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Sicurezza in citta' Tarasconi-Piantedosi ecco i primi contatti

Data: 04/07/2025

Intanto è stato fissato per martedì l'incontro istituzionale in prefettura anche col vescovo

A Piacenza resta alta la tensione e, con essa, l'attenzione delle istituzioni dopo gli episodi di violenza che hanno scosso la città nell'ultima settimana. Una serie di scontri e risse hanno sollevato preoccupazione crescente tra cittadini, amministratori e forze politiche. Una situazione che ha spinto la sindaca Katia Tarasconi a chiedere formalmente un incontro al Ministero dell'Interno per affrontare con urgenza il tema sicurezza. Secondo quanto trapelato, ci sarebbero già stati i primi contatti con lo staff del ministro Matteo Piantedosi. A facilitare il dialogo sarebbe stata anche l'intercessione del ministro piacentino Tommaso Foti, che si è speso per accelerare il confronto istituzionale. L'ipotesi che prende forma è quella di un incontro diretto tra la sindaca e il titolare del Viminale, con la possibilità – non esclusa – che lo stesso Piantedosi possa effettuare una visita a Piacenza nelle prossime settimane. Al centro della richiesta avanzata dalla prima cittadina c'è la necessità di un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine sul territorio. «Serve un impegno straordinario per una fase straordinaria » avrebbe ribadito Tarasconi, sottolineando che quanto sta accadendo negli ultimi giorni non può essere derubricato a episodi isolati o marginali, ma rappresenta un segnale d'allarme da cogliere con lucidità. L'obiettivo è aumentare l'organico e le risorse a disposizione per fronteggiare una situazione che – a detta di molti – rischia di sfuggire di mano. La sindaca e i capigruppo, nei giorni scorsi, hanno anche incontrato i rappresentanti della comunità islamica locale. A seguito di quel confronto, è stato promosso un tavolo di confronto che coinvolgerà anche il prefetto di Piacenza, al quale prenderanno parte sia i referenti della comunità musulmana che il vescovo Adriano Cevolotto. L'incontro è previsto per martedì prossimo, in prefettura, e si inserisce nel solco della linea tracciata dal consiglio comunale, che lunedì aveva auspicato un'azione coordinata tra istituzioni civili e religiose per arginare l'escalation di tensione sociale. Un'attenzione che riguarda non solo l'ordine pubblico, ma anche la tenuta del tessuto sociale e il rapporto con le comunità straniere, sempre più al centro del dibattito pubblico. Il rischio, secondo molti amministratori, è che i recenti fatti di cronaca inneschino dinamiche pericolose di chiusura, stigmatizzazione o contrapposizione, quando invece sarebbe necessario un lavoro capillare su prevenzione, educazione e convivenza. Il confronto a più livelli – comunale, prefettizio, ministeriale – punta dunque a definire una strategia complessiva, che tenga conto sia della necessità di un presidio rafforzato del territorio, sia dell'urgenza di intervenire sulle cause profonde del disagio giovanile e del degrado urbano.

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