Morganti: «L'accordo poteva essere migliore». Scagnelli: «Un terzo soggetto che monitori»
● L'accordo sul Brugneto mette tutti d'accordo, anche in Provincia. Durante la seduta del consiglio di corso Garibaldi, a tenere banco sono state le comunicazioni iniziali tra cui quella relativa all'accordo finalmente trovato sulla diga del Brugneto con un rilascio pari a 4 milioni di metri cubi di acqua annui per il versante piacentino, più un quantitativo modificabile in base alla disponibilità di acqua in diga. Notizia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo unanime, non senza qualche distinguo, a tutti i membri del consesso che, in linea generale, hanno parlato di «esempio di buona politica» esprimendo un plauso agli attori coinvolti.
Tra i più soddisfatti gli amministratori della Valtrebbia come la sindaca di Travo Roberta Valla, di cui riferiamo nell'articolo sotto, e che ha ringraziato tutti in forma bipartisan.
Un accordo «esito di un confronto che andava avanti da anni - ha ricordato la sindaca di Gragnano Patrizia Calza secondo cui - il Parco del Trebbia ha bisogno di acqua per essere fruito appieno cosiccome tutto il mondo agricolo». Secondo la sindaca di Rottofreno Paola Galvani «si tratta di un accordo epocale, grazie al ministro Tommaso Foti che ha fatto tutto il possibile per il nostro territorio ». « I tentativi – ha aggiunto - di politicizzare la questione non sono riusciti».
Ancora dalla Valtrebbia il vicesindaco di Rivergaro Gabriele Scagnelli ha ricordato l'importanza che «un soggetto terzo indipendente monitori l'accordo» e poi ancora di «un cambio di passo per il futuro della nostra valle». Secondo il consigliere Jonathan Papamarenghi c'è stato un «lavoro di tutte le istituzioni che ha visto in prima linea il ministro Foti il quale ha dimostrato attenzione al di là delle specifiche competenze ».
«Un risultato importante per tutto il territorio» secondo la presidente Monica Patelli e per la consigliera Nadia Pompini, anche lei soddisfatta per il lavoro di squadra. Non sono mancate punzecchiature dal consigliere fiorenzulano Massimiliano Morganti che ha citato «la cattiva politica» che avrebbe portato a un accordo al ribasso.
Il riferimento, ha precisato a margine del consiglio, è «ad alcune forze come il Partito Democratico della Liguria, alcuni movimenti ambientalisti e alcuni amministratori del nostro territorio».
Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, «l'accordo finale è cioè buono, ma a causa del can-can sollevato non è l'accordo migliore, visto che inizialmente la trattativa verteva su un disciplinare dei rapporti tra le due regioni decisamente migliore rispetto a quello che alla fine è stato adottato ». _MM
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