Primo giorno di "scuola" per i 5 parlamentari piacentini. A Palazzo Madama e a Montecitorio è iniziata la XVIII legislatura, una giornata vissuta con emozione per gli eletti nel territorio di Piacenza, nonostante la situazione di stallo post 4 marzo. Gli Absolute beginners, per dirla con David Bowie, di questa tornata sono i leghisti Elena Murelli (Camera) e Pietro Pisani (Senato). "Entrare in Parlamento è emozionante, ma siamo stati subito catapultati nell'attività con il voto per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato". E' il primo commento dopo lo sbarco a Roma dei parlamentari leghisti piacentini, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani. Oggi, i due sono entrati nelle rispettive aule per la prima volta proprio per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. "Ho trovato una grande organizzazione alla Camera – ha spiegato Murelli – e oggi ho votato per la prima volta. Speriamo di arrivare a una decisione sulla presidenza. L'obiettivo è arrivare a un governo con Salvini premier". Murelli concentrerà la prima attività «"soprattutto su sanità, scuola e vaccini". Per Pisani, "il Palazzo visto dall'interno assomiglia molto all'opinione che di esso hanno i cittadini: un luogo blindato e distante dai bisogni dei cittadini. Comunque, i parlamentari sono vicini ai loro territori e starà appunto a noi portare dentro le richieste che arrivano dalle comunità locali". Pisani è già partito con l'attività: "Questa mattina ho firmato una interrogazione nei confronti delle dichiarazioni della brigatista rossa Barbara Balzerani (riferendosi alle persone uccise dai terroristi rossi aveva detto a Firenze che "c'è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere", ndr)". Ma il neo senatore non dimentica le proprie origini e promette di mettersi a lavorare "sulle necessità della collina e della montagna, per risolvere i problemi della viabilità e del dissesto idrogeologico". E Pisani, questa mattina, ha attirato l'attenzione dei media perché si è seduto vicino al senatore di origine nigeriana Tony Iwobi, 62 anni, eletto con la Lega a Bergamo nel proporzionale. Una coppia che non è sfuggita ai fotografi. Rieletto alla Camera, questa volta nelle fila di Liberi e Uguali, è l'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani. Riconfermata in parlamento anche Paola De Micheli (Pd), commissario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto in Centro Italia. "Oggi è il primo giorno della nuova legislatura alla Camera dei deputati – scrive De Micheli su Facebook -. Al mio terzo mandato in Parlamento, questa volta sento ancora più grande sulle mie spalle il peso della fiducia che mi avete concesso". "Varcare questa porta per prendere posto nell'emiciclo insieme ai colleghi deputati del Partito Democratico è stato emozionante". "Emozionante perché la democrazia è fatta delle persone che la fanno vivere, non mi risparmierò per onorare il compito che mi avete dato". Per Tommaso Foti (FdI) quello a Montecitorio è un ritorno, dopo 5 anni di assenza. "Mi ha fatto molto piacere incontrare il personale della Camera che ho avuto modo di conoscere bene nei miei 17 anni di attività parlamentare – racconta -, così come è stato bello incontrare nuovamente colleghi, anche di altri schieramenti politici, con cui ho avuto modo di stringere rapporti personali, al di là della diversità di vedute, come spesso accade quando, come oil sottoscritto, si partecipa ai lavori delle commissioni". "Ma quello che noto, in questa legislatura, è che c'è stato un bel ricambio all'interno del Parlamento. Ci sono molti volti nuovi, molte matricole" dice l'esponente di Fdi.
Al via la nuova legislatura, la XVIII della Repubblica italiana: Camera e Senato tengono la loro prima seduta di insediamento e per l'elezione dei rispettivi presidenti. Presenti anche gli eletti di Piacenza: Pietro Pisani (Lega) al Senato, Paola De Micheli (Pd), Elena Murelli (Lega), Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) e Pierluigi Bersani (LeU) alla Camera. Il Senato è stato convocato alle 10 e 30. I punti all'ordine del giorno sono la costituzione dell'ufficio di presidenza provvisorio; la convocazione della giunta provvisoria per la verifica dei poteri e l'elezione del presidente. L'elezione si svolgerà con votazione a scrutinio segreto e sarà eletto presidente chi raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza nemmeno con un secondo scrutinio, si procederà, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il senato procederà nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e verrà proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. Lo spoglio delle schede votate sarà pubblico e avverrà in aula. A presiedere la seduta il senatore a vita Giorgio Napolitano, il senatore più anziano d'età. La Camera dei Deputati è convocata alle 11 per la prima seduta, che all'ordine del giorno prevede l'elezione dei presidenti delle assemblee; poi la costituzione dei gruppi parlamentari e quindi i componenti dell'ufficio di presidenza. L'elezione del presidente della Camera avrà luogo con scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti della camera. Dal secondo scrutinio sarà richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti. La votazione si svolge mediante l'appello dei deputati che, una volta ricevuta la scheda di voto, la compileranno nelle apposite cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del governo e la deporranno nelle urne. La seduta sarà comunque unica anche se la sua durata dovesse protrarsi per più di un giorno. A presiedere l'adunanza Roberto Giachetti (Partito Democratico) essendo il più anziano dei vicepresidenti della Camera rieletti della scorsa legislatura. Da quando saranno eletti i presidenti delle due Camere, il presidente del consiglio uscente, Paolo Gentiloni potrà salire al Quirinale per dimettersi: resterà comunque in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all'incarico del nuovo premier. Si aprirà la fase delle consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione dell'esecutivo. Il capo dello Stato ha due opzioni: incarico esplorativo (se non è chiara una maggioranza) o incarico pieno per formare il nuovo governo. Dopo l'incarico al nuovo presidente del consiglio e la fiducia dei due rami del parlamento, il governo potrà cominciare il suo lavoro e alla camera e al senato verranno costituite le Giunte, le Commissioni permanenti, quelle di vigilanza e controllo, oltre alle eventuali Commissioni d'inchiesta per l'avvio effettivo dei lavori.
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