Dopo l'episodio del capotreno ferito a S. Stefano Lodigiano, i dati choc che riguardano i treni che transitano per Piacenza
«Biglietto, prego». Davanti alla
più normale delle richieste dentro
un treno in servizio sulle rotaie
dell'Emilia Romagna, quarantasette
volte, nel 2016, si è scatenato l'inferno.
Sono gli episodi di aggressione
al personale di Trenitalia regolarmente
denunciati alle forze
dell'ordine. Un quinto, sul totale dei
245 capitreno in forza alle Ferrovie
italiane sul territorio emiliano-romagnolo.
Nove volte su dieci, a presentare
l'esposto è stato un uomo
anche in considerazione del fatto
che meno del 20% del personale è
donna. Numeri preoccupanti, in linea
con il 2014 e il 2015. Ma inferiori,
secondo le stime, rispetto ai primi
mesi di quest'anno dove fonti ufficiose
parlano di un incremento vicino
al 50%.
Da Trenitalia a Trenord
Cifre che si traducono in una escalation
del fenomeno che ha visto
l'ultimo caso consumarsi mercoledì
scorso, sul treno mattutino di Trenord
che da Piacenza era diretto a Milano Greco Pirelli. A fare le spese
di un passeggero senza biglietto, tuttora
ricercato dalla Polfer e dalla
squadra mobile di Lodi, un capotreno
45enne accoltellato alla mano
all'altezza della stazione di Santo
Stefano Lodigiano, pochi minuti
dopo la partenza da Piacenza. L'aggressione
rilancia il problema sicurezza
anche sui convogli di Trenord,
società che opera principalmente
in Lombardia ma che trasporta passeggeri
anche da e per la stazione
della nostra città. Fin dal 2015
l'azienda ha messo a punto un progetto
aziendale riguardante sia la sicurezza
sia l'antievasione. Questo
piano ha previsto l'attivazione di un
"Focal Point Security" che ha permesso,
grazie alla partecipazione attiva
di tutto il personale di bordo, di
individuare i treni ed i luoghi in cui
si registrano minacce, violenze verbali,
atti vandalici, intemperanze,
aggressioni al personale ferroviario
ed evasione tariffaria. Nei primi dieci
mesi del 2016, il Focal Point di Trenord,
monitorato dalla Funzione
Security, ha ricevuto 2.069 segnalazioni
registrando un incremento del
51% rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente. In 236 casi è
stato necessario richiedere l'intervento
delle forze dell'ordine. I numeri
tengono conto ovviamente anche
degli episodi avvenuti in Lombardia
e non solo in Emilia.
I sindacati
Partendo da questo presupposto,
spaventano non poco gli episodi già
denunciati quest'anno: «Settanta
dall'inizio del 2017, che comprendono anche le aggressioni avvenute
nel territorio piacentino ed emiliano
in generale - spiega Stefano
Malorgio, segretario regionale Cgil
Trasporti Lombardia - Purtroppo
ad oggi un sistema di rilevazione dei
dati sulle violenze non c'è. Bisogna
arrangiarsi e andare per ricostruzioni
partendo dalle denunce che arrivano.
Vista l'escalation di episodi,
un osservatorio servirebbe». Di più:
«Ai 70 casi denunciati in questi primi
mesi, con una media di 2 a settimana,
vanno aggiunte le circa 200
segnalazioni, anche verbali e che
non sfociano nella denuncia, che
ogni mese arrivano dai capitreno».
Violenza sui passeggeri
A tutto questo vanno accorpati gli
episodi di violenza che riguardano
i passeggeri. Nel marzo di quest'anno,
il lancio di un sasso pesante duecento
grammi su un treno partito da
Ancona e diretto a Piacenza ha provocato
il ferimento di una signora.
Il 20 dicembre dell'anno scorso, un
nigeriano aveva tentato un approccio
con una ragazza su un treno che
da Pavia stava arrivando a Piacenza:
al rifiuto della ragazza, si era lanciato
sulla giovane, palpeggiandola
e baciandola. A preoccupare sono
però anche i borseggi sui treni.
Lasciare incustoditauna borsa o una
giacca sopratuttto su un treno regionale
è un azzardo. Oltre ai portafogli,
ai ladri fanno gola anche computer
e cellulari di ultima generazione.
Così, iniziative per garantire
l'incolumità del personale viaggiante
le richiede alla Giunta anche
Tommaso Foti (Fdi-An).
Libertà
