L'assessore Donini ne ha parlato con il direttore generale. L'equivoco sul termine "sorveglianza sanitaria" e il ruolo medico
Ha vissuto un giorno solo. E' stato rapidamente ritirato e verrà riformulato il bando pubblicato
dall'Ausl sul suo sito per reclutare
laureati, ma pure studenti al secondo anno di discipline biomediche,
in grado di svolgere da remoto attività di triage (smistamento) telefonico sul fronte Covid.
Si è trattato di un fulmineo dietro
front per l'amministrazione sanitaria su un testo che aveva altrettanto rapidamente suscitato le rimostranze dell'Ordine dei Medici
Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Piacenza («decisione
inopportuna, inadeguata e pericolosa»). Non solo, l'onorevole Tommaso Foti (FdI), sulla stessa lunghezza d'onda fortemente critica
per il coinvolgimento di non laureati, si è rivolto al ministro della
Salute Roberto Speranza e il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (sempre FdI) alla Regione
Emilia Romagna perché frenasse
l'iniziativa.
Ieri mattina, l'epilogo. L'assessore
regionale Raffaele Donini (Politiche per la salute) ne ha parlato direttamente con il direttore generale Luca Baldino e si è arrivati alla
decisione di rivedere il testo.
In ambiente sanitario c'è chi sminuisce e parla di "un refuso", e c'è
chi invece vi ha visto il rischio di
abuso della professione. In realtà è
già aperto e operativo in Ausl un tavolo di confronto fra azienda sanitaria, medici di medicina generale
e pediatri di libera scelta proprio
sul tema della sorveglianza sanitaria intesa anche come protezione
sociale. In genere tale sorveglianza telefonica in caso di indagini epidemiologiche viene svolta dal servizio di Igiene e sanità pubblica che
indaga sui contati del potenziale
paziente e prende i provvedimenti del caso. Si chiede alla persona
come evolve il disturbo, se si migliora o meno e gli stessi medici conoscono molto bene le modalità
per portare avanti queste interviste telefoniche.
Ma un neo-laureato o uno studente ingaggiato sul triage telefonico
che può fare? Può giusto - commenta qualche medico che preferisce l'anonimato - fare un tracciamento dei contatti del paziente,
non certo dare consigli medici. E
forse questa operazione di tracciamento ci sta, non richiede competenze specialistiche né tanto meno implica consigli medici, terapie
o interventi sanitari. Ma la cosa va
chiarita per bene.
Il fatto è che dal 1° ottobre partirà
la campagna vaccinale anti influenzale e i medici di medicina generale si troveranno oberati di lavoro, pensando anche alle cronicità da seguire, agli ambulatori con
distanziamenti, all'inevitabile surplus di attività. Potrebbero essere
molto sotto pressione, non tanto
negli studi dove operano in più medici, ma pensando al medico singolo che si troverà a fronteggiare un
periodo di vigorosa attività extra.
Forse anche questo panorama ha
spinto l'Ausl ad aprire un fronte di
rinforzo arruolando nuove figure
giovani , ma pure professionisti in pensione. Ora si vedrà come viene
riformulato il bando. Resta invece
aperto l'altro bando tramite il quale Ausl cerca volontari da assegnare ai punti di controllo (check point)
presenti all'arrivo in ospedale o nelle sedi territoriali e per attività logistiche di supporto ai punti di erogazione delle prestazioni sanitarie.
Gli interessati a un incarico di collaborazione a titolo gratuito potranno presentare la propria candidatura on line entro il 31 agosto.
Libertà
