Rassegna Stampa

Scintille in commissione sul cartellone degli ospiti e' lite Soresi-organizzatori

Data: 09/07/2026

La consigliera: «Il Festival del pensiero unico». La replica: «Scelti criteri oggettivi»

Pier Paolo Tassi

PIACENZA

● «Si è persa per l'ennesima volta un'occasione: più che un festival del pensare contemporaneo a me sembra il festival del pensiero unico».

Ad accendere la miccia che innesca un serrato botta e risposta in commissione 3 è la consigliera Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d'Italia. Il suo intervento, dopo quasi un'ora di presentazione della quarta edizione del Festival da parte degli organizzatori, cambia il clima fino a quel momento tranquillo nell'aula consiliare di Palazzo Mercanti. L'accusa all'amministrazione e agli organizzatori è di aver privilegiato, nella scelta degli ospiti, profili caratterizzati da una forte connotazione «anti-fascista e immigrazionista ». Ma il suo non è che il preambolo a quella che appare come una sorta di "lista di proscrizione" formulata pochi istanti dopo. In successione, Soresi cita il cantautore Vasco Brondi, la cantante Levante, la conduttrice Serena Dandini, poi l'intellettuale Michela Marzano, i registi Gabriele Vacis e Giorgio Diritti come quintessenze di un'ideologia monodirezionale e a lei evidentemente sgradita. Nel calderone, finisce poi anche Renza Malchiodi, ex segretaria cittadina del Pd, che però relatrice al Festival non sarà, pur ricoprendo la carica di direttrice di produzione del Festival.

Quanto basta per incassare i primi distinguo: Massimo Trespidi (civica di centrodestra) si smarca dalle parole della consigliera di opposizione, sottolineando come il festival «debba essere occasione di confronto ma anche di provocazione»: la sensibilità dell'altro – dice «deve essere un valore se si vuole costruire una comunità. Pertanto, sebbene ci siano cose in questo festival che mi piacciono e altre meno, sarò ben sicuro che seguirò per di più le seconde, proprio per confrontarmi con ciò che non conosco». Poi sono gli stessi organizzatori del festival a replicare. Andrea Colamedici (direzione filosofica del festival), in particolare, commenta piccato: « Non c'è alcun pensiero unico. Oltre al ministro Tommaso Foti (FdI) che invitammo sul palco l'anno scorso, quest'anno ci saranno l'ex capo della polizia Franco Gabrielli, e il sottosegretario di Stato alla cultura Giampiero Cannella. Un parterre di personaggi pubblici che spazia dunque tra «liberali, conservatori, progressisti», in una parola «persone che abitano la democrazia». Certo -conclude – «emergerà anche il tema della Resistenza che però non dovrebbe dividere e mi stupirei se così non fosse».

Nella scelta degli ospiti – integra il curatore Alessandro Fusacchia - «seguiamo criteri oggettivi e un metodo: cerchiamo persone innanzitutto capaci di dialogare e con spiccata onestà intellettuale ». Insomma, non certo selezionati sulla base di una presunta appartenenza politica. «Così non fosse non avremmo certo invitato Michael Tsur, avvocato israeliano incaricato di negoziare il rilascio degli ostaggi di Hamas dopo l'attentato del 7 ottobre 2023, prima di congedarsi in polemica con il premier Netanyahu». Alla fine, a intervenire per commentare le parole di Soresi è anche la sindaca Tarasconi. «Se la consigliera ha suggerimenti per ospiti da portare al festival secondo lei più interessanti, si faccia avanti. C'è tutta la possibilità di parlare, confrontarsi, fare proposta e provare a vedere se quelle persone sono interessate. Mi dispiace che si parli però di "pensiero unico" perché sulle cose belle per la città si potrebbe tentare di dare una lettura a 360 gradi ». La stessa su cui insiste Tiziana Albasi, presidente di commissione: « Molti di noi insistono sul pensiero critico, che guida all'indipendenza della persona. Perciò a maggior ragione dovremmo essere contenti del fatto che tanti studenti parteciperanno a questa bella occasione di confronto». Mentre Stefano Perrucci, pur condividendo «l'apprezzabile attenzione rivolta alle giovani generazioni, si chiede infine «come il Festival intenda consolidare una rete stabile con associazioni culturali, scuole, università e realtà economiche locali affinché il patrimonio di idee e relazioni della 4 giorni di settembre si possa trasformare in un'eredità permanente della città anche alla luce della candidatura a capitale della cultura nel 2033».

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