Rassegna Stampa

Ronde islamiche (?) La realta' stravolta

Data: 07/07/2025

Lettera aperta al quotidiano Libertà del consigliere comunale di Piacenza Stefano Cugini.

Basito, esterrefatto dall'assenza di scrupoli con cui si stravolge la realtà dei fatti e dalla spregiudicatezza con cui, a seconda dei contesti, si elevano o si accolgono inviti ad abbassare i toni e si getta nel mentre benzina sul fuoco. Frustrato dai commenti social, dove pregiudizio e trivialità vanno a braccetto in uno sfogatoio senza regole e speranza. Lo stupore nell'aver letto di "ronde islamiche" a Piacenza mi ha imposto qualche giorno di silenzio, per riordinare le idee. Dicono di contare fino a cento, peccato che lo scoramento che provo, invece di affievolirsi, monta col passare delle ore. Lunedì 30 giugno ero presente alla riunione in sala Giunta con i rappresentanti della Comunità islamica, insieme agli altri capigruppo, a Sindaca, vice Sindaco e Presidente del Consiglio comunale. Sono testimone diretto delle parole di ognuno degli intervenuti che, posso garantire, sono state inequivocabili, al pari delle posizioni. Come ciò abbia poi potuto tracimare in allarmismi rilanciati su scala nazionale, è fuori dalla portata di chi usa un minimo di senno. C'è chi ha scomodato la "polizia islamica", chi si è spinto alla presunta volontà di "imporre la sharia sul territorio". Uno scomposto blaterare, figlio di ignoranza e, temo, calcolo; risultato di un sentito dire ridotto al lumicino che evidentemente è bastato alla sentenza. Ho atteso lo stesso sconcerto per le "ronde dei patrioti" a Bologna, quelli con le magliette nere con tanto di teschio simbolo dalle SS. Niente da fare, patriottico silenzio. Tornando all'incontro, concordi sull'emergenza in essere, da addetto di quella branca del sociale che ogni giorno vede educatori, pedagogisti, psicologi impegnati con i problemi della minore età, specie quella più ai margini, ho condiviso il diffuso sentire che la dimensione socio-educativa, anche per mancanza di risorse pubbliche, è a oggi l'approccio più complicato verso i problemi giovanili, da un po' liquidati come fenomeno "maranza". Ho proposto alle comunità migranti di uscire dalle zone di confort, per evitare il rischio ghettizzazione, con un impegno civico non limitato ai loro spazi di aggregazione. Nessuno sul momento ha obiettato questa visione. Negli anni, tra l'altro, forze politiche molto lontane dal mio pensare, hanno lamentato proprio una presunta chiusura, in luoghi e condizioni dove non sarebbe chiaro cosa avviene e quali pensieri si diffondono. Serve prevenzione, oltre al contenimento e alla deterrenza in capo alle forze dell'ordine e a nessun altro. Proprio in funzione di alcune sottolineature, anche piuttosto rudi, rispetto ai giovani delinquenti che, per dirla spiccia, sarebbero in gran parte musulmani, è emerso che un approccio educativo anche - e non solo - di chi rappresenta la loro confessione potrebbe magari aumentare l'efficacia dell'aggancio. Eccolo il solo significato della c.d. "leva religiosa". Ebbene, l'invito è stato accolto in poche ore. E' stata data la disponibilità a ingaggiarsi volontariamente, in una logica di rete con le realtà che già operano sul territorio oltre, ovviamente, alle istituzioni locali, a partire da S.E. il Vescovo. Una generosità chiara, alla luce del sole, che forse ha spiazzato, togliendo un facile bersaglio a certa propaganda. Si è montato un caso sul nulla, stravolgendo il concetto di cittadinanza attiva in modo volgare. Ora, sperando di aver rimesso un po' in asse il dato di realtà, faccio miei gli inviti della Sindaca Tarasconi e pure del Ministro Foti. Sulla sicurezza e il disagio bisogna lavorare tutti insieme, con la difficile maturità di chi capisce quando certi steccati vanno superati in nome di un interesse più alto e più urgente. Da piacentini, senza un noi e un loro. PS. Sottoscrivo ogni parola della risposta data qualche giorno fa all'ex consigliere comunale Saccardi che, come inquisitore, è riuscito a superare persino Bernardo Gui.

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