Rassegna Stampa

Ponte Lenzino oggi alla Camera 'Il governo riveda il progetto'

Data: 08/04/2021

Interrogazione di Foti (Fd'I). Chiappa (Unione Commercianti): «Non si può relegare una terra all'immobilità». Oltre 1.500 "like" al comitato

Il comitato "Nuovo ponte Lenzino" sfiora le 1.500 adesioni sulla pagina Facebook. Ma l'onda di indignazione non è solo nella rete di Internet. Continuano infatti ad arrivare firme nei municipi per chiedere che i sindaci vengano ascoltati e che Anas e Soprintendenza facciano marcia indietro, stralciando il progetto del futuro viadotto sul tracciato di quello crollato il 3 ottobre per realizzarne uno completamente diverso, fuori da frane e curve, meno costoso. Una dietro l'altra si alzano le voci della valle e oggi questa storia di ritardi e costi lievitati finirà in commissione alla Camera, in un'interrogazione presentata dal deputato Tommaso Foti di Fratelli d'Italia. «Nonostante i roboanti proclami susseguitisi sin dal crollo di ponte Lenzino, lo stato del cantiere per il ponte provvisorio, nonché l'iter progettuale per quello definitivo, rappresentano una situazione tanto preoccupante quanto sconfortante», segnala il parlamentare. «Del commissario individuato per far fronte rapidamente all'emergenza, la cui designazione era stata subito annunciata, non vi è traccia di operatività. Quanto alla soluzione individuata dai competenti ministeri per la progettazione del ponte definitivo con la "benedizione" dell'allora ministra Paola De Micheli dal territorio è arrivata una sonora bocciatura. Il governo deve fare un passo di lato e riaprire una riflessione sulla progettazione del ponte definivo, il cui iter così come ora individuato si presenta purtroppo non breve, oltre che eccessivamente costoso, essendo fissata la data ipotetica di conclusione del progetto per febbraio 2022, per tacere della fattiva realizzazione del viadotto immaginata per il marzo 2023». 

A fianco del commercio 
Anche per Raffaele Chiappa, presidente di Unione Commercianti, non c'è più tempo da perdere: «Si scontrano ancora, per l'ennesima volta nella nostra provincia, le esigenze di dare alla cittadinanza strade e infrastrutture moderne, efficienti, al passo con i tempi, con quelle di chi invece, pur nel lodevole rispetto e nel nome delle storicità e tradizioni antiche, vorrebbe che tutto venisse ricondotto a un vincolo obbligatorio col passato, relegando il nostro territorio a sostanziale immobilita. Di fronte ai due progetti, quello del vecchio tracciato e quello che segue una direttrice più veloce, non si può che appoggiare quest'ultimo. La celerità del progetto è fondamentale per ritornare il prima possibile alla normalità. L'inevitabile ponte Bailey già in altre zone è finito per diventare una sorta di simbolo di precarietà indefinita, quando oggi tutte le attività della valle hanno invece bisogno di rassicuranti certezze».

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