Rassegna Stampa

Santissima Trinita' 'Fare il campanile non e' impossibile'

Data: 19/02/2024

Oltre alla torre da 60 metri manca il parcheggio interrato da 500 posti. Ponzini: «Costerebbe la metà di piazza Cittadella»

«Mi raccomando ... che il campanile non sia sotto i sessanta metri». Così monsignor Antonio Tagliaferri, qualche mese prima di quel 2009 in cui terminò la sua vita terrena, mise nelle mani - dal punto di vista tecnico - di Carlo Ponzini, architetto amico e parrocchiano fedele, il completamento della Santissima Trinità. Un desiderio la cui realizzazione, soprattutto per i costi, sembra quasi impossibile. Tuttavia oggi, a 15 anni dalla morte del parroco fondatore, c'è un elemento in più. Simbolico, certo. Ma c'è. La salma di monsignor Tagliaferri da sabato riposa in un sepolcro di marmo all'ingresso della chiesa superiore. Un onore che si concede ai parroci fondatori e a pochi altri ecclesiastici quello di essere sepolti per sempre nella propria chiesa. Monsignor Tagliaferri riuscì, contro ogni previsione logica, a realizzare a Piacenza il progetto del Tempio per la Fraternità Universale donatogli dal suo ideatore, l'architetto piacentino Mario Bacciocchi e previsto in un primo momento dall'Onu come sacrario di Redipuglia. Allo stato attuale, del progetto originario sono realizzati - dall'architetto Ponzini - gli edifici della chiesa, della canonica, del cinema, della scuola materna, con l'aggiunta dell'oratorio (ai tempi di monsignor Riccardo Alessandrini). Mancano all'appello altri due elementi "iconici". Il campanile di 60 metri e la piazza con giardino pensile sotto il quale è previsto un parcheggio da 500 posti auto. «La chiesa superiore si affaccerebbe su un unico grande piazzale (da via Manfredi alla scuola materna di via Dante) decorato da fontane e giardini pensili». Pensili, perché rispetto all'attuale piano di via Manfredi, il piazzale è stato previsto a un'altezza di un metro e 70. «Sotto - prosegue Ponzini -, con ingresso da via Dante, era previsto un parcheggio multipiano, sempre secondo l'idea di Bacciocchi che non lo aveva però progettato ma ne aveva dato solo indicazione ». Il progetto vero e proprio lo realizzò Ponzini tra il 1998 e il 2002, ai tempi della giunta Guidotti. «Se ne interessò l'allora vice sindaco Tommaso Foti» ricorda l'architetto. Monsignor Tagliaferri aveva trovato come alleato monsignor Pietro Casella, parroco di Sant'Eufemia, che aveva a sua volta contattato un'impresa (Riva) pronta a realizzare l'opera. «Don Antonio non si era mai arreso al non vedere terminata la sua chiesa - osserva Ponzini -. Voleva che il progetto fosse completato, magari anche dopo la sua morte, ma che fosse completato». L'altro elemento mancante è il campanile. «Aveva addirittura pensato di farlo realizzare dalla Tim o dalla Vodafone - svela l'architetto - che allora stavano installando le antenne per la telefonia cellulare sulle sommità dei palazzi. Era disponibile a ospitarle in cima al campanile a pat-to che le due società di telefonia decidessero di realizzare la torre». Il campanile era previsto sulla sinistra, guardando la facciata della chiesa, in uno spazio tuttora lasciato libero allo scopo, davanti all'ingresso dell'oratorio. Avrebbe dovuto avere una base di 60 metri quadrati, a sezione rettangolare costante, con concerto di campane sulla sommità. Qui, oltre all'indicazione dell'architetto Bacciocchi, non esiste un progetto vero ma solo uno studio di fattibilità di massima realizzato dall'ingegner Francesco Scaravaggi, durante lo studio per l'impatto della canonica. «Oggi come oggi il progetto originario riadattato è tranquillamente realizzabile non ha dubbi Ponzini come anche lo stesso Scaravaggi -. Gli elementi mancanti sono tutti fattibili. Gli spazi li abbiamo tenuti. Il tema vero è quello dei finanziamenti. Per il parcheggio servirebbero sei, sette milioni di euro, per il campanile un al-tro milione, milione e mezzo. Si tratta naturalmente solo di una stima. « Il tema secondo me - è convinto Ponzini - è di capire che cosa si vuol fare in città. In piazza Cittadella si spendono diversi milioni per un parcheggio da 250 posti. Se, nell'economia generale, per un parcheggio da 500 posti in via Manfredi che costerebbe la metà di piazza Cittadella ci fosse un interesse, secondo me si potrebbe fare e sarebbe compatibile con un piano di sostenibilità».

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