti anche il senatore Tommaso Foti (Fd'I) e l'onorevole Guido Guidesi (Lega). 

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