Rassegna Stampa

Arriva il sorpasso: l'Emilia non e' piu' una regione rossa

Data: 06/03/2018

PER LA PRIMA VOLTA DAL 1946 IN REGIONE IL CENTRODESTRA HA PIÙ VOTI DELLA SINISTRA

Per la prima volta dal 1946 l'Emilia-Romagna non può più definirsi una regione rossa. Il centrodestra è infatti la prima coalizione. La differenza è notevole: oltre due punti alla Camera, quasi tre al Senato. Il Pd perde anche lo scettro di primo partito in regione, fermandosi al 26,3%, superato, stavolta, dal Movimento 5 Stelle che però, nonostante il buon risultato (alla Camera sfonda la soglia del 27%), rimane a bocca asciutta nella sfida dei collegi di Camera e Senato, finita 13- 12 per il centrosinistra. Nel collegio "osservato speciale", quello senatoriale di Bologna, l'ha spuntata l'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, nonostante la concorrenza a sinistra di Vasco Errani che però non è andato oltre l'8,6%: il miglior risultato regionale per Liberi e Uguali, altro grande sconfitto della tornata elettorale. Errani, comunque, dovrebbe entrare in Senato grazie al recupero proporzionale. Strappano la vittoria anche i ministri uscenti Graziano Delrio (Reggio) e Beatrice Lorenzin (Modena), mentre sono stati bocciati gli altri due ministri del governo Gentiloni Dario Franceschini (Ferrara) e Claudio De Vincenti (Sassuolo). Fuori anche Sandra Zampa, storica portavoce di Romano Prodi e perde il collegio pure Lucia Annibali a Parma. Fra i 13 eletti, il Pd ne cede uno anche a Insieme, ovvero Serse Soverini, altro esponente vicino al Professore, che ha vinto a Imola. Il centrodestra invece vede la Lega Nord fare la parte del leone, con sette eletti su 12, soprattutto nella parte emiliana. Fra loro c'è anche Elena Raffaelli, bagnina riccionese e assessore della giunta Tosi ed Emanuele Cestari, che arriva dal feudo leghista di Bondeno. Tre sono gli eletti di Forza Italia, mentre Fratelli d'Italia elegge due parlamentari, Alberto Balboni al Senato e il consigliere regionale Tommaso Foti alla Camera. Per avere il quadro complessivo degli eletti in Emilia-Romagna bisognerà attendere però il riparto proporzionale dove saranno eletti altri 42 parlamentari. Nel Pd, dopo questo risultato e dopo le annunciate dimissioni di Renzi, non mancheranno i contraccolpi. Anche perché lo scenario del "sorpasso" crea non pochi timori in vista dell'anno prossimo quando si rinnoverà il vertice della Regione Emilia-Romagna che il centrodestra, a questo punto, cercherà di conquistare con una convinzione che non ha mai avuto. 

Marche e dopo-sisma  
Sisma e Macerata sono invece le due parole chiave per interpretare il voto nelle Marche, che da regione storicamente rossa si sono trovate ieri avvolte nel drappo stellato di M5s, primo partito (316.417 voti, 35,6% alla Camera, ma in testa anche al Senato) e alle prese con una crescita del centrodestra, trainata da un vero e proprio boom della Lega: 146 mila voti in più rispetto ai circa 6.400 di cinque anni fa. Risveglio amarissimo per il Pd, che è sì il secondo partito delle Marche con 186.613 voti alla Camera, ma ne perde 70 mila rispetto al 2013. Una caduta legata alle complesse vicende interne del partito (e al malumore sulla formazione delle liste), ma anche alla difficile gestione del post terremoto, che nelle Marche ha inciso in maniera pesantissima: una novantina i Comuni nel cratere sismico, danni in tre province su cinque, problemi e lungaggini prima nella consegna di quasi 2.000 casette richieste, poi nell'avvio della ricostruzione, interi centri storici ancora zona rossa, come a Camerino. Un'emergenza che va avanti da quasi due anni, insostenibile per i terremotati, affrontata con disponibilità di risorse, ma anche a colpi di decreti e ordinanze continuamente rivisitati, con contraddizioni, passi avanti e marce indietro e in generale un modello operativo criticato dai sindaci e dai cittadini. Insomma, una situazione di disagio costante, cavalcata con vigore dal centrodestra che infatti cresce nelle zone del sisma nelle Marche e in Umbria, dove si afferma Forza Italia trainata anche dal sindaco azzurro di Norcia Nicola Alemanno. Consensi anche per la Lega nell'Umbria terremotata. Il centrodestra vince anche nel collegio uninominale di Amatrice e Accumoli per la Camera con Paolo Trancassini (47%) e nuovo boom della Lega al 19 per cento.

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