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Pisani: 'La naja aiuta la salute'. Foti: 'Non piu' di 90 giorni'

Data: 21/08/2018

Anche Calza sostiene che la leva potrebbe avere un'utilità. Intanto, "Africa Mission" offre 10 posti di servizio civile universale

Un'ottima forma di educazione civica». Il senatore leghista Pietro Pisani definisce così la reintroduzione della "naja" ventilata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. «La leva andrebbe resa obbligatoria sia per i ragazzi che per le ragazze, permettendo di decidere tra il servizio civile e quello militare. Permetterebbe di promuovere la formazione civica e la salute fisica, grazie alle visite mediche obbligatorie dalla coscrizione», avanza il parlamentare piacentino Pisani. È lui stesso a ricordare la sua esperienza in una caserma bresciana tra il 1974 e il 1975: «Ho trascorso i dodici mesi di leva in un reparto di artiglieria pesante. Inizialmente, il cambio di vita drastico è stato brutto. Ma ora rimpiango quel periodo, le compagnie e le amicizie». In linea col programma elettorale, il leghista sottolinea che «si contribuirebbe a individuare varie malattie latenti. La leva guiderebbe i cittadini al dovere costituzionale di difesa della nazione. I coscritti andrebbero ricompensati con titoli di merito per la partecipazione a concorsi pubblici, in particolare per l'ingresso nelle forze armate o nelle forze dell'ordine». La proposta per ora non trova un'accoglienza positiva dal ministro della difesa Trenta, che non la riterrebbe un'ipotesi al passo con i tempi. Per il deputato piacentino Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) bisogna valutare attentamente i costi, la logistica e la durata della "naja 2.0": «Arrivo dalla generazione che, negli anni Settanta, urlava "Che noia la naja". L'idea della reintroduzione è affascinante, ma occorre valutare pro e contro. Forse, dal punto di vista militare sarebbe poco attuale. In più, una durata di quindici o dodici mesi come in passato sarebbe poco funzionale. Se durasse al massimo novanta giorni con precise finalità civili, sarebbe interessante». «Io sono favorevole alla reintroduzione della leva obbligatoria e del servizio civile alternativo o anche solo al servizio civile», sostiene la vicepresidente della Provincia Patrizia Calza, quota Pd. «Rilevo tuttavia come in questo Paese non ci siano più luoghi di discussione. Mi rivolgo ai partiti. Perché un segretario deve esprimere una opinione su un tema senza aver mai consultato gli aderenti o simpatizzanti sullo stesso tema?». Intanto, per chi volesse svolgere servizio a favore civile universale, ieri sono stati offerti quattro posti a Piacenza e sei per l'Uganda da parte di Africa Mission. C'è tempo fino al 28 settembre per inviare la documentazione necessaria.

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