Rassegna Stampa

Viale Dante, negozi 'blindati': 'Dopo la violenza resta la paura'

Data: 23/07/2018

E nel quartiere dove abita il presunto stupratore Nicolae Istrati cittadini pronti a una raccolta firme per chiedere più sicurezza

Usava altri nomi l'uomo il cui "sorriso", fotografato dopo l'arresto con l'accusa di violenza sessuale e sequestro, ha squarciato le coscienze non solo di Piacenza ma anche d'Italia. Nicolae Istrati, 34 anni, usava più identità. Ma per il quartiere popolare a due passi dal centro dove viveva con i familiari era un perfetto sconosciuto. E la sensazione, ora, tra i cittadini del quartiere, è di impotenza: un cerchio di sconforto che, rapido, si allarga fino a viale Dante, dove tra mezzanotte e le 4 di giovedì Istrati avrebbe ripetutamente abusato di una barista che gli aveva chiesto di uscire dal locale, in chiusura. Forse già oggi, nel carcere di San Vittore a Milano, dovrebbe svolgersi l'udienza di convalida del fermo nei confronti del presunto stupratore, nato in Ucraina ma con passaporto romeno. Ma le domande, a Piacenza, sono molte: «Ci sono tante persone, qui, nel quartiere popolare, che non conosciamo», spiegano alcuni residenti e vicini di casa. «Facce nuove, per lo più straniere. Vorremmo maggiore sicurezza, soprattutto per gli inquilini più anziani. Dopo le 21, invece, nessuno esce più, nemmeno per socializzare o prendere un po' di fresco, giù, nel cortile. Ora quando qualcuna di noi rientra in casa restiamo al telefono fino a quando non si chiude la porta alle nostre spalle. Vorremmo anche raccogliere firme, perché si presidi meglio la zona». In viale Dante, i baristi dicono di lavorare ma "blindati": «Ho fatto installare telecamere e antifurti», spiegano dal bar "Dante". «Più volte hanno già tentato di forzare le inferriate. Dico sempre a mia figlia di non restare da sola, in chiusura. E chiudo con una catena la porta». Al "Mirabilia" sottolineano: «La violenza ci ha sconvolti, tutti». «Anch'io ho paura, la mattina presto, quando apro», aggiungono dal bar "Casali". 

«Salvare l'ex caserma» 
I dati del viale parlano di una zona viva dal punto di vista commerciale: più di 120 attività di cui 15 alimentari, 15 esercizi pubblici, una decina di parrucchieri e 6 pizzerie. Negozi di abbigliamento, accessori, farmacie e altri servizi. Negli ultimi 10 anni hanno abbassato la saracinesca 12 negozi. «Ma ci sono tanti, gli storici, che tengono duro, alcuni da più di 20 anni», sottolinea Alessandra Tampellini. «Ma viale Dante è una linea di frontiera. E se non si dà una vocazione chiara all'ex caserma dei vigili del fuoco, oggi in disuso, rischiamo di perdere un'occasione fondamentale. Qualsiasi uso sociale e aggregativo va bene, purché non venga lasciata a se stessa». E, sempre tra i commercianti, Antonio Resmini replica al parlamentare Tommaso Foti (Fd'I) che ieri ha chiesto "Viale Dante non diventi come via Roma": «Prima di parlare per "sentito dire" sarebbe meglio confrontarsi con chi via Roma la vive ogni giorno e sta portando avanti seri progetti con le istituzioni. Disponibili a sederci intorno a un tavolo». 

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