Rassegna Stampa

Piovono critiche sui social, Molinari: 'Pidocchi rifatti, devono dimettersi'

Data: 13/08/2020

L'EX CONSIGLIERE REGIONALE DEM

Continuano a piovere commenti sui social intorno al caso dei furbetti del bonus. Assai colorito quello dell'ex consigliere regionale del Pd e sindaco di Vernasca, Gian Luigi Molinari. Che su Fb scrive: «"Piöc arfat". Questa definizione piacentina dei "pidocchi rifatti" credo sia quella meglio collegata alla vicenda dei Parlamentari che hanno RICHIESTO il bonus. Spero non ci siano piacentini coinvolti. Ma la minacciata sospensione non basta. Nessuna gogna, solo dimissioni per ridare dignità alla democrazia». Un commento che ha fatto incetta di like e al quale è seguito un lungo dibattito. Sul caso Murelli interviene anche Rifondazione Comunista: «Dopo aver accusato il Parlamento di "importare il virus tramite gli immigrati", la nostra Onorevole concittadina Murelli torna a far parlare di sè per un'altra azzardata mossa. Parrebbe infatti essere una dei tre Parlamentari leghisti ad aver ottenuto i 600 euro erogati alle partite Iva per fronteggiare l'attuale crisi post COVID-19. Nulla di illegale, certo, ma quantomeno una mossa piuttosto discutibile dal punto di vista morale» si legge in una nota. «E così, nuovamente grazie al centrodestra, Piacenza torna a essere protagonista delle cronache nazionali dopo l'arresto di Caruso, i debiti di Papamarenghi con il fisco e la mascherina fascista di Foti. Ovviamente, come Rifondazione Comunista, non possiamo che dirci schifati nel caso venisse confermata la sua responsabilità e anzi, chiediamo fin da subito un suo chiarimento oltre alle dovute dimissioni! Riteniamo, infatti, deplorevole il solo fatto che una parlamentare richieda un contributo di solidarietà per fronteggiare una crisi economica quando tante famiglie italiane sono ridotte sul lastrico. Per noi questo è il semplice emblema della classe politica che è stata prodotta negli anni dal centrodestra e, soprattutto, dalla Lega: una classe politica indegna, composta da sciacalli e approfittatori capaci solo di puntare il dito contro gli ultimi (i meridionali prima, gli stranieri oggi) senza, però, fare nulla per risanare il divario tra i ricchi e le classi subalterne».

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TommasoFoti
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