Rassegna Stampa

Perche' no alla diga in Valtrebbia

Data: 20/04/2023

Lettera aperta al quotidiano Libertà della Sig.ra Lella Cornelli.

Egregio direttore, ho letto la lettera del signor Scaglia di Ferriere e vorrei fare alcune riflessioni. Il signor Scaglia è da sempre (e legittimamente) un estremo difensore da anni della costruzione delle dighe in ogni valle piacentina e nella sua ultima lettera afferma che finalmente sono sparite le proteste da parte degli ambientalisti e dei verdi contrari alle dighe perché forse hanno capito il problema siccità oppure hanno paura delle più feroci proteste degli agricoltori. Vorrei precisare che non faccio parte di nessuna associazione ambientalista né dei Verdi né di quant'altro. Nessuno dotato di un minimo di coscienza credo che al giorno d'oggi possa negare la siccità che esiste, dura da almeno tre anni ininterrotti e crea problemi sotto ogni punto di vista. Non sono nemmeno personalmente contraria alla costruzione di nuovi invasi e anche di una diga vera e propria in Valnure se fatta nel rispetto dell'ambiente e dell'ecosistema, ma considero un progetto di una nuova diga in Valtrebbia (magari danneggiando la zona dei meandri di San Salvatore che invece dovrebbe essere un patrimonio mondiale) totalmente dannoso e privo di ogni senso. Questo perché in Alta Valtrebbia esiste già una diga enorme, cioè quella del Brugneto (in comune di Torriglia): 25 milioni di metri cubi di capacità lorda, 3 chilometri di lunghezza e più di 10 chilometri di circonferenza, costruita a inizio anni '60 per trattenere l'acqua dei corsi d'acqua della valle, doveva servire come principale riserva d'acqua per la città di Genova quando si pensava che all'epoca, in forte espansione, essa dovesse superare il milione di abitanti. Così non fu perché la popolazione della città ligure è rimasta a circa 500mila e l'acqua trattenuta viene utilizzata tutt'oggi in maniera ridotta per i fini idropotabili. Siccome tutta quell'acqua stoccata nel lago geograficamente apparterrebbe anche al fiume Trebbia ed al territorio piacentino, negli anni '60 fu stipulato tra le due Province un accordo che prevede il rilascio nella stagione estiva di 1,5 milioni di metri cubi per il nostro territorio e per la nostra agricoltura. Questo disciplinare mi risulta che sia ancora fermo agli anni '60 (credo l'abbia confermato anche l'onorevole Foti di recente) e basterebbe aggiornarlo a oggi per cercare di farsi rilasciare almeno 5-6 milioni di metri cubi d'acqua poiché ovviamente la situazione è profondamente diversa rispetto a 60 anni fa. Ricordiamo che il lago in certi punti è profondo ben 50 metri! Con 6 milioni d'acqua rilasciati per il territorio piacentino non dico che risolveremmo il problema definitivamente, ma lo argineremmo veramente di molto, almeno per l'estate. Perché i nostri assessori e consiglieri regionali piacentini di ogni appartenenza politica, ma soprattutto di maggioranza, mai se ne sono occupati negli ultimi 15 anni? Le dighe, inoltre, è bene ricordare che portano anche un mare di problematiche molto complesse da gestire: problemi di pulizia, liberazione degli scarichi di fondo con riversamenti di fango nell'alveo sottostante del fiume per molti chilometri (basta guardare ad esempio alla diga di Boschi in Aveto), cambiamenti repentini di portata e soprattutto di temperatura (nei giorni del rilascio) molto dannosi alle specie ittiche ancora pregiate che popolano il nostro Trebbia. Ricordo inoltre che la scorsa estate sia su "Libertà" sia sulla Rai fu fatto un servizio in cui si documentava il fiume Trebbia completamente asciutto da Rivergaro in giù verso la foce gridando alla desertificazione totale del Trebbia dimenticando però di precisare che da tantissimi anni il fiume da quel tratto fino alla confluenza con il Po è ogni anno quasi sempre in secca (anche nelle estati più piovose) proprio perché viene captato per l'irrigazione dei nostri campi (anche giustamente, non discuto su questo) e non era quindi certo un effetto recente della siccità degli ultimi anni. Purtroppo il clima è cambiato radicalmente e principale colpevole di questo è proprio l'uomo che ha contribuito al riscaldamento globale. Questo lo confermano tutti i fisici e climatologi più importanti. Non possiamo quindi pensare di fare ancora tutto come prima. Mi sento di suggerire al signor Scaglia di stare tranquillo, nessuno ha paura delle proteste degli agricoltori se pacifiche e propositive e soprattutto credo che non tanto gli ambientalisti (o i Verdi come dice lui), ma tutte le persone di buon senso protesteranno sicuramente se mai venisse approvato (ma non credo) un progetto di costruzione di una diga in Valtrebbia ed in particolare a San Salvatore.

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