L'EX CONSIGLIERE REGIONALE DEM
Continuano a piovere commenti sui social intorno al caso
dei furbetti del bonus. Assai colorito quello dell'ex consigliere
regionale del Pd e sindaco di
Vernasca, Gian Luigi Molinari.
Che su Fb scrive: «"Piöc arfat". Questa definizione piacentina
dei "pidocchi rifatti" credo sia
quella meglio collegata alla vicenda dei Parlamentari che
hanno RICHIESTO il bonus.
Spero non ci siano piacentini
coinvolti. Ma la minacciata sospensione non basta. Nessuna
gogna, solo dimissioni per ridare dignità alla democrazia».
Un commento che ha fatto incetta di like e al quale è seguito
un lungo dibattito. Sul caso Murelli interviene anche Rifondazione Comunista: «Dopo aver
accusato il Parlamento di "importare il virus tramite gli immigrati", la nostra Onorevole
concittadina Murelli torna a far
parlare di sè per un'altra azzardata mossa. Parrebbe infatti essere una dei tre Parlamentari leghisti ad aver ottenuto i 600 euro erogati alle partite Iva per
fronteggiare l'attuale crisi post
COVID-19. Nulla di illegale, certo, ma quantomeno una mossa
piuttosto discutibile dal punto
di vista morale» si legge in una
nota. «E così, nuovamente grazie al centrodestra, Piacenza
torna a essere protagonista delle cronache nazionali dopo l'arresto di Caruso, i debiti di Papamarenghi con il fisco e la mascherina fascista di Foti. Ovviamente, come Rifondazione Comunista, non possiamo che dirci schifati nel caso venisse confermata la sua responsabilità e
anzi, chiediamo fin da subito
un suo chiarimento oltre alle
dovute dimissioni! Riteniamo,
infatti, deplorevole il solo fatto
che una parlamentare richieda
un contributo di solidarietà per
fronteggiare una crisi economica quando tante famiglie italiane sono ridotte sul lastrico. Per
noi questo è il semplice emblema della classe politica che è
stata prodotta negli anni dal
centrodestra e, soprattutto, dalla Lega: una classe politica indegna, composta da sciacalli e
approfittatori capaci solo di
puntare il dito contro gli ultimi
(i meridionali prima, gli stranieri oggi) senza, però, fare nulla
per risanare il divario tra i ricchi e le classi subalterne».
Libertà
