Rassegna Stampa

Tra lampi di luce e naturalismo lirico splende a Gambaro l'arte di Capitelli

Data: 23/07/2026

La personale "Sotto le Perseidi" è curata da Silvia Bonomini pittura, poesia e storia al Castello Malaspina fino al 30 agosto

● Un pubblico numeroso e partecipe ha accompagnato l'inaugurazione di "Sotto le Perseidi", la mostra personale del farinese Paolo Capitelli, curata da Silvia Bonomini e ospitata nelle sale del Castello Malaspina di Gambaro, nel territorio di Ferriere. Clara e Valentino, proprietari del Castello, hanno accolto con grande cordialità il pubblico, contribuendo a rendere l'apertura un momento di incontro autentico tra arte, storia e territorio.

La mostra, visitabile fino al 30 agosto, propone un percorso dedicato a una pittura che chiede tempo, attenzione e disponibilità allo sguardo. All'inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il ministro Tommaso Foti e Giancarlo Tagliaferri, vicepresidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia- Romagna: una partecipazione che ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa. A rendere ancora più intensa l'apertura, è stato il contributo delle poetesse Francesca Giovelli e Patrizia Bosini, che hanno letto alcune composizioni ispirate alle opere dell'artista. Le loro parole hanno creato un dialogo delicato con le tele di Capitelli, restituendone la luce, le vibrazioni cromatiche e la forza evocativa.

Il titolo della mostra richiama il fenomeno delle stelle cadenti, che ogni estate invita a volgere gli occhi al cielo. È un'immagine poetica, scelta per accompagnare un percorso nel quale la pittura di Capitelli conserva la stessa capacità di sorprendere: un lampo di luce, un colore improvviso, una materia che affiora lentamente e rimane nella memoria. Nel suo intervento inaugurale, Silvia Bonomini ha ricordato il lungo rapporto di conoscenza e stima che la lega all'artista: « La sua pittura assomiglia molto alla sua persona: è sincera, discreta, autentica».

Le opere esposte riflettono proprio questa misura, lontana da effetti immediati e costruita attraverso un dialogo paziente tra colore, gesto e luce.

A un primo sguardo lo spettatore è catturato dall'intensità cromatica; poi emergono la densità della materia, il ritmo delle pennellate e le vibrazioni luminose. Solo in seguito si riconoscono paesaggi, boschi, colline, scorci d'acqua o fiori. Sono immagini che non si offrono tutte insieme, ma si aprono poco alla volta. In un tempo dominato da immagini veloci e spesso distratte, le tele di Capitelli chiedono una sosta. Il colore non è soltanto descrittivo: è la forza da cui prende vita il paesaggio. I verdi sembrano respirare, gli azzurri evocano cielo e acqua, i gialli accendono improvvise aperture luminose. La pennellata resta visibile e conserva sulla tela la presenza del gesto dell'artista. Il messaggio pittorico dell'autore trae la sua fonte di ispirazione nella fisicità del mondo, ma che trova la sua essenza soprattutto nel continuo lavorio interiore fatto di riflessioni e stati dell'anima. Le immagini, o meglio i simboli che vanno a comporre le opere di Capitelli infatti, a ben guardare, emergono dall'insieme delle nuance e dai contrasti cromatici e tutto questo rispecchia la personalità del pittore che nei suoi dipinti mette a nudo tutto il proprio essere.

Le opere esposte permettono di prendere visione delle tematiche care all'artista tra cui spiccano paesaggi portati ad una estrema e poetica sintesi e lacerti di una natura intima e delicata come insetti e fiori variopinti.

« Le mie opere nascono da un bisogno interiore, il quadro si materializza perché le mie visioni appaiano sulla tela, vere, e per sempre parte di me - spiega lo stesso Capitelli - Non devono essere composizioni troppo figurative, ma sempre in bilico tra figurazione e pittura informale, in una sorta di naturalismo lirico».

L'estrema sintesi tra natura e paesaggio è ben visibile nell'opera "Notturno d'ottobre dallo studio" dove Capitelli si confronta con un luogo che fa parte della sua realtà quotidiana cogliendone gli aspetti meno eclatanti, facendoli emergere da una superficie quasi evanescente dove il profilo dell'orizzonte separa una sottile lingua di cielo ormai cupo in cui una nuvola bianca (probabilmente rischiarata dalla luna) accende di un limpido candore la terra sottostante con i suoi molteplici segni. Ancor più simbolico, pur se con un chiaro richiamo alla figurazione è l'acrilico "Giardino di giugno" dove i petali di questo fiore, simbolico attributo di leggerezza e dolcezza, leva verso il cielo il suo atemporale messaggio di libertà fatto di confortanti cromie sorte qua e là in uno spazio indefinito di un giardino della memoria. Durante la presentazione, Bonomini ha proposto anche una lettura poetica della sua pittura: nelle opere si possono ritrovare metafore visive, richiami e ripetizioni di colori e segni che assumono un ritmo quasi musicale. Qui la poesia non passa dalle parole, ma dalla luce, dalla materia e dalle risonanze cromatiche; un'ulteriore emozione che l'artista ha voluto regalare al pubblico è stata quella di far ascoltare la canzone "Onirico e Realtà" scritta ad hoc per l'evento da Capitelli, musicata e interpretata dal cantautore piemontese Giuliano Rigo.

Il dialogo con il Castello Malaspina aggiunge infine un altro significato alla mostra: le antiche pietre della dimora raccontano il tempo della storia, mentre le tele di Capitelli evocano quello della natura e della luce. "Sotto le Perseidi" invita così a guardare senza fretta, lasciandosi sorprendere da un dettaglio, da una tonalità o da un segno.

La mostra di Paolo Capitelli, a cura di Silvia Bonomini, è visitabile al Castello Malaspina di Gambaro fino al 30 agosto.

_ Michele Borghi

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl