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Pertite, lacrime da 80 anni 'Qui per le nostre madri'

Data: 09/08/2020

Lo scoppio si portò via 47 piacentini, tra le macerie 795 i feriti Manfredi (Anmil): «Infortuni in calo per il lockdown ma non i morti»

«E abbiamo passato anche questa». Il sole picchia duro nel cortile di palazzo Gotico. Ma Bianca Rossi, mascherina a coprire il volto e i capelli biondi, è presente anche stavolta: sono passati 80 anni da quando, alle 14.42 di un pomeriggio d'agosto con la guerra appena iniziata, 47 piacentini rimanevano sotto le macerie della Pertite. Lo scoppio causò anche 795 feriti. " Noi fummo vittime, le prime, di una guerra nefasta" si legge sulla lapide che sotto i portici di palazzo Gotico riporta i nomi dei morti e davanti alla quale anche ieri mattina, come ogni 8 agosto, si svolge la commemorazione. La signora Bianca non aveva 10 anni quando la Pertite scoppiò: sua mamma invece ne aveva 30, un vestito blu a righe rosse e stava aspettando di uscire per la fine del turno. Dalla fabbrica invece è uscita in barella, prima di morire per un'emorragia interna alla sera. Anche la mamma dell'onorevole Nanda Montanari, presente alla cerimonia, lavorava alla Pertite: ma per lei la sorte è stata più benigna, come lo fu per la madre di Roberto Prandini. «Aveva 32 anni e aspettava proprio me - spiega a margine della cerimonia - si è salvata perché è finita sotto un tavolaccio e così si è protetta dai detriti causati dell'esplosione. Alla commemorazione è sempre stata presente, ogni anno. E da quando non c'è più lei, sono io a venire». Alla cerimonia ieri però sono stati tanti i presenti: le istituzioni chiaramente, l'assessora Erika Opizzi a cui è spettato l'onere dell'allocuzione ufficiale, il presidente dell'Anmil Maurizio Manfredi, il cappellano militare monsignor Pietro Campominosi e poi altri rappresentanti delle forze dell'ordine, della Provincia e della Prefettura. Presente anche una delegazione dell'associazione "Amici del Parco della Pertite" che, come ogni anno, ha deposto un omaggio floreale ai piedi della lapide, accanto a quello dell'Anmil e alla corona d'alloro offerta dal Comune. L'assessora ha fatto riferimento all'impegno "a onorare responsabilmente, con profondo rispetto, le donne e gli uomini che l'8 agosto del 1940 caddero inermi, indifesi mentre svolgevano il proprio lavoro". «Vittime - le ha definite Opizzi - di una fiorente industria bellica e di responsabilità mai accertate nel tempo, per acclarare le quali confidiamo possa avere presto riscontro l'iniziativa parlamentare con cui l'onorevole Foti, un anno fa, ha chiesto di rendere pienamente accessibili e consultabili i documenti riguardanti la vicenda, depositandone una copia presso l'Archivio di Stato di Piacenza. Perché coloro cui oggi tributiamo un pensiero sincero e commosso sono il simbolo, per noi tutti, di una pagina di storia che non possiamo dimenticare, ma anche di una realtà, quella attuale, di fronte alla quale siamo chiamati a scegliere con convinzione di non restare indifferenti». Non che la situazione, oggi, sia poi così diversa. La conferma è arrivata da Manfredi: «Se abbiamo assistito a un generale calo degli infortuni e delle malattie professionali causato dal lockdown, gli incidenti mortali sono comunque passati da 8 in tutto il 2019 a 12 di questi primi sette mesi» spiega. Dimostrazione che 80 anni sono passati, ma al lavoro si continua a morire.

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