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PNRR E INTERCITY, DIETROFRONT DELL'ESECUTIVO FOTI: "NON VOGLIAMO UN'ALTRA PROCEDURA UE"

Data: 04/08/2026

Addio alla gara unica per gli Intercity.

Dopo giorni di trattative con Bruxelles, il governo ha cancellato dal decreto Pnrr la norma che avrebbe consentito di affidare il servizio con un unico lotto, facendo così cadere uno dei punti più controversi del provvedimento. Una retromarcia che conferma quanto anticipato da questo giornale sulla volontà di Palazzo Chigi di allipe alle richieste dell'Ue. Non riguardava una partita da circa 3 miliardi di euro, quella peril futuro affidamento del servizio Intercity. La soluzione del lotto unico era stata sostenuta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e appoggiata dai sindacati, convinti che una gara non frammentata avrebbe assicurato maggiori tutele per i lavoratori e una migliore continuità del servizio. Bruxelles, invece, ha sempre considerato quella strada poco coerente con gli obiettivi del Pnrr. L'emendamento approvato ieri dall'Aula elimina dal testo il riferimento all'appalto in «uno o più lotti», cancellando di fatto la possibilità dell'affidamento unico. Resta però aperto il fronte delle tutele occupazionali. Ed è proprio su questo terreno che si è concentrato il dibattito parlamentare. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs hanno tentato di inserire nel provvedimento clausole sociali più stringenti, per garantire la continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni normative e salariali in caso di subentro di

un nuovo gestore. Le misure sono state respinte dalla maggioranza.

A difendere la posizione del governo è stato il presidente della commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda di Fratelli d'Italia, che ha proposto l'apertura di un tavolo con i sindacati. Le opposizioni hanno invece insistito sulla necessità di separare il tema della concorrenza da quello delle protezioni occupazionali. Perla deputata dem Maria Cecilia Guerra, c'è la necessità di «evitare che la competizione tra operatori si traduca in una corsa al ribasso sul costo del lavoro e sulle condizioni di sicurezza». Sulla stessa linea Andrea Casu del Pd, secondo cui il governo avrebbe dovuto «mettere nero su bianco un vincolo chiaro affinché la gara abbia elementi di garanzia per tutti». A rompere il fronte bipartisan è stato Luigi Marattin del Partito liberaldemocratico. Il deputato ha accusato maggioranza e opposizioni di essere «uniti dalla sacra lotta contro la concorrenza».

L'epilogo consente a Palazzo Chigi di evitare lo scontro con Bruxelles, ma il confronto non è concluso. Il centrodestra ha infatti accettato un ordine del giorno del Pd che impegna l'esecutivo a valutare «ulteriori iniziative normative» per assicurare il rispetto delle clausole sociali e l'occupazione nell'ambito della futura gara Intercity. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti lascia aperto uno spiraglio: «Se vi sono norme in linea con la legislazione Ue noi possiamo studiarle, ma non vorrei aprire un'altra procedura di infrazione». —

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