Rassegna Stampa

Trasformazione energetica 'Spazio anche al nucleare'

Data: 10/06/2026

ARRIVA UN MESSAGGIO CHIARO ALL'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA-CONVEGNO CON 220 ESPOSITORI

PIACENZA EXPO

Per Nicola Parenti, presidente di Confindustria, «è giusto che anche l'Italia possa avere una piccola parte di produzione. Si resti aperti alle nuove tecnologie» 

Si è aperta a Piacenza Expo la tre giorni della mostra-convegno che pone al centro la transizione energetica e la sicurezza informatica. Oltre all'idrogeno, di cui il ministro Foti in collegamento ha detto che «è destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella trasformazione dei sistemi energetici e produttivi europei», tema forte è stato il nucleare. Dal presidente di Confindustria Piacenza, Nicola Parenti, agli operatori, è arrivato forte l'appello a restare aperti a questa soluzione, che tecnologicamente si è evoluta 

Energia per le aziende «Nel mix ci sia spazio anche per il nucleare»

Gli espositori sono 220, arrivano dall'Italia e dall'estero, proponendo un futuro possibile. Probabile? Auspicabile? Alle domande ciascuno risponda in base alle proprie convinzioni. Fatto sta che "Hydrogen Expo/Cybsec Expo/ Nuclear Power Expo", la mostra convegno a Piacenza Expo in programma fino a domani, che si fa in tre ponendo al centro la transizione energetica e i nuovi orizzonti della sicurezza informatica, inquadra un tema sempre più urgente non solo per le imprese, ma anche per i cittadini, si pensi ad esempio ai costi salati delle bollette o alla minaccia digitale che grava sui nostri dati personali. Inoltre, dopo l'approvazione alla Camera del disegno di legge delega del governo che punta allo sviluppo del nucleare di nuova generazione, a cui fa da contraltare "Arturo", il reattore della centrale di Caorso dove è in corso il decommissioning e che si trova a pochi chilometri dall'ente fieristico, è cosa naturale che sia l'energia dell'atomo a sollecitare maggiormente il dibattito. Dall'esposizione piacentina, organizzata da Mediapoint & Exhibition di Fabio Potestà, il messaggio che giunge è chiaro. Lo si legge, fra gli altri, anche nelle parole di Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza presente al taglio del nastro. «Ci sono aspetti favorevoli al nucleare - dice - fra questi il fatto che Paesi competitivi, come Spagna e Francia, dove le bollette sono meno care, hanno una percentuale di energia nucleare fra il 15% e il 20%». «Si resti dunque aperti alle nuove tecnologie» è il suo suggerimento, prima di affermare che a suo avviso «è giusto che anche l'Italia abbia una piccola parte di energia prodotta con il nucleare». «O tutta l'Europa dice no e punta su altre tecnologie, cosa però improbabile - continua - oppure si proceda anche con l'energia nucleare, l'importante è che sia sicura e controllabile. Noi siamo per il mix di prodotti: sì alle rinnovabili, ma anche al nucleare. Fa piacere che il governo abbia lasciato in tal senso una strada aperta per il futuro». Nello stand di Brian and Partners si sente parlare francese. Andrea Bricchi, amministratore delegato dell'azienda piacentina che lavora anche nell'ambito dell'energia, è in compagnia di Henry Ripoll e Denis Mullenbach, rispettivamente ad e sviluppatore di Idealex, società francese partner di quella piacentina. Vicino a loro c'è un plastico che mostra come la società transalpina tratti e isoli i rifiuti nucleari. Ma come mai un'azienda francese è in Italia, dove al momento il nucleare è fermo avendo ricevuto lo stop prima con il referendum del 1987, post Chernobyl, e poi con quello del 2011, post Fukushima? « Il nucleare - spiegano i francesi - non è solo importante nella produzione di energia, è fondamentale anche nella ricerca, si pensi ad esempio a quella medica per la cura dei tumori, alla farmacia radiologica. Noi in Italia lavoriamo già con tre società che operano in questo settore». Ampio e articolato lo stand di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), così come di altre aziende che lavorano con questo tipo di tecnologia, in particolare nell'ottica degli Smr (Small modular reactors), reattori nucleari di piccole dimensioni con potenza inferiori a 300 megawatt. Attira però l'attenzione il manifesto "Comitato nucleare e ragione", dove si è accolti da una frase di Albert Einstein - « È più facile rompere un atomo che un pregiudizio» - e da giovani fisici e ingegneri con l'obiettivo di «divulgare le potenzialità del nucleare civile». Uno di loro, Davide Zanchettin, dice: « Non solo l'energia nucleare di nuova generazione, ma è auspicabile anche quella che già si può produrre oggi. Lo dico perché sono consapevole degli alti standard europei e tecnologici adoperati per produrla, considerando anche che la grande potenzialità dell'industria nucleare è che di scorie ne produce poche rispetto alla parità di energia prodotta con altre modalità». Concetto ribadito dall'organizzatore Potestà, per il quale « non dobbiamo avere paura di pronunciare la parola "nucleare". L'Italia è pronta per investire in un'energia che ci potrà rendere definitivamente indipendenti». Potestà in merito parla di «un'errata comunicazione alla cittadinanza ». « D'altronde in Europa ci sono circa 165 reattori nucleari attivi - sottolinea - più di 50 nella vicina Francia, che vende a noi energia elettrica facendola pagare a caro prezzo. Molti di coloro che usano la macchina elettrica perché green, e al contempo sono contro il nucleare, non si rendono conto che in realtà quella macchina si muove con l'energia che arriva dall'atomo».

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