Il ministro Foti: per il commercio a disposizione ingenti risorse dal Pnrr, ma vanno usate bene
« Ricordiamoci che c'è stato un momento in cui, mentre tutti investivano sul turismo, il nostro Paese aveva pensato di abolire il ministero che se ne occupava. Di passi avanti ne sono stati fatti». Esordisce così il ministro per gli Affari europei, per il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti nella prima parte dell'assemblea di Confcommercio Piacenza. «Ci sono delle ingenti risorse del Pnrr a disposizione del turismo - spiega Foti - è un settore trainante per l'economia italiana, ma anche per la coesione sociale. Lo stesso vale per il commercio: se noi li consideriamo come puri fattori economici sbagliamo perché appunto sono fattori di coesione sociale ». Sul fronte del commercio Foti parla chiaro: «Occorre tenere ben presenti le motivazioni della diaspora che sta colpendo alcuni settori, in primis quello agro-alimentare - spiega -. Parliamo di botteghe che sono dei veri e propri presidi soprattutto nelle aree interne: è evidente che se noi vogliamo alimentare il turismo, ma poi non facciano trovare ai turisti negozi e botteghe, sia commerciali che artigianali, non alimentiamo il turismo ma lo deprimiamo». « In quest'ottica - sottolinea il ministro - il rilancio dei territori deve servire proprio a rendere remunerativa l'attività commerciale dato che molti negozi chiudono per due ragioni: non vi è più remunerazione utile o viene a mancare il ricambio generazionale e allora bisogna agire in questa direzione». Foti rilancia poi il tema di una «competizione che è sempre più allargata »: «Il turismo è un biglietto da visita, ma la competizione oggi è all'interno dell'Europa e al di fuori», fa presente. Roberta Frisoni, assessora al Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia Romagna, parla di «un turismo che ricerca l'autenticità»: «Chi viene in Italia vuole trovare negozi che rispecchino il nostro saper fare, le nostre professionalità, il nostro sorriso - avverte detto questo occorre in primis una pianificazione ma soprattutto la consapevolezza che nessuno basta a se stesso. Nessuno è autosufficiente: fare squadra e unirci anche fuori del territorio regionale è l'unica carta vincente che io conosca quando si parla di turismo e commercio. Questo vale per tutti, ma principalmente per le province di confine come è quella di Piacenza o quelle della bassa Romagna».
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