CASTELNOVO MONTI
Nuovo governo, nuovi orientamenti anche sui punti nascita: la risoluzione sottoscritta dal capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti, e approvata nei giorni scorsi dalla Commissione Affari Sociali, «costituisce un primo significativo passo che sollecita le Regioni ad attivarsi per la riapertura dei punti nascita che non raggiungano i 500 parti all'anno e che impegna il Governo a consentirla anche attraverso l'adozione di nuovi ed appositi criteri operativi». Il capogruppo Foti (FdI) chiama in causa la Regione che, in un comunicato stampa datato 24 gennaio2020, annunciava «la riattivazione dei punti nascita di Alto Reno Terme (Bo), Pavullo (Mo), Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro (Pr), chiusi nel 2017 nonostante le continue richieste di deroga, non accolte, ad oggi non ancora operativi». Questo si legge nella premessa della risoluzione sottoscritta dal capogruppo alla Camera di Fratellid'Italia, Tommaso Foti, e approvata nei giorni scorsi dalla Commissione. Nell'atto parlamentare sievidenzia altresì che lo stop imposto ai punti nascita si deve soprattutto ad aspetti economici, ma che utilizzare il solo indice numerico dei 500 parti all'anno appare, oggi più che mai, riduttivo e non appropriato. Diversi gli impegni rivolti al Governo, che dovrà prendere in considerazione nuovi elementi tra cui«nuovi protocolli di sicurezza volti a garantire elevati standard operativi, tecnologici e di sicurezza dei punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui per i quali vengano avanzate richieste di mantenimento delle loro attività da parte delle Regioni e Province autonome, in deroga all'accordo Stato-Regioni». Nella risoluzione c'è l'invito al Governo a considerare, per l'attivazione e mantenimento del punto nascita, la posizione geografica, con particolare riguardo alle zone disagiate».
Resto del Carlino Reggio Emilia
