ARRIVATI I 6,4 MILIONI DI EURO LA SINDACA VENERDÌ ASCOLTA IL TAVOLO SOCIO-ECONOMICO
Correre, correre, correre. Distribuire il più in fretta possibile le risorse ai cittadini più colpiti dalla crisi da coronavirus. La discussione
sul bilancio consuntivo 2019 - approvato dalla maggioranza con
l'astensione dell'opposizione - ha
fornito l'assist alle forze politiche
per far salire un nuovo appello ad
accorciare i tempi di risposta ai
drammatici effetti del lockdown in
una delle città italiane più falcidiate dall'emergenza sanitaria. Anche
perché ieri in consiglio comunale
l'assessore al bilancio Paolo Passoni ha dato notizia che il bonus
straordinario di 6,4 milioni di euro
promesso dal governo è stato stanziato.
E' arrivato a Palazzo Mercanti venerdì scorso. E nonostante il controcanto di Nicola Domeneghetti
(Fdi) che minimizzandone la portata («Fanno 58 euro a piacentino,
quando crollò il ponte sul Po l'allora governo di centrodestra ne stanziò 50 tramite Anas, perciò mi auguro che ben altri soldi arrivino da
Roma») ha sollevato la piccata reazione di Pd («Allora restituiamoli
quei 6,4 milioni, e che senso ha citare il ponte? Era forse una pandemia che ha colpito tutta l'Italia?») e
M5s («Sterili calcoli ragionieristici,
questi fondi intanto sono arrivati e
non era scontato»), la soddisfazione è stata trasversale. Centrodestra
compreso, in primis Antonio Levoni (Liberali Piacentini): «Dal governo soldi concreti che possiamo
spendere domani mattina, credo
che sia la prima volta quindi onore
al merito, a partire da chi ha sensibilizzato le alte sfere quindi il nostro sindaco». E se Fdi ha rivendicato, con Giancarlo Migli, che i «6,3
milioni sono arrivati per merito
dell'ordine del giorno del nostro deputato (Tommaso Foti, ndr) accolto dal governo», è stata la sindaca
Barbieri a scongiurare il venir meno del clima bipartisan sulla ricostruzione post Covid rimarcando
lo spirito di squadra con cui per
quel bonus si è lavorato: «C'erano
altri territori a chiedere risorse
straordinarie, ma giocando di sponda a tutti i livelli siamo riusciti a finirci noi tra le città beneficiate».
L'esortazione a fare presto nell'erogazione di risorse che sono a fondo
perduto è stata corale: dal leghista Carlo Segalini («Vanno aiutati nel
miglior modo i Piacentini che ne
hanno bisogno: penso alle famiglie
che con le scuole chiuse hanno
avuto l'onere dei figli a carico tutto
il giorno, penso a commercianti,
bar, ristoranti, artigiani, oberati dalla tassa rifiuti») a Luigi Rabuffi di
Piacenza in Comune («Dare risposte a quanti stanno soffrendo»), da
Sergio Pecorara (gruppo misto) e il
forzista Francesco Rabboni («Aiutare prima chi ha più bisogno») a
Gianluca Bariola (Piacenza del futuro) che ha indicato le difficoltà
delle scuole paritarie, dai dem Stefano Cugini, Christian Fiazza e Giulia Piroli («Definiamo le priorità in
modo serio, i cittadini devono cominciare a vedere la mano dell'amministrazione che eroga ossigeno,
occorre progettare nuove politiche
di welfare») ai cinquestelle Sergio
Dagnino e Andrea Pugni («La sfida
è la capacità di spenderli i soldi, la
nostra idea è far ripartire la macchina del lavoro e incentivi al sociale e
alle misure ambientali»), da Roberto Colla (Piacenza Oltre) che ha
ammonito dalla reazione arrabbiata dei cittadini se non vedessero risposte a Domeneghetti che al «rubinetto del welfare che eroga miseria» antepone la «salvaguardia delle aziende» e il finanziamento delle opere pubbliche.
La linea di azione che ha riscosso
più successo è quella indicata da
Massimo Trespidi (Liberi). Su tre
tappe: entro il 30 giugno dare mandato alla giunta di riversare in spesa corrente i 6,4 milioni del governo, «possiamo decidere di destinarne una tranche sul sociale a chi più
ha bisogno e un'altra su artigiani e
piccoli commercianti, ma lavorando anche a una riduzione della Tari» (tassa rifiuti); per fine luglio,
quando, diminuendo gli attuali
margini di incertezza, il Comune
avrà numeri più stabili sulle risorse in cassa, una variazione di bilancio con altre misure di aiuto; infine,
per il 30 settembre, un'ultima manovra contabile «dove destinare
una parte dell'avanzo di bilancio
2019 che ha 1,5 milioni di euro disponibile per investimenti e 8,1 milioni per spesa corrente: quanto resterà sul tavolo di queste risorse servirà per finanziare ulteriori progetti o iniziative da costruire sulla base delle indicazioni della commissione consiliare Sviluppo
economico» che giovedì scorso ha
fatto il suo debutto con per oggetto
la ricostruzione post Covid.
Nel dibattito è balzata evidente agli
occhi l'altalena di accenti tra welfare (centrosinistra e M5s) e sviluppo
economico (centrodestra). La sindaca la vede così: «Abbiamo concordato che, per evitare di buttare i
soldi in iniziative magari anche significative ma non davvero emergenziali, è bene sentire le categorie
economiche. Venerdì prossimo
presenteranno il loro documento
ai parlamentari, ai consiglieri regionali e provinciali, e sarà quello il
momento di sintesi per conoscere
le situazioni di crisi. Priorità al sociale o alla ripartenza economica?
Con l'assessore Passoni stiamo lavorando su questa idea: se gli imprenditori dicessero che si devono
dare aiuti a chi prosegue l'attività
garantendo i posti di lavoro, io penso che sia già una bella prospettiva
per il nostro territorio perché è l'occupazione a far portare a casa ciò
che serve alle famiglie. E lo stesso
vale per il welfare: costruiamo i percorsi per ritrovare un impiego o
un'abitazione che non ci sono più,
destiniamo risorse su iniziative da
progettare contando magari anche
sui fondi di altri soggetti. Confrontiamoci insieme partendo
dall'ascolto degli operatori, sono sicura che così ci arriveremo».
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