Rassegna Stampa

'Rivedere la legge regionale per incongruenze e inutili duplicazioni'

Data: 31/08/2017

Come si integra il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro realizzato da Anpal, l'Agenzia nazionale politiche attive del lavoro istituita in attuazione del cosiddetto 'Jobs Act', con il Sistema informativo lavoro dell'Emilia-Romagna (Siler) previsto dalla legge regionale 17/2005 in materia di promozione dell'occupazione? Lo chiede Tommaso Foti (Fdi-An) in un'interrogazione, dove sollecita la Giunta a rivedere in modo organico la legge 17, così da eliminare le "incongruenze" determinate dall'istituzione dell'Agenzia regionale rispetto al ruolo delle Province e le "inutili duplicazioni di funzioni già svolte a livello nazionale". "Le imprese, infatti, tornano a cercare lavoratori - segnala Foti - ma offerta e domanda stentano a incrociarsi e moltissimi posti rimangono o rischiano di rimanere scoperti, spesso a causa delle carenze del sistema di collocamento". L'Anpal — aggiunge — "ha come principale obiettivo il coordinamento delle politiche del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione e la ricollocazione dei disoccupati" e realizza, per l'attuazione di queste politiche, il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, in cooperazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome, l'Inps e l'Isfol: le informazioni confluite nel sistema informativo unitario rappresenteranno così la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore e le informazioni contenute nel sistema informativo sono messe a disposizione delle Regioni". "L'Anpal — si legge ancora nell'interrogazione - provvede a e regionale per "incongruenze" e "inutili duplicazioni"» istituire l'Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, un sistema informativo in cui vengono iscritte le agenzie di somministrazione accreditate a livello nazionale e le altre agenzie che intendono operare nel territorio delle regioni che non abbiano istituito un proprio regime di accreditamento, nonché i soggetti accreditati dalle Regioni, con l'obiettivo di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro". Questo impianto, tuttavia, - denuncia Foti - "anziché uniformare e semplificare il quadro normativo, garantendo fra l'altro maggior spazio ai privati, va oggi a sovrapporsi a un sistema regionale che tende a replicare le strutture e aumentare i vincoli". In Emilia-Romagna, infatti, - spiega - la materia è regolata dalla citata legge regionale 17/2005, modificata da alcuni articoli dalla successiva legge 13/2015, di riforma del sistema di governo regionale e locale, che "ha istituito una propria Agenzia regionale per il lavoro", "in attesa di una disciplina attuativa nazionale dell'Anpal, che sarebbe arrivata appena 45 giorni dopo", con il risultato, "nel voler anticipare a tutti i costi il legislatore nazionale", di produrre "un testo confuso che, da un lato, scopiazza funzioni attribuite in campo nazionale ad Anpal e, dall'altro, rafforza il groviglio burocratico-ideologico di regole che la Regione aveva creato e intende mantenere per limitare il ruolo delle agenzie private per il lavoro".

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