Rassegna Stampa

Violenza al parco Lucca: rimpatrio per l'aggressore

Data: 25/07/2026

FIORENZUOLA

IDENTIFICATO E DENUNCIATO L'UOMO CHE IL 16 LUGLIO AVEVA FERITO L'EX INGEGNERE CAPO DEL COMUNE


Le segnalazioni dei cittadini utili alle indagini. Il marocchino di 30 anni è stato bloccato e ora è già a Trapani per l'espulsione.

● Si trova già nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Trapani, in Sicilia, in attesa dell'espulsione dall'Italia, il 30enne marocchino ritenuto responsabile della violenta aggressione avvenuta il 16 luglio al Parco Lucca di Fiorenzuola, dove l'ex ingegnere capo del Comune Luigi "Gigi" Galantin, settantenne, era stato colpito con un pugno che gli ha provocato la frattura del setto nasale. L'uomo, senza fissa dimora, identificato subito dopo i fatti, è stato infine rintracciato dai carabinieri di Fiorenzuola .

Rintracciato dopo il pugno nel parco ora è a Trapani in attesa dell'espulsione

Decisive le segnalazioni dei cittadini: foglio di via per il 30enne fermato vicino all'ospedale e denunciato per lesioni aggravate

Cristian Brusamonti

FIORENZUOLA

● Si trova già nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Trapani, in Sicilia, in attesa dell'espulsione dall'Italia, il 30enne marocchino ritenuto responsabile della violenta aggressione avvenuta il 16 luglio al Parco Lucca di Fiorenzuola, dove l'ex ingegnere capo del Comune Luigi "Gigi" Galantin, settantenne, era stato colpito con un pugno che gli ha provocato la frattura del setto nasale. L'uomo, senza fissa dimora, identificato subito dopo i fatti, è stato infine rintracciato dai carabinieri di Fiorenzuola e denunciato per lesioni personali aggravate, prima di essere accompagnato nel Cpr siciliano.

L'aggressione a Galantin, colpito senza apparente motivo da uno sconosciuto, aveva suscitato forte allarme a Fiorenzuola, alimentando anche il dibattito politico. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola sono proseguite senza sosta, mentre in breve tempo, alcuni cittadini avevano riconosciuto il presunto aggressore. Sui social aveva iniziato a circolare anche una sua fotografia e ogni presunto avvistamento veniva condiviso tramite WhatsApp. I militari, che erano risaliti rapidamente alla sua identità anche grazie alle fotografie scattate dalla donna che era insieme all'aggredito, hanno continuato a cercarlo, dopo che aveva fatto perdere le sue tracce. Determinanti, per rintracciarlo, si sono rivelate le numerose segnalazioni dei cittadini e il costante scambio di informazioni con l'amministrazione comunale.

Le ricerche erano state ulteriormente intensificate nell'ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica presieduto dal prefetto.

La svolta è arrivata nel pomeriggio del 22 luglio, quando, proprio grazie a una segnalazione, una pattuglia dell'Aliquota operativa della Compagnia di Fiorenzuola ha individuato l'uomo nei pressi dell'ospedale di Fiorenzuola. I carabinieri lo hanno seguito a distanza, attendendo l'arrivo di altre pattuglie, quindi sono intervenuti bloccandolo in sicurezza e impedendogli qualsiasi tentativo di fuga. Condotto in caserma, al 30enne sono stati contestati sia i fatti del Parco Lucca, sia la sua posizione irregolare sul territorio nazionale e i precedenti maturati dal suo arrivo in Italia. Il questore di Piacenza ha emesso a suo carico un foglio di via obbligatorio dal Comune di Fiorenzuola ed è stato infine scortato dai carabinieri nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Trapani.

I commenti

Immediate, ieri, le reazioni politiche. « L'operazione rappresenta la dimostrazione concreta di quanto sia fondamentale mettere le forze dell'ordine nelle condizioni di operare con strumenti adeguati», affer -mano l'assessore fiorenzuolano Massimiliano Morganti e Lorenzo Lagori, della direzione provinciale di Fratelli d'Italia. «Nei giorni scorsi avevamo espresso piena solidarietà alla vittima e fiducia nell'operato degli investigatori. Oggi accogliamo con soddisfazione la rapidità con cui è stata sviluppata l'attività investigativa e amministrativa che ha portato all'attivazione della procedura di espulsione».

Un ringraziamento all'Arma arriva anche dal ministro per il Pnrr Tommaso Foti. «La rapidità con cui si è passati dall'identificazione del responsabile all'attivazione delle procedure previste dall'ordinamento dimostra che, quando le istituzioni operano in piena sinergia, lo Stato è in grado di dare risposte concrete ai cittadini» spiega. « Auguro una pronta guarigione alla vittima dell'aggressione: episodi come quello di Fiorenzuola non possono trovare alcuna giustificazione e devono essere affrontati con fermezza».

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