La promessa nel messaggio del Ministro dello sviluppo economico alla 29esima edizione del Coordinamento legali di Confedilizia
«Il primo impegno da mantenere (per il governo ndr) è il disinnesco degli aumenti Iva previsti
dalle clausole di salvaguardia per
oltre 50 miliardi di euro tra il 2020
e il 2021». Lo ha scritto il Ministro
dello sviluppo economico Stefano
Patuanelli nel messaggio inviato
ieri alla ventinovesima edizione
del Coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza.
Un convegno assolutamente bipartisan. Si sono ritrovati l'uno accanto all'altro seduti al tavolo, che
al di là della forma rettangolare, si
è trasformato in una sorta di piccolo emiciclo parlamentare.
Tanti i rappresentanti politici che
hanno accettato l'invito di Confedilizia, il cui convegno, giunto alla
29esima edizione e diretto dal presidente nazionale Giorgio Spaziani Testa, si è tenuto al Centro Congressi della Banca di Piacenza.
Tra questi anche il senatore Maurizio Gasparri (FI), che quell'invito lo ha accettato già 15 volte e che,
sollecitato, ne ha approfittato per
chiarire il suo pensiero su alcuni
temi che agitano il dibattito politico di questi giorni. «Alle elezioni
regionali in Umbria - spiega - ci
presentiamo come outsider. Nonostante Pd e Cinque stelle le stiano provando tutte penso che potremo avere delle soddisfazioni,
così come in Emilia Romagna».
Nel centrodestra occorre però più
chiarezza tra gli alleati. «Il problema è vincere. Salvini ha molti voti, ma non può pensare di essere
autosufficiente, di omogeneizzare tutti sulle sue azioni e sul suo
modo di esprimersi. Occorre una
polifunzionalità di voci per raggiungere maggiori risultati. Ci sono un'area più identitaria e una più
moderata: collaborino soprattutto nell'ottica europea».
Sembra rispondergli Massimo Garavaglia (Lega), già viceministro
dell'economia nel governo gialloverde e oggi membro della commissione Bilancio: «Sopra al 30%
c'è la Lega, è naturale che rappresenti un polo di attrazione, sono
numeri che ricordano quelli della
DC degli Anni 50, per intenderci,
quelli della ricostruzione». Con altre questioni è alle prese il deputato Luigi Marattin (Italia Viva), che
ha appena lasciato il Pd per seguire Matteo Renzi nella neonata
creatura politica. «Una decisione
dolorosa - dice - ma inevitabile. Su
troppi temi c'erano opinioni diverse, è una scelta di chiarezza e legittima. Ci danno al 4%, ma non parlatemi di sondaggi ora, li guardiamo tra 12 mesi». E tarpa le ali alla
polemica sulla tempistica dello
strappo: «Se lo avessimo fatto due
settimane fa sarebbe stata una
mossa per avere più ministri, lo
avessimo fatto tra sei mesi ci avrebbero accusato di avere staccato la
spina al governo».
Dopo che la piattaforma Rousseau
ha detto sì all'accordo per le Regionali, Roberto Traversi (M5s) sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti commenta
così : «In Umbria abbiamo fatto un
passo indietro, lasciando libertà alle forze civiche del territorio. Per
quanto riguarda il lavoro sulle infrastrutture seguiremo la linea di
Toninelli, con la progettualità e
agendo in maniera determinata
supereremo anche eventuali differenze di visione con il Pd».
Presenti anche il senatore Tommaso Foti (Fd'I) e l'onorevole Guido
Guidesi (Lega).
Libertà
