Il distaccamento della Valtrebbia dal primo gennaio non sarà più sede disagiata. Non più possibili 24 ore di lavoro e 72 di riposo
Stato di agitazione indetto dal coordinamento regionale Fp-Cgil dei vigili del fuoco per protestare contro il cambiamento di status della caserma di Bobbio, oltre che di quelle di Castelnovo ne' Monti (Reggio Emilia) e Vergato (Bologna). Dal primo gennaio 2024 il distaccamento della Valtrebbia non sarà più considerato una sede disagiata e, di conseguenza, cambierà l'organizzazione dei turni. Se oggi a Bobbio il personale effettua un orario di lavoro di 24 ore di servizio seguite da 72 di riposo, dal prossimo anno la turnazione sarà equiparata a quella delle sedi non disagiate (nella nostra provincia ci sono caserme a Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni): 12 ore di lavoro diurno, 24 ore di riposo, 12 ore di lavoro notturno seguite da 48 ore di riposo. «Il risultato sarà che la caserma di Bobbio risulterà meno attrattiva e sarà più difficile trovare personale proveniente da fuori regione disposto a rimanere in servizio per periodi superiori al minimo richiesto - spiega Giovanni Molinaroli, coordinatore provinciale di Fp-Cgil per i vigili del fuoco -. Oltre ai disagi per i vigili, ci sarà un maggiore ricambio e la presenza di un minore numero di persone che conosce approfonditamente il territorio dove opera. E in un contesto montano come quello di Bobbio questo sarà un grosso handicap ». Molinaroli spiega che i sindacati hanno coinvolto anche i politici locali nel tentativo di far pressioni ai vertici del corpo. «Abbiamo consegnato un documento ai nostri parlamentari, Tommaso Foti, Elena Murelli e Paola De Micheli, ma nemmeno loro sono stati ascoltati». Il cambio di status del distaccamento sarebbe da attribuire ad alcuni parametri che escludono Bobbio dalle sedi disagiate: tra questi, un'altitudine di almeno 600 metri e una distanza dal comando di 45 chilometri. «Posto che la caserma di Bobbio è sotto i 600 metri ma tutto attorno le montagne sono ben più alte e che la distanza dalla caserma di Piacenza è di 43 chilometri, la nostra richiesta è una proroga di due anni per poter poi discutere i parametri col nuovo contratto. Ci vuole un po' di elasticità. Non si possono applicare dei criteri rigidi senza guardare con attenzione caso per caso» . Rincara la dose Alessandro Monari, coordinatore regionale Fp-Cgil: «Cambiando orario, si corre il rischio di perdere la gran parte del personale esperto dei territori di competenza, delle zone montane in cui si effettuano spesso interventi di soccorso in ambiente impervio e montano, in particolare durante la stagione invernale. I comandi provinciali da cui dipendono le sedi interessate vedrebbero raddoppiare il numero di spostamenti per raggiungere i distaccamenti da parte del personale con incremento di spese di carburante, usura dei veicoli, aumento di rischio di infortuni e incidenti legati alla circolazione».
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