Gli effetti della nuova delibera del Comune sotto la lente di Confapi e Confedilizia
Sia pure con accenti diversi, gli
oneri di urbanizzazione continuano a fare parlare. In seguito alla delibera del Comune di Piacenza volta a regolamentare i nuovi
oneri di urbanizzazione e i nuovi
costi di costruzione, approvata
dalla giunta in applicazione della delibera della Regione Emilia
Romagna in materia, si sono tenuti due incontri, nella sede di
Confedilizia e in quella di Confapi, che hanno illustrato i riflessi
che le nuove norme avranno nel
nostro territorio.
Nella sede di Confapi, l'architetto
Carlo Ponzini ha portato ieri all'attenzione degli ascoltatori alcuni
dati, calandoli in casi specifici, utili a dare l'idea del cambiamento
in atto. «Il Comune di Piacenza -
ha detto - ha rimodulato i valori
applicando la massima riduzione possibile pari al 15% dei valori U1 (Urbanizzazione primaria)
e U2 (Urbanizzazione secondaria) previsti dalla delibera regionale per tutte le funzioni».
Il costo di costruzione, e qui sta la
novità e il nodo del contendere, è
stato rapportato ai valori Omi più
recenti, definiti dall'Agenzia delle Entrate per le diverse zone del
territorio piacentino. «Prendendo ad esempio un edificio di nuova realizzazione, in zona semicentrale - ad esempio barriera Milano, viale Sant'Ambrogio, via Boselli o via XXI Aprile - il costo di
costruzione è salito da 684,19 euro al metro quadro a 985,63 (un
aumentato di circa il 44% rispetto al valore precedente).
«Ogni cambiamento nasconde
anche delle opportunità» ha commentato Andrea Paparo, direttore di Confapi, ascoltando la relazione di Ponzini. Opportunità
che, dice l'architetto riguardano
«la progettazione consapevole, la
strada dell'ecosostenibilità». «Gli
oneri di urbanizzazione - spiega
- sia in città sia nelle frazioni possono essere ridotti fino ad un
massimo del 30%. Tali riduzioni
sono comunque cumulabili fino
ad una massimo di 70% sull'onere». Per ottenerle esiste tutta una
galassia di scelte possibili per il
proprietario. Se ad esempio si ottimizza l'orientamento della casa, l'agevolazione è del 2%, così
come se elementi ombreggianti
sono posti per riparare dalla luce
nel periodo estivo, o ancora se sono predisposti spazi per le biciclette o se nella costruzione e ristrutturazione si fa uso di materiali riciclati e riciclabili. «Il materiale è fondamentale per ottenere delle agevolazioni - chiarisce
Ponzini - si pensi all'utilizzo del
cemento "anti-smog"». «Se si fanno scelte improntate all'energia
pulita e alla sicurezza sismica, c'è
poi la possibilità di ottenere sconti cash fino al 50%, immediati, direttamente dall'impresa che costruisce. Prima, invece, i soldi investiti si recuperavano negli anni».
L'altro incontro sull'argomento si
è tenuto in Confedilizia, dove era
presente anche l'onorevole Tommaso Foti (Fd'I) e dove si è ribadita la posizione dell'associazione proprietari casa sull'incremento degli oneri. Confedilizia lamenta che, avendo rapportato il costo
di costruzione ai valori Omi, si è
reso inevitabile il loro aggravio. Si
fa inoltre notare che il provvedimento è stato assunto con troppa
fretta, quando si sarebbe potuto
rinviarlo senza particolari conseguenze. «Nessuno - ha detto l'avvocato Corrado Sforza Fogliani,
presidente del Centro studi della
Confedilizia - né politico né le associazioni di rappresentanza, ha
accolto il nostro invito a considerare gli effetti che il riferimento base ai valori Omi (anziché ai valori dell'edilizia economica e popolare, come prevede la legge)
avrebbe causato».
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