PER LA PRIMA VOLTA DAL 1946 IN REGIONE IL CENTRODESTRA HA PIÙ VOTI DELLA SINISTRA
Per la prima volta dal 1946
l'Emilia-Romagna non può più
definirsi una regione rossa. Il
centrodestra è infatti la prima
coalizione. La differenza è notevole:
oltre due punti alla Camera,
quasi tre al Senato.
Il Pd perde anche lo scettro di
primo partito in regione, fermandosi
al 26,3%, superato, stavolta,
dal Movimento 5 Stelle
che però, nonostante il buon risultato
(alla Camera sfonda la
soglia del 27%), rimane a bocca
asciutta nella sfida dei collegi
di Camera e Senato, finita 13-
12 per il centrosinistra.
Nel collegio "osservato speciale",
quello senatoriale di Bologna,
l'ha spuntata l'ex presidente
della Camera Pierferdinando
Casini, nonostante la concorrenza
a sinistra di Vasco Errani
che però non è andato oltre
l'8,6%: il miglior risultato
regionale per Liberi e Uguali, altro
grande sconfitto della tornata
elettorale. Errani, comunque,
dovrebbe entrare in Senato grazie
al recupero proporzionale.
Strappano la vittoria anche i ministri
uscenti Graziano Delrio
(Reggio) e Beatrice Lorenzin
(Modena), mentre sono stati bocciati gli altri due ministri del
governo Gentiloni Dario Franceschini
(Ferrara) e Claudio De
Vincenti (Sassuolo). Fuori anche
Sandra Zampa, storica portavoce
di Romano Prodi e perde
il collegio pure Lucia Annibali
a Parma. Fra i 13 eletti, il Pd
ne cede uno anche a Insieme,
ovvero Serse Soverini, altro
esponente vicino al Professore,
che ha vinto a Imola.
Il centrodestra invece vede la
Lega Nord fare la parte del leone,
con sette eletti su 12, soprattutto
nella parte emiliana. Fra
loro c'è anche Elena Raffaelli, bagnina riccionese e assessore
della giunta Tosi ed Emanuele
Cestari, che arriva dal feudo leghista
di Bondeno. Tre sono gli
eletti di Forza Italia, mentre Fratelli
d'Italia elegge due parlamentari,
Alberto Balboni al Senato
e il consigliere regionale
Tommaso Foti alla Camera.
Per avere il quadro complessivo
degli eletti in Emilia-Romagna
bisognerà attendere però il
riparto proporzionale dove saranno
eletti altri 42 parlamentari.
Nel Pd, dopo questo risultato e
dopo le annunciate dimissioni
di Renzi, non mancheranno i
contraccolpi. Anche perché lo
scenario del "sorpasso" crea
non pochi timori in vista
dell'anno prossimo quando si
rinnoverà il vertice della Regione
Emilia-Romagna che il centrodestra,
a questo punto, cercherà
di conquistare con una
convinzione che non ha mai
avuto.
Marche e dopo-sisma
Sisma e Macerata sono invece
le due parole chiave per interpretare
il voto nelle Marche, che
da regione storicamente rossa
si sono trovate ieri avvolte nel
drappo stellato di M5s, primo
partito (316.417 voti, 35,6% alla
Camera, ma in testa anche al Senato) e alle prese con una
crescita del centrodestra, trainata
da un vero e proprio boom
della Lega: 146 mila voti in più
rispetto ai circa 6.400 di cinque
anni fa. Risveglio amarissimo
per il Pd, che è sì il secondo partito
delle Marche con 186.613
voti alla Camera, ma ne perde
70 mila rispetto al 2013. Una caduta
legata alle complesse vicende
interne del partito (e al
malumore sulla formazione
delle liste), ma anche alla difficile
gestione del post terremoto,
che nelle Marche ha inciso
in maniera pesantissima: una
novantina i Comuni nel cratere
sismico, danni in tre province
su cinque, problemi e lungaggini
prima nella consegna
di quasi 2.000 casette richieste,
poi nell'avvio della ricostruzione,
interi centri storici ancora
zona rossa, come a Camerino.
Un'emergenza che va avanti da
quasi due anni, insostenibile
per i terremotati, affrontata con
disponibilità di risorse, ma anche
a colpi di decreti e ordinanze
continuamente rivisitati, con
contraddizioni, passi avanti e
marce indietro e in generale un
modello operativo criticato dai
sindaci e dai cittadini. Insomma,
una situazione di disagio
costante, cavalcata con vigore
dal centrodestra che infatti cresce
nelle zone del sisma nelle
Marche e in Umbria, dove si afferma
Forza Italia trainata anche
dal sindaco azzurro di Norcia
Nicola Alemanno. Consensi
anche per la Lega nell'Umbria
terremotata. Il centrodestra
vince anche nel collegio
uninominale di Amatrice e Accumoli
per la Camera con Paolo
Trancassini (47%) e nuovo
boom della Lega al 19 per cento.
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