Non si arresta il "muro contro muro" che ha scandito l'assemblea dell'altra sera. Foti (Fd'I): sconcertanti parole del senatore 5 Stelle
Un caos primordiale, quasi. Ad
ascoltare i presenti, mai Sant'Ilario
fu più incandescente dell'altra
sera, quando l'erba killer (il
convegno organizzato dal Comune
di Piacenza e Fiorenzuola sulla
"cannabis") ha letteralmente
incendiato la platea. Dei fischi,
delle contestazioni, dei parapiglia,
già è stato detto.
Resta da registrare l'esistenza di
un "muro contro "muro" che dopo
aver preceduto il dibattito (mai
avvenuto in realtà) ha spaccato la
sala tra organizzatori e relatori
nelle prime file e un numero imprecisato
ma robusto di contestatori. Riuniti da un tam tam che li
ha condotti a partecipare ad una
serata assolutamente fuori dagli
schemi. "Muro contro muro" proseguito
ieri dilagando sui social
dove i ceffoni (2.0) sono volati da
entrambe le parti. «Non ci siamo
lasciati intimidire», considera
all'indomani l'assessore del Carroccio
Massimo Polledri, al tavolo
dei relatori. «Abbiamo avuto il
coraggio delle idee», ripete.
Ma poi, si lascia andare: «Che non
si possa fare un convegno del Comune,
è indice di un atteggiamento
violento. E' stato un comportamento
squadrista. Non ho
intenzione di fare denunce, la
questura c'era». Per concludere:
«Noi siamo andati avanti, il coraggio
non manca a nessuno di
noi». Accusa una «Sinistra intollerante, 5 Stelle sconcertante» il
parlamentare (Fd'I) Tommaso
Foti. Che ieri, in una nota, ha fatto
presente che «poteva essere
l'occasione per un dibattito a tesi
contrapposte su di un tema,
quello degli effetti derivanti
dall'utilizzo della cannabis, che
sempre più si mostra come ineludibile.
Gli orfani della sinistra
rivoluzionaria hanno preferito invece
buttarla in cagnara per nascondere
il vuoto di idee che li affligge.
Ma ciò che lascia più basiti
e sconcertati - aggiunge Foti - è
stato l'intervento del senatore dei
5 Stelle (Pillon, dr.) che, per le tesi
espresse a favore della cannabis,
è diventato subito l'icona di
quei sinistri personaggi che, fino
a pochi istanti prima, avevano
contestato tutti e tutto». In sala, a tenere accesa la miccia
delle contestazioni, anche i militanti
di "Controtendenza", collettivo
autonomo piacentino.
«In Sant'Ilario - fa sapere uno di
loro - erano presenti 200 ragazzi
e anche di più riunitisi spontaneamente.
E' stato il segno che si
è passato il limite». Prosegue il
militante: «Siamo rimasti stupiti
dalla rapacità strumentale da
parte di politici di professione,
che non si sono fatti vergogna di
gettare una madre inconsapevole
in una situazione evidentemente
indifendibile. Questi politici
- hanno ribadito ieri i militanti
del collettivo - vengono a parlarci
di cosa uccide con tono moralista,
quando ogni giorno a causa
delle loro decisioni in
Parlamento centinaia di persone
muoiono affogate nel Mediterraneo.
Ci pare davvero un atteggiamento
perverso e intollerabile.
Brava la città di Piacenza che ha
reagito nell'unico modo possibile».
Libertà
