Anche Calza sostiene che la leva potrebbe avere un'utilità. Intanto, "Africa Mission" offre 10 posti di servizio civile universale
Un'ottima forma di educazione
civica». Il senatore leghista Pietro
Pisani definisce così la reintroduzione
della "naja" ventilata dal
ministro dell'Interno Matteo Salvini.
«La leva andrebbe resa obbligatoria
sia per i ragazzi che per
le ragazze, permettendo di decidere
tra il servizio civile e quello
militare. Permetterebbe di promuovere
la formazione civica e la
salute fisica, grazie alle visite mediche
obbligatorie dalla coscrizione»,
avanza il parlamentare piacentino
Pisani. È lui stesso a ricordare
la sua esperienza in una caserma
bresciana tra il 1974 e il
1975: «Ho trascorso i dodici mesi
di leva in un reparto di artiglieria
pesante. Inizialmente, il cambio
di vita drastico è stato brutto. Ma
ora rimpiango quel periodo, le
compagnie e le amicizie». In linea
col programma elettorale, il leghista
sottolinea che «si contribuirebbe
a individuare varie malattie
latenti. La leva guiderebbe i cittadini
al dovere costituzionale di
difesa della nazione. I coscritti andrebbero
ricompensati con titoli
di merito per la partecipazione a
concorsi pubblici, in particolare
per l'ingresso nelle forze armate
o nelle forze dell'ordine». La proposta
per ora non trova un'accoglienza
positiva dal ministro della
difesa Trenta, che non la riterrebbe un'ipotesi al passo con i
tempi. Per il deputato piacentino
Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) bisogna
valutare attentamente i costi,
la logistica e la durata della "naja
2.0": «Arrivo dalla generazione
che, negli anni Settanta, urlava
"Che noia la naja". L'idea della reintroduzione
è affascinante, ma
occorre valutare pro e contro. Forse,
dal punto di vista militare sarebbe
poco attuale. In più, una durata
di quindici o dodici mesi come
in passato sarebbe poco funzionale.
Se durasse al massimo
novanta giorni con precise finalità
civili, sarebbe interessante». «Io
sono favorevole alla reintroduzione
della leva obbligatoria e del servizio
civile alternativo o anche solo
al servizio civile», sostiene la vicepresidente
della Provincia Patrizia
Calza, quota Pd. «Rilevo tuttavia
come in questo Paese non ci
siano più luoghi di discussione.
Mi rivolgo ai partiti. Perché un segretario
deve esprimere una opinione
su un tema senza aver mai
consultato gli aderenti o simpatizzanti
sullo stesso tema?». Intanto,
per chi volesse svolgere servizio
a favore civile universale, ieri
sono stati offerti quattro posti a
Piacenza e sei per l'Uganda da
parte di Africa Mission. C'è tempo
fino al 28 settembre per inviare
la documentazione necessaria.
Libertà
