Rassegna Stampa

Pomodoro eccellente 'Ma dateci due dighe e lavoratori preparati'

Data: 16/02/2024

GALLIZIOLI: C'È BISOGNO DI MANODOPERA SPECIALIZZATA. GASPARINI: LA TERRA HA SETE

Lavoratore specializzato cercasi: è un avviso che potrebbe ripetersi centinaia di volte. Se Tomato World è anche questo, ovvero una due giorni a Piacenza Expo dove gli attori - produttori, industriali, organizzazioni di categoria e politici - si incontrano per fare il punto sulla filiera del pomodoro e sul settore agricolo in generale, non vanno disperse le parole di Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza: «È indiscutibile che la carenza di manodopera tecnica è il problema dei problemi, di cui ancora si parla poco». Ecco perché ieri mattina, per l'inaugurazione, non è sfuggita l'importanza della presenza del ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. Prima di prendere parte al convegno inaugurale e dopo essersi concesso ai giornalisti, il ministro ha speso il suo tempo fra gli espositori, intrattenendosi anche con l'onorevole Tommaso Foti, con il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini e con il presidente nazionale di Cna, Dario Costantini. Se la salute del comparto è buona, sul tavolo restano comunque problemi da risolvere. A tal proposito Gallizioli afferma che il territorio ha "fame" di lavoratori dalle svariate competenze. «Quello dei lavoratori specializzati è il problema del futuro - dice - credo infatti che gli imprenditori debbano essere accompagnati da aziende con manodopera qualificata». Una delle soluzioni può essere un maggiore investimento in formazione. « Da questo punto di vista abbiamo nel Piacentino istituti scolastici in grado di fare questo tipo di attività, nonché realtà come il Centro di formazione Vittorio Tadini, che sta realizzando una buona formazione professionale. Solo così facendo, l'agricoltura potrà svolgere quel ruolo primario che da sempre le compete». Il direttore di Coldiretti rimarca anche i temi che lo separano dalle scelte compiute dalla Comunità europea. «C'è un tipo di Europa green che non vogliamo - spiega - che parla appunto di green da una parte e dall'altra accetta accordi di libero scambio che non rispettano il principio di reciprocità». Il dialogo con la base associativa è per Gallizioli fondamentale. «Oggi questo dialogo lo facciamo in un contesto importante come Tomato World, dal momento che il pomodoro è il prodotto principe del nostro territorio e per tale ragione va valorizzato sempre di più. È al centro della nostra agricoltura unitamente ad altre eccellenze, e sono tante, che il sistema piacentina sa offrire». Anche per questo c'è chi sparge ottimismo. Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza, parla di un comparto forte e maturo, lo definisce «invidiabile per la modalità con cui definisce i prezzi e fa programmazione». Ma terminate le note liete anche lui vira sui problemi - «i soliti che denunciamo da sempre e che rischiano di aizzare le piazze» fra i quali c'è la terra e la sua "sete". Mette sotto la lente l'approvvigionamento idrico. « Nel nostro areale i fiumi sono classificati naturali, quindi abbiamo una difficoltà crescente a fare opere traverse. C'è necessità di nuove dighe, questa coltura ne ha bisogno due: in Valnure e in Valtrebbia». E anche Gasparini non le manda a dire alla Ue, parlando di «presidi» e non di « pesticidi», termine che spiega non essere più adatto ai tempi. « L'Europa impedisce l'uso di presidi - afferma - anche quelli più nobili. Ci sono presidi che oggi la tecnica mette a disposizione per proteggere le colture, sono sempre più ecocompatibili, per cui non capiamo il diniego riguardo al loro utilizzo. Gli operatori del settore hanno comunque dimostrato di essere capaci, anche senza politica, di trovare un equilibrio con gli industriali». «Ogni attentato che si fa a questo comparto è un delitto» chiude Gasparini. Tanto più se il comparto sta bene. Lo sottolinea Filippo Arata, presidente di Ainpo (Associazione interprovinciale produttori ortofrutticoli). « È stata un'annata positiva sia per chi produce sia per chi trasforma dice - ora dobbiamo procedere su questa linea, continuando a valorizzare il nostro prodotto, che è d'élite rispetto al resto del mondo». « I prezzi di oggi soddisfano entrambe le parti » continua Arata, ricordando come in passato i prezzi agricoli bassi abbiano fatto soffrire le aziende. « Mettendo insieme politici e tecnici del settore chiude - le giornate di Tomato World sono fondamentali, perché creano un cocktail capace di evidenziare i problemi e valutare le relative soluzioni». Pierluigi Arata, agricoltore piacentino, presidente di Asipo, una delle organizzazioni di produttori, concorda sulla buona riuscita della campagna del pomodoro e sulla salute della filiera, ponendo però l'attenzione «sull'importazione di un prodotto non certificato come il nostro, ottenuto con costi inferiori, ma che di inferiore ha anche la qualità».

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