In ospedale a Piacenza una 82enne di Codogno, un infermiere e un uomo di Maleo
Sono salite a tre le persone positive al Coronavirus ricoverate
nell'ospedale di Piacenza. Tutte
provenienti dal "focolaio" lodigiano, come ci hanno tenuto a sottolineare ieri a più riprese il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, l'assessore regionale alla salute Sergio Venturi e il direttore generale
dell'Azienda Usl di Piacenza, Luca Baldino.
Ieri mattina è stata confermata la
positività del tampone di una signora 82enne, residente a Codogno. A quanto si è appreso, sarebbe una parente stretta di un amico del primo paziente - il paziente 1, ovvero il 38enne di Codogno
oggi al San Matteo di Pavia -, amico a sua volta positivo al virus e ricoverato al Sacco di Milano. La signora, recatasi venerdì nell'ospedale piacentino, è ora ricoverata
in Malattie infettive. Il bollettino
dell'assessorato alla sanità della
regione Emilia Romagna rende
noto che l'anziana donna «sta ricevendo tutte le cure del caso».
Nel pomeriggio hanno dato esito
positivo altri due nuovi casi relativi a pazienti ricoverati nell'ospedale di Piacenza.
Si tratta dell'infermiere piacentino addetto al triage all'ospedale
di Codogno venuto in contatto
con il paziente 1, contagiato quando era al proprio posto di lavoro.
L' infermiere, che vive da solo, si
era messo in isolamento volontario in casa propria. In seguito
all'insorgere di febbre e tosse è stato accompagnato, nella notte tra
venerdì e ieri, all'ospedale di Piacenza.
Il terzo positivo è un paziente residente a Maleo, in provincia di
Lodi, del quale non si hanno altri
particolari.
Entrambi (infermiere e residente
a Maleo) si trovano in isolamento
in Malattie infettive, «non sono in
condizioni critiche - come recita
il bollettino sanitario -, e stanno
ricevendo tutte le cure del caso».
«Confermo che al momento non
abbiamo un focolaio in EmiliaRomagna o trasmissione del virus
nel territorio regionale- spiega l'assessore Venturi - stiamo infatti assistendo tre persone che hanno
contratto il Coronavirus in Lombardia. E ribadisco che il Servizio
sanitario regionale è costantemente allertato per gestire al meglio la situazione, in contatto con
le autorità nazionali e quelle delle altre regioni».
«Siamo in uno stato di massima
allerta - dice il direttore generale
Baldino al termine del vertice serale in prefettura (questa mattina
nuovo summit alle 10,30) - ma per
tutta la giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr.) non abbiamo avuto contagi nel Piacentino. Quelli
presenti nel nostro ospedale sono del Lodigiano. E non abbiamo
neppure ricevuto casi sospetti. Rimaniamo in attesa dei tamponi
alla ditta Mae e al ristorante (in cui
ha cenato, nel Piacentino, il paziente 1. ndr.)».
Alcune buone notizie.
Dopo quella, diffusa nella tarda
serata di venerdì, sulla negatività
del tampone relativo alla paziente ricoverata a Piacenza, collega
del paziente 1, e già dimessa, c'è
poi «la conferma della negatività
di altri tre tamponi relativi ad una
famiglia piacentina, residente in
città (nonna, madre e bambino),
dimessi nella notte tra venerdì e
ieri».
L'Ausl di Piacenza, intanto, sta
contattando tutti coloro hanno
prenotazioni per interventi o ricoveri non urgenti in questi giorni al
fine di concordare un eventuale
posticipo.
Da segnalare infine due contagi
da coronavirus nel Pavese: si tratta di due medici di Pieve Porto
Morone (Pavia), un comune della Bassa vicino alla provincia di
Lodi. Sono ricoverati al San Matteo di Pavia.
Ma anche l'interrogazione parlamentare di Tommaso Foti (FdI) e
Elena Murelli (Lega) che chiedono al ministro della salute se a Piacenza siano state osservate tutte
le procedure visto che «l'82enne
di Codogno - scrivono - entrata in
ospedale a Piacenza venerdì mattina alle 10 con sintomi da polmonite virale, compatibili con il virus,
alle 17 veniva ricoverata in Medicina interna e, solo successivamente, in Malattie infettive».
Libertà
