Rassegna Stampa

Pungolo bipartisan 'Distribuire subito i fondi del governo'

Data: 02/06/2020

ARRIVATI I 6,4 MILIONI DI EURO LA SINDACA VENERDÌ ASCOLTA IL TAVOLO SOCIO-ECONOMICO

Correre, correre, correre. Distribuire il più in fretta possibile le risorse ai cittadini più colpiti dalla crisi da coronavirus. La discussione sul bilancio consuntivo 2019 - approvato dalla maggioranza con l'astensione dell'opposizione - ha fornito l'assist alle forze politiche per far salire un nuovo appello ad accorciare i tempi di risposta ai drammatici effetti del lockdown in una delle città italiane più falcidiate dall'emergenza sanitaria. Anche perché ieri in consiglio comunale l'assessore al bilancio Paolo Passoni ha dato notizia che il bonus straordinario di 6,4 milioni di euro promesso dal governo è stato stanziato. E' arrivato a Palazzo Mercanti venerdì scorso. E nonostante il controcanto di Nicola Domeneghetti (Fdi) che minimizzandone la portata («Fanno 58 euro a piacentino, quando crollò il ponte sul Po l'allora governo di centrodestra ne stanziò 50 tramite Anas, perciò mi auguro che ben altri soldi arrivino da Roma») ha sollevato la piccata reazione di Pd («Allora restituiamoli quei 6,4 milioni, e che senso ha citare il ponte? Era forse una pandemia che ha colpito tutta l'Italia?») e M5s («Sterili calcoli ragionieristici, questi fondi intanto sono arrivati e non era scontato»), la soddisfazione è stata trasversale. Centrodestra compreso, in primis Antonio Levoni (Liberali Piacentini): «Dal governo soldi concreti che possiamo spendere domani mattina, credo che sia la prima volta quindi onore al merito, a partire da chi ha sensibilizzato le alte sfere quindi il nostro sindaco». E se Fdi ha rivendicato, con Giancarlo Migli, che i «6,3 milioni sono arrivati per merito dell'ordine del giorno del nostro deputato (Tommaso Foti, ndr) accolto dal governo», è stata la sindaca Barbieri a scongiurare il venir meno del clima bipartisan sulla ricostruzione post Covid rimarcando lo spirito di squadra con cui per quel bonus si è lavorato: «C'erano altri territori a chiedere risorse straordinarie, ma giocando di sponda a tutti i livelli siamo riusciti a finirci noi tra le città beneficiate». L'esortazione a fare presto nell'erogazione di risorse che sono a fondo perduto è stata corale: dal leghista Carlo Segalini («Vanno aiutati nel miglior modo i Piacentini che ne hanno bisogno: penso alle famiglie che con le scuole chiuse hanno avuto l'onere dei figli a carico tutto il giorno, penso a commercianti, bar, ristoranti, artigiani, oberati dalla tassa rifiuti») a Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune («Dare risposte a quanti stanno soffrendo»), da Sergio Pecorara (gruppo misto) e il forzista Francesco Rabboni («Aiutare prima chi ha più bisogno») a Gianluca Bariola (Piacenza del futuro) che ha indicato le difficoltà delle scuole paritarie, dai dem Stefano Cugini, Christian Fiazza e Giulia Piroli («Definiamo le priorità in modo serio, i cittadini devono cominciare a vedere la mano dell'amministrazione che eroga ossigeno, occorre progettare nuove politiche di welfare») ai cinquestelle Sergio Dagnino e Andrea Pugni («La sfida è la capacità di spenderli i soldi, la nostra idea è far ripartire la macchina del lavoro e incentivi al sociale e alle misure ambientali»), da Roberto Colla (Piacenza Oltre) che ha ammonito dalla reazione arrabbiata dei cittadini se non vedessero risposte a Domeneghetti che al «rubinetto del welfare che eroga miseria» antepone la «salvaguardia delle aziende» e il finanziamento delle opere pubbliche. La linea di azione che ha riscosso più successo è quella indicata da Massimo Trespidi (Liberi). Su tre tappe: entro il 30 giugno dare mandato alla giunta di riversare in spesa corrente i 6,4 milioni del governo, «possiamo decidere di destinarne una tranche sul sociale a chi più ha bisogno e un'altra su artigiani e piccoli commercianti, ma lavorando anche a una riduzione della Tari» (tassa rifiuti); per fine luglio, quando, diminuendo gli attuali margini di incertezza, il Comune avrà numeri più stabili sulle risorse in cassa, una variazione di bilancio con altre misure di aiuto; infine, per il 30 settembre, un'ultima manovra contabile «dove destinare una parte dell'avanzo di bilancio 2019 che ha 1,5 milioni di euro disponibile per investimenti e 8,1 milioni per spesa corrente: quanto resterà sul tavolo di queste risorse servirà per finanziare ulteriori progetti o iniziative da costruire sulla base delle indicazioni della commissione consiliare Sviluppo economico» che giovedì scorso ha fatto il suo debutto con per oggetto la ricostruzione post Covid. Nel dibattito è balzata evidente agli occhi l'altalena di accenti tra welfare (centrosinistra e M5s) e sviluppo economico (centrodestra). La sindaca la vede così: «Abbiamo concordato che, per evitare di buttare i soldi in iniziative magari anche significative ma non davvero emergenziali, è bene sentire le categorie economiche. Venerdì prossimo presenteranno il loro documento ai parlamentari, ai consiglieri regionali e provinciali, e sarà quello il momento di sintesi per conoscere le situazioni di crisi. Priorità al sociale o alla ripartenza economica? Con l'assessore Passoni stiamo lavorando su questa idea: se gli imprenditori dicessero che si devono dare aiuti a chi prosegue l'attività garantendo i posti di lavoro, io penso che sia già una bella prospettiva per il nostro territorio perché è l'occupazione a far portare a casa ciò che serve alle famiglie. E lo stesso vale per il welfare: costruiamo i percorsi per ritrovare un impiego o un'abitazione che non ci sono più, destiniamo risorse su iniziative da progettare contando magari anche sui fondi di altri soggetti. Confrontiamoci insieme partendo dall'ascolto degli operatori, sono sicura che così ci arriveremo».

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