Secondo Bisi (Consorzio) è il monolite contro il gigante. La diga tracima: «Non era vuota?»
Da Legambiente a tutte le associazioni agricole, da Lega a Pd e Fratelli d'Italia, dalle cooperative al commercio e all'industria, con quattordici Comuni e Provincia. Trentasei enti e amministratori hanno firmato la richiesta di aprire un dialogo serrato con Genova il prima possibile sulla imminente concessione della diga del Brugneto. La cabina di regia è stata affidata dai piacentini al Consorzio di Bonifica: obiettivo, essere unitari ed evitare fughe personali in avanti. I problemi sono tanti. Lo ha detto l'altro giorno al microfono Giuseppe Gasparini di Confagricoltura alla riunione per il Piano territoriale di area vasta in Provincia. Per tutta l'estate è stato detto all'agricoltura piacentina che la diga del Brugneto non poteva permettersi rilasci aggiuntivi; e ora siamo già alla seconda tracimazione controllata durante le piogge. «Per me è un grande scandalo, io sono arrabbiato. Noi paghiamo il fatto che la diga, piena, butti fuori acqua in inverno durante le piogge. Il danno a casa mia a Ca' Blatta è evidente. Di sicurezza non parla più nessuno, ma il torrente è pieno di ghiaia là», precisa Gasparini. Per chiedere più acqua dalla diga del Brugneto quando serve in estate, ogni anno si sgrana una trattativa politica mai facile. La scorsa estate furono 700mila i metri cubi d'acqua in più ottenuti dalla Regione Emilia-Romagna tramite il confronto tra il presidente Stefano Bonaccini e il governatore della Liguria Giovanni Toti. Ma il rilascio aggiuntivo non è mai strutturale: resta occasionale, da "piattino in mano", si indignano alcuni valligiani. A cronicizzare l'aumento di acqua ci provò nel 2013 l'accordo sperimentale firmato tra le Regioni (assessora Renata Briano per la Liguria e vicepresidente Simonetta Saliera per l'Emilia) e Mediterranea delle Acque (Giovan Battista Pittaluga) con l'azione strategica del consigliere provinciale Giampaolo Maloberti, che sul caso ha presentato negli anni diverse interrogazioni arrivando poi fino a Genova nel 2017, con i sindaci, per chiedere certezze. L'accordo del 2013 prevedeva un milione e mezzo di metri cubi in più oltre ai 2,5 inseriti nell'accordo del 1985. L'obiettivo condiviso era "una gestione sostenibile dell'ecosistema del fiume Trebbia". L'intesa non venne rinnovata, nonostante il pressing di più forze politiche bipartisan. E intanto negli anni si è alzato il dubbio giuridico - è una battaglia dell'avvocato Umberto Fantigrossi che da annichiedeunaccordodiprogramma specifico- sul titolo in base al quale Mediterranea delle acque gestirebbe l'impianto del Brugneto. In parlamento si sono alzate forti le voci dei piacentini, soprattutto quella dell'onorevole Tommaso Foti, che ancora di recente ha sottolineato come vada riscritto completamente il disciplinare, prendendo atto delle mutate condizioni climatiche. C'è da confermare o meno il passaggio dell'acqua tra due regioni diverse, con il necessario coinvolgimento dei ministeri, e vanno definite le sorti del manufatto che "blocca" l'acqua del Brugneto che finirebbe altrimenti in Trebbia, dove sono quasi 30mila gli ettari di terra coltivati. A ottobre è stato il Consorzio di bonifica di Piacenza a scaldare il senso di necessaria unitarietà, fermo restando che la procedura di rinnovo della concessione di derivazione in scadenza dovrebbe essere di competenza ministeriale (ma anche su questo ci sono opinioni non del tutto allineate). Luigi Bisi, presidente del Consorzio di bonifica, ha intanto unito nella richiesta di più acqua vocazioni diverse, da quella ambientalista a quella turistica, commerciale, infrastrutturale, oltre ovviamente alla agricola e istituzionale: «Abbiamo costruito una squadra, un monolite pronto ad affrontare un gigante», ha detto di recente. Anche perché sulla bilancia resta il fatto che Piacenza smaltisce già i rifiuti liguri nell'inceneritore di Borgoforte. E questi pesano politicamente più dell'acqua che Piacenza vuole: almeno 4-5 milioni di metri cubi di oro blu.
Ecco tutti i firmatari
Sono: Consorzio di Bonifica, i consiglieri regionali Gian Luigi Molinari, Matteo Rancan, Valentina Stragliati, Giancarlo Tagliaferri, la Provincia, il Parco del Ducato, i Comuni di Ottone, Zerba, Cerignale, Corte Brugnatella, Coli, Bobbio, Travo, Rivergaro, Gazzola, Gragnano, Gossolengo, Piacenza, Rottofreno, Calendasco, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confindustria, Camera di Commercio, Cna, Confapi Industria, Unione Commercianti, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Libera Artigiani, Upa, Confedelizia, Legambiente.
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