Rassegna Stampa

Piacenza ricorda la lezione di Alberoni 'Era uno di noi'

Data: 17/08/2023

L'INFANZIA TRASCORSA DA BORGONOVO (DOVE SARÀ TUMULATO) A VIA PANTALINI

In tanti a Piacenza parlano della scomparsa di Francesco Alberoni : «Era uno di noi». Tanti gli amici artisti e intellettuali che lo ricordano, da Franco Scepi a Sabina Negri, con cui aveva collaborato. Nonostante la sua notorietà internazionale, Alberoni seppe mantenere un legame costante con la città. E la città con lui. Ne sono d'esempio le parole di cordoglio della sindaca Katia Tarasconi (vedi riquadro). A ricordarlo c'è poi Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera dei Deputati, che parla della «scomparsa di uno studioso della sagacia di Alberoni, che tanto ha scritto della evoluzione della società italiana» e ritiene «doveroso rimembrare anche il suo impegno civico, quale capolista di Fratelli d'Italia collegio nord-ovest alle elezioni europee del 2019». Alberoni, studioso dei fenomeni di massa e autore del bestseller "Innamoramento e amore", era nato a Borgonovo. Spesso veniva a trovare la sorella Elisabetta, residente a Piacenza, mancata qualche anno fa, e i cugini. I funerali si terranno a Milano, sabato alle 11 nella basilica di Sant'Ambrogio, aperti al pubblico come da sue indicazioni ai quattro figli. Verrà quindi tumulato nel paese natale, nella tomba di famiglia al cimitero di Borgonovo. Da ieri è aperta la camera ardente al Policlinico, dove era ricoverato da alcuni giorni. Alberoni manteneva un legame saldo anche con "Libertà". Ogni volta che pubblicava un nuovo libro, si metteva a disposizione per interviste che subito sconfinavano su Piacenza: «Ci torno spesso e volentieri, a volte anche solo per un giretto. Milano non è poi così lontana... Trovo che la tranquillità di Piacenza e la dolcezza delle sue colline siano uniche». Oltre alle tematiche amorose, il sociologo sapeva mettere a fuoco aspetti della politica. Dopo la serie di saggi dedicati ai sentimenti, tradotti in tutte le lingue, aveva approfondito i mutamenti dei fenomeni sociali. Un suo classico, "Movimento e istituzione" uscì nel 1977 e fu aggiornato nel 2014, anno in cui fu ospite alla Biffi Arte e, in passato, alla Fondazione di Massimo Toscani, alla Famiglia Piasinteina e al Farnese. Nel 1982 fu inserito dall'allora sindaco Stefano Pareti tra i piacentini illustri con Giorgio Armani. Nel 2019 Alberoni era intervenuto sull'omicidio di Elisa Pomarelli, il cui corpo fu ritrovato sulle colline piacentine, per mano di Massimo Sebastiani: « Ma quale raptus? L'odio che uccide matura nel tempo. Non credo all'impulso improvviso. Credo invece che se amo una persona, non la voglio distruggere». Negli ultimi tempi, complice l'incontro con la psicologa Cristina Cattaneo Beretta, dopo il lungo e fruttuoso matrimonio con Rosa Giannetta Alberoni (scomparsa nel 2021), lo studioso era tornato ai temi dell'amore. A Piacenza, nel gennaio 2018 aveva presentato alla biblioteca Passerini Landi, insieme al giornalista Ippolito Negri e all'assessore alla cultura del tempo Massimo Polledri, il libro "L'universo amoroso" scritto insieme alla Cattaneo, al quale seguì nel 2019 "Amore mio come sei cambiato", che spiegava come restare uniti ai tempi di internet. «Oggi, per certi versi, la società è diventata più complessa disse Alberoni -. Ci si è messo persino internet a insinuare il dubbio su ciò che è reale e ciò che non lo è. È aumentata la confusione, ma la mia teoria rimane la stessa. L'innamoramento e l'amore sono due cose distinte tra loro. Ciò che rimane è la potenza dell'amore, che può travolgerti. L'innamoramento iniziale si trasforma in amore quando, dopo lo stato nascente dell'innamoramento, sono le affinità ad unire la coppia: il progetto di vita, il fare cose insieme... L'amore diventa anche una scelta politica. Ci sono regole, nello stare insieme, perché due persone formano una piccola comunità». Anche in quell'occasione, si lasciò andare alle memorie piacentine: « A Piacenza venivo sempre, da giovane, quando frequentavo l'università a Pavia e quando vivevo altrove, non solo perché allora c'erano i miei genitori, ma perché ero affezionato alla città. In realtà, la mia famiglia è originaria di Borgonovo. Poi, però, ci siamo trasferiti a Piacenza, tanto che io sono cresciuto in via Pantalini, davanti ai Giardini Merluzzo e alla parrocchia di San Savino, dove mio cugino Paolo è stato parroco. Spesso giocavo con il mio amico Vittorio Gorgni e la banda di bambini ai Giardini. Ho studiato all'Alberoni e poi al liceo scientifico Respighi. Di quegli anni ho ricordi bellissimi. E ho avuto le mie storielle a Piacenza, le mie prime fidanzatine. Dunque, posso dire che Piacenza mi ha iniziato non solo scolasticamente, ma anche sentimentalmente».

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